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	<title>Evangelo.it &#124; Chiesa Cristiana Evangelica Roma &#187; Mondo &amp; Fede</title>
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	<description>L&#039;Evangelo è il messaggio di Dio per tutti!</description>
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		<title>NO, NON SIAMO TUTTI FIGLI DI DIO. MA TUTTI POSSIAMO ESSERLO</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 10:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Meditazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni si è tornati a parlare, in ambito religioso, di una sorta di fratellanza universale, estendendo il titolo di &#8220;figli di Dio&#8221; a tutti. Le cose non stanno proprio così. Seppure si può essere sicuramente mossi da intenzioni molto nobili come la pace, la non-violenza e il rispetto reciproco, questi concetti non hanno basi bibliche. &#160; Perché non siamo tutti figli di Dio? Lungo tutto il Nuovo Testamento il termine “figli di Dio” è prerogativa di quanti sono nati di nuovo, cioè hanno fatto di Gesù il Signore della propria vita e sono stati adottati nella famiglia di Dio. Quindi c&#8217;è una netta distinzione tra quanti sono figli e quanti non lo sono. &#8230; a tutti quelli che l&#8217;hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d&#8217;uomo, ma sono nati da Dio. - Giovanni 1:12, 13 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio» - Giovanni 3:3 &#8230; avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà &#8230; - Efesini 1:5; &#8230; perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. - Galati 3:26 Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui &#8230; In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello. - I Giovanni 3:1, 10 Nonostante tutto, l&#8217;essere o non essere figli di Dio non lascia alcuna giustificazione ad atteggiamenti violenti, al disprezzo per l&#8217;altro, alla mancanza di rispetto reciproco. Adesso vediamo perché. &#160; &#8220;A immagine di Dio&#8221;: la base della dignità di ogni essere umano Nonostante non siamo tutti figli di Dio, la Bibbia è chiara allo stesso modo nel considerare ogni essere umano come una persona fatta a immagine di Dio, sue creature uniche e oggetto del suo amore. Il fatto che siamo a &#8220;immagine di Dio&#8221; conferisce a ognuno di noi, perfino mentre siamo nel grembo materno, una dignità che non può essere messa in discussione in alcun modo. Ogni vita è stata creata per avere pace e comunione con Dio, è stato il peccato (le nostre scelte contrarie alla Sua volontà) a creare un muro di separazione che non ci consente di essere tutti Suoi figli, ed è per questo che Dio stesso è sceso tra di noi per abbattere questo muro e aprirci la Via che consente ad ogni donna e ogni uomo di far parte di una famiglia spirituale che non ha nessuna distinzione di sesso, etnia, origine, cultura. Poi Dio disse: Facciamo l&#8217;uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza &#8230; Dio creò l&#8217;uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. - Genesi 1:26, 27 Lo Spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell&#8217;Onnipotente mi dà la vita. - Giobbe 33:4 Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l&#8217;anima mia lo sa molto bene. - Salmo 139:13, 14 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. - Giovanni 3:16 Lui, infatti, è la nostra pace &#8230; e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell&#8217;inimicizia. - Efesini 2:14 Non c&#8217;è qui né Giudeo né Greco; non c&#8217;è né schiavo né libero; non c&#8217;è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. - Galati 3:28 &#160; Compassione non è compromesso Questa velocissima riflessione ci fa capire che ogni singolo essere umano ha diritto ad essere rispettato e considerato prezioso indipendentemente da ciò che fa, dice e pensa, dalla sua origine, dai suoi vizi e dalle sue virtù. Questa è la base del rispetto e dell&#8217;amore che ognuno di noi deve al prossimo. Ma anche che, se crediamo a ciò che ci dice la Bibbia, non possiamo comprometterne la verità e distorcerne il significato: anche il più nobile dei fini non giustifica questi mezzi. &#160; Non fermarti qui, approfondisci Per approfondire gli argomenti connessi a questo discorso ci sono anche dei libri completi e molto utili che ti consigliamo: Non Tutte le Strade Portano in Cielo Ama il Tuo Corpo Controcultura  &#160; Se vuoi saperne di più sul messaggio dell’Evangelo, puoi andare nelle pagine dedicate su questo sito: Cos’è l’Evangelo? Chi è Gesù? Perché ci definiamo evangelici?</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/non-tutti-figli-dio-tutti-possiamo-esserlo/">NO, NON SIAMO TUTTI FIGLI DI DIO. <br />MA TUTTI POSSIAMO ESSERLO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="font-sixe: 36px;"><strong><em>Negli ultimi giorni si è tornati a parlare, in ambito religioso, di una sorta di fratellanza universale, estendendo il titolo di &#8220;figli di Dio&#8221; a tutti. Le cose non stanno proprio così. Seppure si può essere sicuramente mossi da intenzioni molto nobili come la pace, la non-violenza e il rispetto reciproco, questi concetti non hanno basi bibliche.</em></strong></p>
<p dir="ltr"><img class="aligncenter size-full wp-image-6597" alt="figli-di-dio" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2020/10/figli-di-dio.jpg" width="1200" height="630" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Perché non siamo tutti figli di Dio?</h2>
<p dir="ltr">Lungo tutto il Nuovo Testamento il termine <strong>“figli di Dio” è prerogativa di quanti sono nati di nuovo</strong>, cioè hanno fatto di Gesù il Signore della propria vita e sono stati adottati nella famiglia di Dio. Quindi c&#8217;è una netta distinzione tra quanti sono figli e quanti non lo sono.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8230; a tutti quelli che l&#8217;hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d&#8217;uomo, ma sono nati da Dio.</em><br />
- Giovanni 1:12, 13</p>
<p dir="ltr"><em>Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio»</em><br />
- Giovanni 3:3</p>
<p dir="ltr"><em>&#8230; avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà &#8230;</em><br />
- Efesini 1:5;</p>
<p><em>&#8230; perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù.</em><br />
- Galati 3:26</p>
<p dir="ltr"><em>Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui &#8230; In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.</em><br />
- I Giovanni 3:1, 10</p>
<p dir="ltr">Nonostante tutto, l&#8217;essere o non essere figli di Dio <strong>non lascia alcuna giustificazione ad atteggiamenti violenti</strong>, al disprezzo per l&#8217;altro, alla mancanza di rispetto reciproco. Adesso vediamo perché.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">&#8220;A immagine di Dio&#8221;: la base della dignità di ogni essere umano</h2>
<p dir="ltr">Nonostante non siamo tutti figli di Dio, la Bibbia è chiara allo stesso modo nel considerare <strong>ogni essere umano come una persona fatta a immagine di Dio</strong>, sue creature uniche e oggetto del suo amore.</p>
<p dir="ltr">Il fatto che siamo a &#8220;immagine di Dio&#8221; conferisce a ognuno di noi, perfino mentre siamo nel grembo materno, <strong>una dignità che non può essere messa in discussione in alcun modo</strong>. Ogni vita è stata creata per avere pace e comunione con Dio, è stato il peccato (le nostre scelte contrarie alla Sua volontà) a creare un muro di separazione che non ci consente di essere tutti Suoi figli, ed è per questo che <strong>Dio stesso è sceso tra di noi per abbattere questo muro e aprirci la Via</strong> che consente ad ogni donna e ogni uomo di far parte di una famiglia spirituale che non ha <strong>nessuna distinzione di sesso, etnia, origine, cultura</strong>.</p>
<p dir="ltr"><em>Poi Dio disse: Facciamo l&#8217;uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza &#8230; Dio creò l&#8217;uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.</em><br />
- Genesi 1:26, 27</p>
<p dir="ltr"><em>Lo Spirito di Dio mi ha creato, </em><em>e il soffio dell&#8217;Onnipotente mi dà la vita.</em><br />
- Giobbe 33:4</p>
<p dir="ltr"><em>Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre.</em><br />
<em>Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.</em><br />
<em>Meravigliose sono le tue opere, e l&#8217;anima mia lo sa molto bene.</em><br />
- Salmo 139:13, 14</p>
<p><em>Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.</em><br />
- Giovanni 3:16</p>
<p dir="ltr"><em>Lui, infatti, è la nostra pace &#8230; e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell&#8217;inimicizia.</em><br />
- Efesini 2:14</p>
<p><em>Non c&#8217;è qui né Giudeo né Greco; non c&#8217;è né schiavo né libero; non c&#8217;è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù.</em><br />
- Galati 3:28</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Compassione non è compromesso</h2>
<p dir="ltr">Questa velocissima riflessione ci fa capire che ogni singolo essere umano ha diritto ad essere rispettato e considerato prezioso indipendentemente da ciò che fa, dice e pensa, dalla sua origine, dai suoi vizi e dalle sue virtù. Questa è la base del rispetto e dell&#8217;amore che ognuno di noi deve al prossimo.</p>
<p dir="ltr">Ma anche che, se crediamo a ciò che ci dice la Bibbia, <strong>non possiamo comprometterne la verità e distorcerne il significato</strong>: anche il più nobile dei fini non giustifica questi mezzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Non fermarti qui, approfondisci</h2>
<p dir="ltr">Per approfondire gli argomenti connessi a questo discorso ci sono anche dei libri completi e molto utili che ti consigliamo:</p>
<ul>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.adimedia.it/digital/prodotto/non-tutte-le-strade-portano-in-cielo/">Non Tutte le Strade Portano in Cielo</a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.adimedia.it/digital/prodotto/ama-il-tuo-corpo/">Ama il Tuo Corpo</a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.adimedia.it/digital/prodotto/controcultura/">Controcultura </a></p>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Se vuoi saperne di più sul messaggio dell’Evangelo, puoi andare nelle pagine dedicate su questo sito:</p>
<ul>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.evangelo.it/wp/cose-levangelo/">Cos’è l’Evangelo?</a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.evangelo.it/wp/?page_id=4733">Chi è Gesù?</a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.evangelo.it/wp/?page_id=3842">Perché ci definiamo evangelici?</a></p>
</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/non-tutti-figli-dio-tutti-possiamo-esserlo/">NO, NON SIAMO TUTTI FIGLI DI DIO. <br />MA TUTTI POSSIAMO ESSERLO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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		<title>ANDARE IN CHIESA SALVA LA VITA</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/andare-in-chiesa-salva-vita/</link>
		<comments>https://www.evangelo.it/wp/andare-in-chiesa-salva-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 13:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Scrivania del Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.evangelo.it/wp/?p=6587</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tyler VanderWeele, Professore di Salute Pubblica presso la Harvard School, afferma che nella crescita esponenziale delle morti per suicidio, uso di droghe o alcol in corso nella nostra società occidentale, cosiddetta civilizzata, frequentare la chiesa può risultare decisivo ai fini della salute mentale e fisica di una persona. I benefici correlati con la frequentazione di una comunità di credenti sono molteplici, e tutto ciò è opportunamente “certificato” da documenti, ricerche scientifiche e studi di carattere sociologico e psicologico. Perfino psicologi statunitensi dichiaratamente atei, come Jonathan Haidt, affermano: “I sondaggi hanno dimostrato da molto tempo che i credenti negli Stati Uniti sono più felici, più sani, più longevi e più generosi verso il prossimo di quanto non lo siano le persone laiche” (Fonte consultata il 13 luglio 2020). Ora, secondo quanto riporta l’Istat, anche in Italia non stiamo messi bene: circa 200 decessi per suicidio l’anno, su poco meno di 4.000 totali, riguardano ragazzi sotto i 24 anni. E poi c’è l’autolesionismo, anch’esso pericoloso e in forte crescita. A settembre 2019, nella giornata mondiale di prevenzione al suicidio, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma diffondeva dati allarmanti: le richieste urgenti in Pronto Soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi otto anni sono aumentate di 20 volte, coinvolgendo anche bambini di 10-11 anni (Fonte, consultata il 13 luglio 2020). La crisi Covid-19 ha generato una ulteriore ondata di suicidi a livello mondiale: l’isolamento, la crisi economica, l’insicurezza sul futuro… sono tutti fattori che destabilizzano la psiche umana con le conseguenze letali che ne derivano. Ebbene, gli scienziati dicono che andare in chiesa salva la vita: la preghiera, il canto, l’incontro [seppure distanziato] con il prossimo, l’ascolto, la meditazione sono tutti elementi che, carte alla mano, contribuiscono alla salute psichica e fisica di un credente. … mentre la pietà è utile a ogni cosa (I Timoteo 4:8). Quanto fin qui detto è interessante, e auspicabile dal punto di vista medico, ma se è vero, sempre carte alla mano, che frequentare la chiesa è utile al fisico e alla mente, è sicuramente ancora più utile allo spirito. Andare in chiesa salva la vita spirituale del credente! Durante il periodo di lockdown, e quindi di isolamento forzato dovuto al Covid-19, ci si è trovati costretti ad adottare comportamenti diversi dai consueti, anche per quanto riguarda la partecipazione ai culti. Tutti sappiamo del proliferare di ogni sorta di iniziative digitali [chi scrive ha adottato la sua]: Zoom, YouTube, Facebook, etc. nessuno è voluto rimanere indietro e ci si è attrezzati al meglio. La necessità imponeva una soluzione digitale immediata e virale. Siamo stati letteralmente bombardati da messaggi WhatsApp, richieste di iscrizione a vari siti, di partecipazioni a riunioni catodiche… Insomma, sappiamo tutti bene del delirio digitale scatenatosi negli ultimi due/tre mesi. Se, da una parte, si è voluto agevolare l’uso di mezzi tecnologici, senza i quali ci saremmo davvero trovati isolati dal resto dei credenti e dei pastori, dall’altro – come ahimè spesso accade – non si è riusciti a domare il mostro e i “culti digitali” che dovevano limitarsi al momento di emergenza Covid-19, sembra stiano proseguendo con buona pace dei pastori e dei credenti, innescando un effetto di ritorno spiritualmente preoccupante. Perché andare in chiesa? Perché muoversi da casa? Perché rischiare la propria incolumità?… Perché andare in chiesa salva la vita! Facendo un passo indietro, il problema vero è un altro. C&#8217;è un distanziamento che ci protegge dal contagio del virus, ma allo stesso tempo c&#8217;è n&#8217;è un altro che ci espone a un virus ancora più grave che attacca lo spirito e non il corpo. La disubbidienza alla Parola di Dio, il distanziamento da essa e dai modelli in essa contenuti, scatena un’indolenza fatale che degenera anche in un allontanamento dalla chiesa e dal Signore stesso: una nuova forma di persecuzione che sta attaccando in modo subdolo la chiesa di oggi, iper-digitale ma forse ipo-spirituale. L’isolamento sociale ha generato effetti spaventosi: i già citati suicidi, overdose di stupefacenti, malattie legate all&#8217;alcolismo e violenza domestica, ma l’isolamento spirituale dal “corpo-chiesa”, il distanziamento fraterno e lo scardinamento dei più elementari insegnamenti biblici riguardanti “i fratelli che dimorano assieme” e il “non abbandonare la comune adunanza”, scatenano un virus che non attacca tanto il corpo quanto l’anima, minando la salute eterna del singolo credente. Siamo stanchi di sentire discorsi del tipo: “Ma tanto il Signore è a casa con me, io lo prego anche a casa mia …”, “Il Signore mi benedice lo stesso e poi posso seguire ormai tanti culti, quando voglio io, fatti da chi voglio io”… Ma dov’è il concetto di corpo? Dov’è il senso della comunità locale? Siamo vittime di un virus che spersonalizza il credente, che lacera l’identità dell’essere parte di una comunità locale, che esiste e si manifesta nella koinonia, nella compartecipazione, dove, per questo, bisogna essere presenti “non in spirito” ma fisicamente e dare il proprio fattivo contributo perché, non dimentichiamolo mai: “Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l&#8217;aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell&#8217;amore” (Efesini 4:16). Sì, abbiamo adottato e continueremo ad adottare tutte le precauzioni del caso. Ma, attenzione, la chiesa digitale non è chiesa a tutti gli effetti, il corpo per essere tale dev’essere tangibile; ritrovarsi insieme sui social è soltanto un surrogato della realtà e quello che potrebbe sembrare, per la comodità di tutti, un incontro fraterno si rivela una trappola fatale. A.W. Tozer, in tempi non sospetti, disse: “Il culto non è vera adorazione quando riflette la cultura intorno a noi più del Cristo dentro di noi”. Non abbandoniamo la comune adunanza perché… andare in chiesa salva la vita.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/andare-in-chiesa-salva-vita/">ANDARE IN CHIESA SALVA LA VITA</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6588" alt="chiesa-salva-vita" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2020/10/chiesa-salva-vita.jpg" width="1200" height="630" /></p>
<p>Tyler VanderWeele, Professore di Salute Pubblica presso la Harvard School, afferma che nella crescita esponenziale delle morti per suicidio, uso di droghe o alcol in corso nella nostra società occidentale, cosiddetta civilizzata, frequentare la chiesa può risultare decisivo ai fini della salute mentale e fisica di una persona.</p>
<p>I benefici correlati con la frequentazione di una comunità di credenti sono molteplici, e tutto ciò è opportunamente “certificato” da documenti, ricerche scientifiche e studi di carattere sociologico e psicologico. Perfino psicologi statunitensi dichiaratamente atei, come Jonathan Haidt, affermano: “I sondaggi hanno dimostrato da molto tempo che i credenti negli Stati Uniti sono più felici, più sani, più longevi e più generosi verso il prossimo di quanto non lo siano le persone laiche” (<a href="https://www.edge.org/conversation/jonathan_haidt-moral-psychology-andthe- misunderstanding-of-religion">Fonte consultata</a> il 13 luglio 2020).</p>
<p>Ora, secondo quanto riporta l’Istat, anche in Italia non stiamo messi bene: <strong>circa 200 decessi per suicidio l’anno, su poco meno di 4.000 totali, riguardano ragazzi sotto i 24 anni.</strong> E poi c’è l’autolesionismo, anch’esso pericoloso e in forte crescita. A settembre 2019, nella giornata mondiale di prevenzione al suicidio, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma diffondeva dati allarmanti: le richieste urgenti in Pronto Soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi otto anni sono aumentate di 20 volte, coinvolgendo anche bambini di 10-11 anni (<a href="https:// www.infodata.ilsole24ore.com/2020/06/26/un-adolescente-su-6-almondo- ha-pensato-al-suicidio-nellultimo-anno-e-gli-africani-stannopeggio- di-tutti/?refresh_ce=1">Fonte</a>, consultata il 13 luglio 2020).</p>
<p><strong>La crisi Covid-19 ha generato una ulteriore ondata di suicidi a livello mondiale:</strong> l’isolamento, la crisi economica, l’insicurezza sul futuro… sono tutti fattori che destabilizzano la psiche umana con le conseguenze letali che ne derivano. Ebbene, gli scienziati dicono che andare in chiesa salva la vita: la preghiera, il canto, l’incontro [seppure distanziato] con il prossimo, l’ascolto, la meditazione sono tutti elementi che, carte alla mano, contribuiscono alla salute psichica e fisica di un credente.</p>
<h2><em>… mentre la pietà è utile a ogni cosa (I Timoteo 4:8).</em></h2>
<p>Quanto fin qui detto è interessante, e auspicabile dal punto di vista medico, ma se è vero, sempre carte alla mano, che frequentare la chiesa è utile al fisico e alla mente, <strong>è sicuramente ancora più utile allo spirito.</strong> Andare in chiesa salva la vita spirituale del credente! Durante il periodo di lockdown, e quindi di isolamento forzato dovuto al Covid-19, ci si è trovati costretti ad adottare comportamenti diversi dai consueti, anche per quanto riguarda la partecipazione ai culti. Tutti sappiamo del proliferare di ogni sorta di iniziative digitali [chi scrive ha adottato la sua]: Zoom, YouTube, Facebook, etc. nessuno è voluto rimanere indietro e ci si è attrezzati al meglio.</p>
<p><strong>La necessità imponeva una soluzione digitale immediata e virale.</strong> Siamo stati letteralmente bombardati da messaggi WhatsApp, richieste di iscrizione a vari siti, di partecipazioni a riunioni catodiche… Insomma, sappiamo tutti bene del delirio digitale scatenatosi negli ultimi due/tre mesi. Se, da una parte, si è voluto agevolare l’uso di mezzi tecnologici, senza i quali ci saremmo davvero trovati isolati dal resto dei credenti e dei pastori, dall’altro – come ahimè spesso accade – non si è riusciti a domare il mostro e i “culti digitali” che dovevano limitarsi al momento di emergenza Covid-19, sembra stiano proseguendo con buona pace dei pastori e dei credenti, innescando un effetto di ritorno spiritualmente preoccupante. Perché andare in chiesa? Perché muoversi da casa? <strong>Perché rischiare la propria incolumità?… Perché andare in chiesa salva la vita!</strong></p>
<p>Facendo un passo indietro, il problema vero è un altro. C&#8217;è un distanziamento che ci protegge dal contagio del virus, ma allo stesso tempo c&#8217;è n&#8217;è un altro che ci espone a un virus ancora più grave che attacca lo spirito e non il corpo. La disubbidienza alla Parola di Dio, <strong>il distanziamento da essa e dai modelli in essa contenuti</strong>, scatena un’indolenza fatale che degenera anche in un allontanamento dalla chiesa e dal Signore stesso: una nuova forma di persecuzione che sta attaccando in modo subdolo la chiesa di oggi, iper-digitale ma forse ipo-spirituale.</p>
<p>L’isolamento sociale ha generato effetti spaventosi: i già citati suicidi, overdose di stupefacenti, malattie legate all&#8217;alcolismo e violenza domestica, ma l’isolamento spirituale dal “corpo-chiesa”, il distanziamento fraterno e lo scardinamento dei più elementari insegnamenti biblici riguardanti “i fratelli che dimorano assieme” e il “non abbandonare la comune adunanza”, scatenano un virus che non attacca tanto il corpo quanto l’anima, minando la salute eterna del singolo credente. Siamo stanchi di sentire discorsi del tipo: “Ma tanto il Signore è a casa con me, io lo prego anche a casa mia …”, “Il Signore mi benedice lo stesso e poi posso seguire ormai tanti culti, quando voglio io, fatti da chi voglio io”… <strong>Ma dov’è il concetto di corpo? Dov’è il senso della comunità locale?</strong> Siamo vittime di un virus che spersonalizza il credente, che lacera l’identità dell’essere parte di una comunità locale, che esiste e si manifesta nella <em>koinonia</em>, nella compartecipazione, dove, per questo, bisogna essere presenti “non in spirito” ma fisicamente e dare il proprio fattivo contributo perché, non dimentichiamolo mai: “Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l&#8217;aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell&#8217;amore” (Efesini 4:16).</p>
<p><strong>Sì, abbiamo adottato e continueremo ad adottare tutte le precauzioni del caso.</strong> Ma, attenzione, la chiesa digitale non è chiesa a tutti gli effetti, il corpo per essere tale dev’essere tangibile; ritrovarsi insieme sui social è soltanto un surrogato della realtà e quello che potrebbe sembrare, per la comodità di tutti, un incontro fraterno si rivela una trappola fatale. A.W. Tozer, in tempi non sospetti, disse: “<em>Il culto non è vera adorazione quando riflette la cultura intorno a noi più del Cristo dentro di noi”</em>. <strong>Non abbandoniamo la comune adunanza perché… andare in chiesa salva la vita.</strong></p>
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		<title>ASCOLTA IL SILENZIO</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/ascolta-silenzio/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2020 16:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Scrivania del Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio” [Daniele 10:15] &#160; Sì, sì ascolta il silenzio, ascolta in silenzio, seppure questa sia una virtù di pochi: ascoltare senza scalpitare, reagire o aggredire verbalmente chi ti sta parlando. Daniele, mentre l’angelo gli parlava, non replicava, teneva il capo chino e ascoltava in silenzio… soltanto dopo essere stato toccato avrebbe parlato, non prima. Ma c’era silenzio. E la condizione migliore per ascoltare è stare in silenzio e, nel silenzio, udire la voce di Dio. &#160; Una delle cose inquietanti che hanno caratterizzato la prima fase di questo periodo di pandemia è stato il silenzio, surreale. Mi ricordo che stavo parlando al telefono con mio fratello Daniele in Spagna, mentre là ancora facevano baldoria per le strade, e gli dicevo proprio della sensazione stranissima di non sentire automobili, rumore e il consueto clamore delle strade romane. Visto il movimento in corso adesso, forse già ci viene difficile ricordare il silenzio assordante, le strade vuote, la serrata dei negozi… tutto era come sospeso, non c’erano rumori. Le immagini impressionanti che hanno fatto il giro dei notiziari nel mese di marzo erano quelle delle nostre città vuote, senza attività, senza movimento, tutto era stato fatto tacere: concerti musicali, eventi sportivi, parchi di divertimento …   Ce lo stiamo lasciando alle spalle, appena si apre uno spiraglio, tutto riparte ai massimi regimi e con il consueto frastuono. Siamo per natura una specie rumorosa. Anche in questo isolamento, che ormai sta scivolando via, cerchiamo con ansia di tornare alle nostre attività precedenti e a tutto il baccano che ne deriva. Temo che il rumore tornerà. &#160; Il prezzo pagato fin qui è stato molto alto, ma c’è da chiedersi se è già un ricordo del passato e non abbiamo saputo approfittare di cogliere l’occasione per calmare la nostra anima al cospetto di Dio, quanto piuttosto siamo stati presi dalla frenesia di Zoom, di YouTube… e del delirio mediatico che ne è derivato. Senza passare per un mistico, mi chiedo se siamo stati capaci di approfittare di questa quiete, di questo isolamento forzato, seppure senza rifugiarci in qualche eremo. Forse è proprio nell&#8217;immobilità che percepiamo di più la presenza di Dio e siamo meglio in grado di discernere la Sua voce dolce e sommessa. &#160; Rimaniamo ancora in silenzio per un minuto, con un’attitudine di preghiera, e prestiamo attenzione a ciò che la Parola di Dio dice sul silenzio. Ecco quattro potenti ammonizioni del Signore: &#160; “Ma il Signore è nel suo tempio santo; tutta la terra faccia silenzio in sua presenza!” [Abacuc 2:20] &#160; “Ogni creatura faccia silenzio alla presenza del Signore, perché egli si è destato dalla sua santa dimora” [Zaccaria 2:13] &#160; “Sta&#8217; in silenzio davanti al Signore, e aspettalo” [Salmi 37:7] &#160; “È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore” [Lamentazioni 3:26] &#160; Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio. Chiniamo il capo davanti a Dio, ascoltiamo il silenzio, ascoltiamo in silenzio il suono dolce e sommesso dello Spirito Santo. &#160; Giorgio Botturi   &#160;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6569" alt="ascolta-silenzio-evangelo" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2020/05/ascolta-silenzio-evangelo.png" width="1200" height="630" /></p>
<h2><i>“Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio” [Daniele 10:15]</i></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, sì ascolta il silenzio, ascolta in silenzio, seppure questa sia una virtù di pochi: ascoltare senza scalpitare, reagire o aggredire verbalmente chi ti sta parlando.</p>
<p>Daniele, mentre l’angelo gli parlava, non replicava, teneva il capo chino e ascoltava in silenzio… soltanto dopo essere stato toccato avrebbe parlato, non prima.</p>
<p>Ma c’era silenzio. E la condizione migliore per ascoltare è stare in silenzio e, nel silenzio, udire la voce di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Una delle cose inquietanti che hanno caratterizzato la prima fase di questo periodo di pandemia è stato il silenzi</strong>o, surreale. Mi ricordo che stavo parlando al telefono con mio fratello Daniele in Spagna, mentre là ancora facevano baldoria per le strade, e gli dicevo proprio della sensazione stranissima di non sentire automobili, rumore e il consueto clamore delle strade romane.</p>
<p>Visto il movimento in corso adesso, forse già ci viene difficile ricordare il silenzio assordante, le strade vuote, la serrata dei negozi… tutto era come sospeso, non c’erano rumori.</p>
<p>Le immagini impressionanti che hanno fatto il giro dei notiziari nel mese di marzo erano quelle delle nostre città vuote, senza attività, senza movimento, tutto era stato fatto tacere: concerti musicali, eventi sportivi, parchi di divertimento …</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Ce lo stiamo lasciando alle spalle, appena si apre uno spiraglio, tutto riparte ai massimi regimi e con il consueto frastuono.</b> Siamo per natura una specie rumorosa. Anche in questo isolamento, che ormai sta scivolando via, cerchiamo con ansia di tornare alle nostre attività precedenti e a tutto il baccano che ne deriva. Temo che il rumore tornerà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Il prezzo pagato fin qui è stato molto alto, ma c’è da chiedersi se è già un ricordo del passato e non abbiamo saputo approfittare di cogliere l’occasione</b> per calmare la nostra anima al cospetto di Dio, quanto piuttosto siamo stati presi dalla frenesia di Zoom, di YouTube… e del delirio mediatico che ne è derivato. Senza passare per un mistico, mi chiedo se siamo stati capaci di approfittare di questa quiete, di questo isolamento forzato, seppure senza rifugiarci in qualche eremo. Forse è proprio nell&#8217;immobilità che percepiamo di più la presenza di Dio e siamo meglio in grado di discernere la Sua voce dolce e sommessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rimaniamo ancora in silenzio per un minuto, con un’attitudine di preghiera, e prestiamo attenzione a ciò che la Parola di Dio dice sul silenzio. Ecco quattro potenti ammonizioni del Signore:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Ma il Signore è nel suo tempio santo; tutta la terra faccia silenzio in sua presenza!”</p>
<p>[Abacuc 2:20]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>“Ogni creatura faccia silenzio alla presenza del Signore, perché egli si è destato dalla sua santa dimora”</i></p>
<p>[Zaccaria 2:13]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>“Sta&#8217; in silenzio davanti al Signore, e aspettalo”</i></p>
<p>[Salmi 37:7]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>“È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore”</i></p>
<p>[Lamentazioni 3:26]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio. Chiniamo il capo davanti a Dio, ascoltiamo il silenzio, ascoltiamo in silenzio il suono dolce e sommesso dello Spirito Santo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giorgio Botturi</em></p>
<p style="text-align: right;"><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CRISTIANI E HALLOWEEN</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/cristiani-halloween/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 16:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Halloween: di anno in anno questo nome, con la festa che descrive, anche dalle nostre parti si afferma con forza sempre maggiore. Per conoscerne l&#8217;origine ripercorriamone in breve la storia. Si tratta di un&#8217;antica festa celtica (Samhain), una festa di capodanno che segnava la fine dei raccolti e l&#8217;inizio della stagione fredda, periodo in cui è importante stringersi e affermare la comunità. Si svolgeva fra il 31 ottobre e il 1° novembre, in quello che si credeva un interregno fra i due anni, momento in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si toccavano. I Romani, che dinanzi a feste e divinità straniere non facevano mai una piega, vi riconobbero i meccanismi di certe liturgie che loro celebravano durante i Lemuria o i Parentalia: tutte feste in cui gli spiriti dei morti venivano esorcizzati, celebrati, placati. Nel 609 papa Bonifacio IV istituì la festa di Ognissanti, da celebrare il 13 maggio (data in cui venivano festeggiati i Lemuria romani); il secolo successivo papa Gregorio III la spostò però al 1°novembre, così da installarla sul Samhain celtico. Una tattica ricorrente: la festa pagana viene “coperta” con una nuova festa riconsacrata alla religione cattolico romana. Ma con la Riforma (di cui giusto oggi ricorre il cinquecentesimo anniversario) la festa voluta dal papa smise d&#8217;esser celebrata nei territori protestanti. Svestiti i panni cristiani, tornò laica, tornò pagana &#8211; pur mantenendo un nome cristiano ed evolvendo nei secoli fino all&#8217;Halloween che conosciamo oggi, coi suoi simboli macabri e le usanze grottesche coperte da una sfavillante patina consumistica. E il cristiano? Come può approcciare tutto questo? Scorrendo la Bibbia si trovano molti avvertimenti e divieti contro pratiche spiritistiche e di contatto con i defunti (alcuni riferimenti si trovano in Lev. 19:31; 20:6; Is. 8:19) mentre Gesù e la Sua opera sono continuamente paragonati alla luce che splende nelle tenebre (Giov. 1:5; 3:19; 8:12; Rom. 13:12; II Cor. 4:6) e alla vita che sconfigge la morte (Giov. 5:24; Rom. 6:23; I Giov. 3:14). Anche se questa notte il mondo sarà un po’ più immerso nelle tenebre della morte, noi abbiamo ancora una volta l’occasione di condividere un messaggio che è luce di vita. “Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”. Gesù, in Giovanni 12:46 Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Halloween: di anno in anno questo nome, con la festa che descrive, anche dalle nostre parti si afferma con forza sempre maggiore.<br />
</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6388"  src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2017/10/halloween-evangelo.png" width="940" height="314" /></p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Per conoscerne l&#8217;origine ripercorriamone in breve la storia. Si tratta di un&#8217;antica festa celtica (<em>Samhain</em>), una festa di capodanno che segnava la fine dei raccolti e l&#8217;inizio della stagione fredda, periodo in cui è importante stringersi e affermare la comunità. Si svolgeva fra il 31 ottobre e il 1° novembre, in quello che si credeva un interregno fra i due anni, momento in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si toccavano. I Romani, che dinanzi a feste e divinità straniere non facevano mai una piega, vi riconobbero i meccanismi di certe liturgie che loro celebravano durante i <em>Lemuria </em>o i <em>Parentalia</em>: tutte feste in cui gli spiriti dei morti venivano esorcizzati, celebrati, placati.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Nel 609 papa Bonifacio IV istituì la festa di Ognissanti, da celebrare il 13 maggio (data in cui venivano festeggiati i Lemuria romani); il secolo successivo papa Gregorio III la spostò però al 1°novembre, così da installarla sul Samhain celtico. Una tattica ricorrente: la festa pagana viene “coperta” con una nuova festa riconsacrata alla religione cattolico romana. Ma con la Riforma (di cui giusto oggi ricorre il cinquecentesimo anniversario) la festa voluta dal papa smise d&#8217;esser celebrata nei territori protestanti. Svestiti i panni cristiani, tornò laica, tornò pagana &#8211; pur mantenendo un nome cristiano ed evolvendo nei secoli fino all&#8217;Halloween che conosciamo oggi, coi suoi simboli macabri e le usanze grottesche coperte da una sfavillante patina consumistica.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">E il cristiano? Come può approcciare tutto questo? Scorrendo la Bibbia si trovano molti avvertimenti e divieti contro pratiche spiritistiche e di contatto con i defunti (alcuni riferimenti si trovano in <a href="https://www.bible.com/bible/123/LEV.19.31" rel="noopener" target="_blank">Lev. 19:31</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/LEV.20.6" rel="noopener" target="_blank">20:6</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/ISA.8.19" rel="noopener" target="_blank">Is. 8:19</a>) mentre Gesù e la Sua opera sono continuamente paragonati alla luce che splende nelle tenebre (<a href="https://www.bible.com/bible/123/JHN.1.5" rel="noopener" target="_blank">Giov. 1:5</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/JHN.3.19" rel="noopener" target="_blank">3:19</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/JHN.8.12" rel="noopener" target="_blank">8:12</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/ROM.13.12" rel="noopener" target="_blank">Rom. 13:12</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/2CO.4.6" rel="noopener" target="_blank">II Cor. 4:6</a>) e alla vita che sconfigge la morte (<a href="https://www.bible.com/bible/123/JHN.5.24" rel="noopener" target="_blank">Giov. 5:24</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/ROM.6.23" rel="noopener" target="_blank">Rom. 6:23</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/1JN.3.14" rel="noopener" target="_blank">I Giov. 3:14</a>).</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Anche se questa notte il mondo sarà un po’ più immerso nelle tenebre della morte, noi abbiamo ancora una volta l’occasione di condividere un messaggio che è luce di vita.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;"><em>“Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”.</em><br />
<strong>Gesù, in Giovanni 12:46</strong></p>
<p><iframe width="940" height="500" src="https://www.youtube.com/embed/shx2pVLw64E?rel=0&amp;showinfo=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<h3>Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</h3>
<h2><a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=276" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">RELIGIONE O EVANGELO? →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=4733" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">CHI È GESÙ →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=3842" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">PERCHÉ EVANGELICI →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=188" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">UN MESSAGGIO PER TE →</a></h2>
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		<title>LA VERITÀ NELL’EPOCA DELLA &#8220;POST VERITÀ&#8221;</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/la-verita-nella-epoca-della-post-verita/</link>
		<comments>https://www.evangelo.it/wp/la-verita-nella-epoca-della-post-verita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 12:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[evangelo]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più confuso esiste ancora la verità? Secondo l’autorevole Oxford Dictionary la parola dell’anno 2016 è “post truth”: post verità. Viviamo un periodo che, anche grazie allo sviluppo dei social network, ha visto svilupparsi in maniera esponenziale delle verità parziali, delle notizie create con il solo scopo di creare consensi su una o su un’altra visione del mondo, delle “bufale” costruite per denigrare avversari, istituzioni, generare sospetti ed esplodere in modo virale. Non interessa più quale sia la verità, ma quanto sia diffusa un’idea, quanto sia virale, quanto sia efficace nel creare emozioni: entusiasmo, indignazione, rabbia, sospetto. Il risultato è che i fatti si fanno sempre più confusi, le mezze verità dilagano e ognuno cerca una realtà a proprio uso e consumo, delle notizie che alimentino soltanto la propria narrativa, la propria visione del mondo. LA VERITÀ È LIBERTÀ Una delle frasi più famose di Gesù è “La verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32). Ma oggi come oggi ci si potrebbe chiedere: “Quale verità? Ce ne sono tante! Io ho la mia, tu hai la tua … l’importante è crederci”. Gesù stava parlando con dei religiosi che si ritenevano giusti, delle persone cresciute con la convinzione che la loro discendenza, il loro gruppo sociale e la loro stirpe gli dessero certezze rispetto a tutti quelli che li circondavano. Per questo che Gesù, poco dopo aggiunge: “In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato … Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:34, 36). Gesù non si inserisce in una battaglia di idee, di visioni sociali o politiche, di questioni di discendenza e convinzioni, spariglia le carte mettendo tutti sullo stesso piano. Dà una cattiva notizia: ognuno è segnato dal peccato, non importa quanto si ritiene giusto o pensi di avere ragione, a quale gruppo appartenga e quale sia la sua visione del mondo. Il peccato mette ogni uomo e donna sullo stesso piano, tutti sono “schiavi” e tutti hanno bisogno di libertà. Ecco la buona notizia, ecco la verità: è il “Figlio” che fa liberi, la libertà è stata conquistata. Non da una delle tante “verità”, non da una visione del mondo, ma da una persona: Gesù. Morto per tutti, a prescindere dalla religione, dal sesso, dalla razza, dalle convinzioni, dalle opinioni che ha. Il problema è universale: il peccato. La soluzione è una: Gesù. Una realtà chiara, semplice, inequivocabile: la buona notizia della salvezza ottenuta grazie a Cristo e che possiamo fare nostra comprendendo il nostro bisogno e credendo in Lui e in ciò che ha fatto per noi. In un mondo di sospetti, faziosità, complottismi, guerre di opinioni esiste la verità che dona libertà: si chiama Gesù. Mettilo alla prova, rivolgiGli una semplice preghiera e chiediGli di darti la libertà che ha promesso a tutti. Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/la-verita-nella-epoca-della-post-verita/">LA VERITÀ NELL’EPOCA <br />DELLA &#8220;POST VERITÀ&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">In un mondo sempre più confuso esiste ancora la verità?</span></em></h2>
<p><img src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/post-verita-post.png" alt="post-verita-post" width="940" height="314" class="aligncenter size-full wp-image-6388" /><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;">Secondo l’autorevole Oxford Dictionary la parola dell’anno 2016 è <em>“post truth”</em>: post verità.</span></p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Viviamo un periodo che, anche grazie allo sviluppo dei social network, ha visto svilupparsi in maniera esponenziale delle verità parziali, delle notizie create con il solo scopo di creare consensi su una o su un’altra visione del mondo, delle “bufale” costruite per denigrare avversari, istituzioni, generare sospetti ed esplodere in modo virale.<br /><br />
Non interessa più quale sia la verità, ma quanto sia diffusa un’idea, quanto sia virale, quanto sia efficace nel creare emozioni: entusiasmo, indignazione, rabbia, sospetto. Il risultato è che i fatti si fanno sempre più confusi, le mezze verità dilagano e ognuno cerca una realtà a proprio uso e consumo, delle notizie che alimentino soltanto la propria narrativa, la propria visione del mondo.</p>
<h2>LA VERITÀ È LIBERTÀ</h2>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Una delle frasi più famose di Gesù è <em>“La verità vi farà liberi”</em> (Giovanni 8:32). Ma oggi come oggi ci si potrebbe chiedere: “Quale verità? Ce ne sono tante! Io ho la mia, tu hai la tua … l’importante è crederci”.<br /><br />
Gesù stava parlando con dei religiosi che si ritenevano giusti, delle persone cresciute con la convinzione che la loro discendenza, il loro gruppo sociale e la loro stirpe gli dessero certezze rispetto a tutti quelli che li circondavano. Per questo che Gesù, poco dopo aggiunge: <em>“In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato … Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi”</em> (Giovanni 8:34, 36).<br /><br />
Gesù non si inserisce in una battaglia di idee, di visioni sociali o politiche, di questioni di discendenza e convinzioni, spariglia le carte mettendo tutti sullo stesso piano. Dà una cattiva notizia: ognuno è segnato dal peccato, non importa quanto si ritiene giusto o pensi di avere ragione, a quale gruppo appartenga e quale sia la sua visione del mondo. Il peccato mette ogni uomo e donna sullo stesso piano, tutti sono “schiavi” e tutti hanno bisogno di libertà. Ecco la buona notizia, ecco la verità: è il “Figlio” che fa liberi, la libertà è stata conquistata. Non da una delle tante “verità”, non da una visione del mondo, ma da una persona: Gesù. Morto per tutti, a prescindere dalla religione, dal sesso, dalla razza, dalle convinzioni, dalle opinioni che ha. Il problema è universale: il peccato. La soluzione è una: Gesù.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Una realtà chiara, semplice, inequivocabile: la buona notizia della salvezza ottenuta grazie a Cristo e che possiamo fare nostra comprendendo il nostro bisogno e credendo in Lui e in ciò che ha fatto per noi.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">In un mondo di sospetti, faziosità, complottismi, guerre di opinioni esiste la verità che dona libertà: si chiama Gesù. Mettilo alla prova, rivolgiGli una semplice preghiera e chiediGli di darti la libertà che ha promesso a tutti.</p>
<hr/>
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		<title>IL RUMORE DELLE NAZIONI</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 10:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come trovare pace in un mondo di incertezze Alleanze che si rompono, nazioni che tremano, unioni che vacillano, borse che crollano, governi che cadono. In questi giorni il mondo si è ritrovato ancora una volta scaraventato in una tempesta di incertezze. In queste ore presidenti, analisti, ministri, ambasciatori e consulenti stanno febbrilmente tessendo nuove strategie, nuovi piani, nuovi progetti per scenari in continuo mutamento. I figli di Core, circa 2500 anni fa, scrissero nel Salmo 46 “Le nazioni rumoreggiano, i regni vacillano”. “LE NAZIONI RUMOREGGIANO” Da ogni parte del globo si sentono questi rumori: voci indignate della protesta, grida degli operatori di borsa nel panico, fitte telefonate colme di tensione tra capi di stato, conferenze stampa, atti terroristici, urla disperate di chi fugge dalle guerre, cigolii di legname che cede di barconi stracolmi di persone fluttuanti tra le onde, sirene di allarme, parole sprezzanti delle campagne elettorali, combattimenti vicini e lontani … le nazioni sono avvolte da un immenso rumore che entra nelle nostre case quotidianamente dalle notizie dei telegiornali, dai video sui social network, dalle colonne dei giornali. “I REGNI VACILLANO” Nessuno è al sicuro, tutto è incerto e precario. Crisi finanziarie, scandali politici, guerre, persecuzioni e terrorismo rendono i regni di questo mondo instabili, le alleanze fragili, le unioni traballanti. Dalle crudeli lotte tra i signori della guerra nelle giungle alle fastose sale del potere finanziario, l&#8217;uomo non sembra trovare una sicurezza certa, una stabilità reale, una pace vera. Nessuna istituzione, nessuna alleanza, nessun sistema politico o finanziario garantisce sicurezze, la storia può cambiare da un momento all&#8217;altro nel secolo dell&#8217;istantaneo. Il mondo vacilla sempre più pericolosamente. &#8220;Purtroppo lo scenario appare fosco, ma, continuando la lettura del Salmo, ecco la svolta: Il Signore degli eserciti è con noi, il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio. Venite, guardate le opere del Signore, egli fa sulla terra cose stupende. Fa cessare le guerre fino all&#8217;estremità della terra; rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra. «Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio. Io sarò glorificato fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra»”. “FERMATEVI E RICONOSCETE CHE IO SONO DIO” Dio si eleva su questa situazione caotica come il rifugio, il creatore, il pacificatore. Dio si mostra all&#8217;uomo come la vera soluzione, la certezza che non si trova da nessun&#8217;altra parte. Le nazioni, confuse e incerte, ricevono un invito appassionato: “Fermatevi”. Tutto sembra fare silenzio, il rumore delle nazioni cessa, il vacillare si arresta, Dio è lì e chiede a ognuno di noi di riconoscere chi sia veramente. Il padre amorevole, il rifugio inespugnabile pronto ad accogliere quanti cercano la vera pace, la stabilità e la sicurezza. Il Signore vuole che sperimenti quella meravigliosa certezza che trovi nello stesso salmo: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”. Non è una “stampella psicologica”, è la semplice verità sperimentata da milioni di persone lungo tutta la storia.In questo mondo chiassoso e vacillante, puoi trovare la vera pace in Cristo. Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Come trovare pace in un mondo di incertezze</span></em></h2>
<p><img src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/rumore-nazioni-post.jpg" alt="rumore-nazioni-post" width="960" height="320" class="alignnone size-full wp-image-6322" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Alleanze che si rompono, nazioni che tremano, unioni che vacillano, borse che crollano, governi che cadono. In questi giorni il mondo si è ritrovato ancora una volta scaraventato in una tempesta di incertezze. In queste ore presidenti, analisti, ministri, ambasciatori e consulenti stanno febbrilmente tessendo nuove strategie, nuovi piani, nuovi progetti per scenari in continuo mutamento.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">I figli di Core, circa 2500 anni fa, scrissero nel Salmo 46 </span><br /><br /></p>
<blockquote><p>“Le nazioni rumoreggiano, i regni vacillano”.
</p></blockquote>
<p><br /><br />
<h2>“LE NAZIONI RUMOREGGIANO”</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Da ogni parte del globo si sentono questi rumori: voci indignate della protesta, grida degli operatori di borsa nel panico, fitte telefonate colme di tensione tra capi di stato, conferenze stampa, atti terroristici, urla disperate di chi fugge dalle guerre, cigolii di legname che cede di barconi stracolmi di persone fluttuanti tra le onde, sirene di allarme, parole sprezzanti delle campagne elettorali, combattimenti vicini e lontani … le nazioni sono avvolte da un immenso rumore che entra nelle nostre case quotidianamente dalle notizie dei telegiornali, dai video sui social network, dalle colonne dei giornali.</span><br /><br /></p>
<h2>“I REGNI VACILLANO”</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Nessuno è al sicuro, tutto è incerto e precario. Crisi finanziarie, scandali politici, guerre, persecuzioni e terrorismo rendono i regni di questo mondo instabili, le alleanze fragili, le unioni traballanti. Dalle crudeli lotte tra i signori della guerra nelle giungle alle fastose sale del potere finanziario, l&#8217;uomo non sembra trovare una sicurezza certa, una stabilità reale, una pace vera. Nessuna istituzione, nessuna alleanza, nessun sistema politico o finanziario garantisce sicurezze, la storia può cambiare da un momento all&#8217;altro nel secolo dell&#8217;istantaneo. Il mondo vacilla sempre più pericolosamente.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">&#8220;Purtroppo lo scenario appare fosco, ma, continuando la lettura del Salmo, ecco la svolta:</span><br /><br /></p>
<blockquote><p>Il Signore degli eserciti è con noi,<br />
il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio.<br />
Venite, guardate le opere del Signore,<br />
egli fa sulla terra cose stupende.<br />
Fa cessare le guerre fino all&#8217;estremità della terra;<br />
rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra.<br />
<strong>«Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio.<br />
Io sarò glorificato fra le nazioni,<br />
sarò glorificato sulla terra»”.</strong>
</p></blockquote>
<p><br /><br />
<h2>“FERMATEVI E RICONOSCETE CHE IO SONO DIO”</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Dio si eleva su questa situazione caotica come il rifugio, il creatore, il pacificatore. Dio si mostra all&#8217;uomo come la vera soluzione, la certezza che non si trova da nessun&#8217;altra parte. Le nazioni, confuse e incerte, ricevono un invito appassionato: “Fermatevi”. Tutto sembra fare silenzio, il rumore delle nazioni cessa, il vacillare si arresta, Dio è lì e chiede a ognuno di noi di riconoscere chi sia veramente. Il padre amorevole, il rifugio inespugnabile pronto ad accogliere quanti cercano la vera pace, la stabilità e la sicurezza.<br /><br /><br />
Il Signore vuole che sperimenti quella meravigliosa certezza che trovi nello stesso salmo: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”. Non è una “stampella psicologica”, è la semplice verità sperimentata da milioni di persone lungo tutta la storia.<br /><strong>In questo mondo chiassoso e vacillante, puoi trovare la vera pace in Cristo.</strong></span><br /><br /></p>
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		<title>Unioni gay? Niente panico</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2016 08:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Perché la chiesa di Cristo non deve spaventarsi di fronte all&#8217;avanzata delle unioni omosessuali Prima di tutto, la Chiesa non deve intimorirsi. Le istituzioni possono fare molte cose, ma di certo non possono rimettere Gesù dentro una tomba. Gesù di Nazareth è ancora vivo e continua a chiamare il mondo in vista del Suo regno. Mentre queste decisioni indeboliscono la famiglia, la base stessa della società, l’Evangelo non ha bisogno dei “valori tradizionali” per fiorire. La chiesa, storicamente, spesso fiorisce quando è in forte contrasto con la cultura che la circonda. Come nel caso di Efeso, Filippi, Corinto e Roma, tutte società in cui la visione del matrimonio e della sessualità era in aperta opposizione a quella delle Scritture. Più si andrà avanti e meno le persone comprenderanno e accetteranno la visione biblica del matrimonio. Non potremmo parlare semplicemente di matrimonio in termini di valori, di cultura o vantaggio per la società. Dovremo parlare del matrimonio nel modo in cui Gesù e gli apostoli hanno insegnato – legato a doppio filo con l’Evangelo stesso, l’immagine dell’unione di Cristo con la chiesa (Efesini 5:32). Facendo questo, non potremmo semplicemente esporre la nostra visione del matrimonio, ma dovremo incarnare noi stessi una cultura del matrimonio evangelica. Troppo spesso si dà una cattiva testimonianza, troppo spesso la chiesa è stata la prima a infamare il matrimonio, troppo spesso non è stata applicata la disciplina nei casi in cui sono stati volontariamente distrutti matrimoni. Bisogna che la chiesa per prima dimostri cosa significhi il matrimonio, continuando a seguire i “sentieri antichi”. Abbiamo una grandiosa opportunità di realizzare ciò che Gesù ci ha chiamato a fare con i nostri matrimoni: essere luce nell’oscurità. Dei matrimoni permanenti e stabili costituiti da famiglie con una madre e un padre ci potranno rendere unici nella cultura del 21° secolo. Non dobbiamo avere paura di essere strani. Perché crediamo in cose ancora più “strane”: crediamo che un uomo morto sia risorto e che un giorno apparirà tra le nuvole su un cavallo; crediamo che l’Evangelo doni speranza e perdono a peccatori come noi e ci renda figli e figlie di Dio. Abbracciamo la “stranezza” dell’Evangelo. Se abbiamo ragione sul matrimonio, e credo che abbiamo ragione, molte persone che abbracceranno queste nuove “forme” ne rimarranno deluse. Molte persone intorno a noi credono che una redefinizione del concetto di matrimonio semplicemente ne espanderà i confini (e, siamo onesti, molti vorranno continuare ad espanderlo in nuove forme). Naturalmente è un’illusione, perché la base del matrimonio è la complementarietà sessuale, e la chiesa si deve preparare a ricevere “profughi” di questa “rivoluzione sessuale”. Dobbiamo prepararci per quanti, come la donna emotivamente e sessualmente instabile al pozzo di Samaria, vagheranno assetati alla ricerca di un’acqua che neanche conoscono. Ci sono due tipi di chiese che saranno incapaci di raggiungere queste persone. Da una parte una Chiesa che ha abbandonato la verità delle scritture, anche quella sul matrimonio e la sessualità, e che non ha nulla da dire ad un mondo caduto. Dall’altra una chiesa che urla con rabbia a chiunque non è d’accordo non avrà niente da dire a chi ha bisogno della grazia di Dio. Dobbiamo schierarci con convinzione e bontà, con verità e con grazia. Dobbiamo reggere sull’insegnamento biblico e mostrare amore a chi ci odia per questo. Non dobbiamo soltanto parlare di verità cristiane, ma con modi cristiani. Abbiamo il compito di annunciare ciò che Gesù ci ha rivelato, e dirlo come avrebbe fatto Gesù: con grazia e con l’invito ad una nuova vita. Molti credenti saranno tentati di arrabbiarsi con il mondo intorno a noi evocando una narrativa di declino, ma sbaglierebbero. Dio ha il controllo di ogni cosa, abbiamo lo Spirito Santo e l’Evangelo. Pensare di dover per forza vivere in tempi diversi e in una società diversa significa dire a Dio che non ci piace il luogo e il tempo in cui Lui ci ha posto. Marciamo gioiosi verso Sion. Cerchiamo il regno e la giustizia di Dio. Testimoniamo dell’Evangelo. Temiamo Dio. Ma non temiamo la missione che ci ha affidato. Articolo di Russell Moore apparso sul Washington Post</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Perché la chiesa di Cristo non deve spaventarsi di fronte all&#8217;avanzata delle unioni omosessuali</span></em></h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6200" alt="la chiesa e le unioni gay" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/05/unioni-post.jpg" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Prima di tutto, la Chiesa non deve intimorirsi. Le istituzioni possono fare molte cose, ma di certo non possono rimettere Gesù dentro una tomba. Gesù di Nazareth è ancora vivo e continua a chiamare il mondo in vista del Suo regno.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Mentre queste decisioni indeboliscono la famiglia, la base stessa della società, l’Evangelo non ha bisogno dei “valori tradizionali” per fiorire. <strong>La chiesa, storicamente, spesso fiorisce quando è in forte contrasto con la cultura che la circonda.</strong> Come nel caso di Efeso, Filippi, Corinto e Roma, tutte società in cui la visione del matrimonio e della sessualità era in aperta opposizione a quella delle Scritture.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Più si andrà avanti e meno le persone comprenderanno e accetteranno la visione biblica del matrimonio. Non potremmo parlare semplicemente di matrimonio in termini di valori, di cultura o vantaggio per la società. Dovremo parlare del matrimonio nel modo in cui Gesù e gli apostoli hanno insegnato – legato a doppio filo con l’Evangelo stesso, l’immagine dell’unione di Cristo con la chiesa (Efesini 5:32).</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Facendo questo, non potremmo semplicemente esporre la nostra visione del matrimonio, ma dovremo incarnare noi stessi una cultura del matrimonio evangelica. Troppo spesso si dà una cattiva testimonianza, troppo spesso la chiesa è stata la prima a infamare il matrimonio, troppo spesso non è stata applicata la disciplina nei casi in cui sono stati volontariamente distrutti matrimoni. Bisogna che la chiesa per prima dimostri cosa significhi il matrimonio, continuando a seguire i “sentieri antichi”.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Abbiamo una grandiosa opportunità di realizzare ciò che Gesù ci ha chiamato a fare con i nostri matrimoni: essere luce nell’oscurità.</strong> Dei matrimoni permanenti e stabili costituiti da famiglie con una madre e un padre ci potranno rendere unici nella cultura del 21° secolo.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Non dobbiamo avere paura di essere strani. Perché crediamo in cose ancora più “strane”: crediamo che un uomo morto sia risorto e che un giorno apparirà tra le nuvole su un cavallo; crediamo che l’Evangelo doni speranza e perdono a peccatori come noi e ci renda figli e figlie di Dio. Abbracciamo la “stranezza” dell’Evangelo.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Se abbiamo ragione sul matrimonio, e credo che abbiamo ragione, molte persone che abbracceranno queste nuove “forme” ne rimarranno deluse. Molte persone intorno a noi credono che una redefinizione del concetto di matrimonio semplicemente ne espanderà i confini (e, siamo onesti, molti vorranno continuare ad espanderlo in nuove forme). Naturalmente è un’illusione, perché la base del matrimonio è la complementarietà sessuale, e la chiesa si deve preparare a ricevere “profughi” di questa “rivoluzione sessuale”. Dobbiamo prepararci per quanti, come la donna emotivamente e sessualmente instabile al pozzo di Samaria, vagheranno assetati alla ricerca di un’acqua che neanche conoscono.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Ci sono due tipi di chiese che saranno incapaci di raggiungere queste persone. Da una parte una Chiesa che ha abbandonato la verità delle scritture, anche quella sul matrimonio e la sessualità, e che non ha nulla da dire ad un mondo caduto. Dall’altra una chiesa che urla con rabbia a chiunque non è d’accordo non avrà niente da dire a chi ha bisogno della grazia di Dio.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Dobbiamo schierarci con convinzione e bontà, con verità e con grazia. Dobbiamo reggere sull’insegnamento biblico e mostrare amore a chi ci odia per questo. <strong>Non dobbiamo soltanto parlare di verità cristiane, ma con modi cristiani.</strong> Abbiamo il compito di annunciare ciò che Gesù ci ha rivelato, e dirlo come avrebbe fatto Gesù: con grazia e con l’invito ad una nuova vita.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Molti credenti saranno tentati di arrabbiarsi con il mondo intorno a noi evocando una narrativa di declino, ma sbaglierebbero. Dio ha il controllo di ogni cosa, abbiamo lo Spirito Santo e l’Evangelo. Pensare di dover per forza vivere in tempi diversi e in una società diversa significa dire a Dio che non ci piace il luogo e il tempo in cui Lui ci ha posto. Marciamo gioiosi verso Sion.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Cerchiamo il regno e la giustizia di Dio. Testimoniamo dell’Evangelo. Temiamo Dio. Ma non temiamo la missione che ci ha affidato.</strong></span><br /><br /></p>
<p style="text-align: right; font-size: 14px"><strong>Articolo di Russell Moore</strong> apparso sul Washington Post</p>
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		<title>Cristianesimo e Massoneria</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/cristianesimo-massoneria/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2016 19:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le credenze della massoneria sono compatibili con la Parola di Dio? La Massoneria, e altre simili organizzazioni “segrete”, non possono dirsi in alcun modo compatibili con il Cristianesimo biblico. Anche se all&#8217;apparenza sembrano “promuovere” la fede in Dio, ad un esame più attento si capisce che gli aderenti debbano semplicemente credere all&#8217;esistenza di un generico “Essere Supremo” che include tutte le divinità di tutte le religioni. Le credenze e le pratiche non bibliche e anti-cristiane di questa organizzazione sono meramente mascherate da un&#8217;apparente compatibilità con il cristianesimo. Di seguito metteremo a confronto alcune dottrine bibliche fondamentali con il punto di vista della Massoneria: SALVEZZA DAI PECCATI La Bibbia: Soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, unico Sommo Sacerdote, sono indispensabili per la purificazione dal peccato di chiunque Lo accetta come salvatore e Signore. (Romani 3:22-25; Atti 2:38; I Pietro 1:18,19; Efesini 2:18) Il punto di vista massonico: una persona viene “salvata” come risultato delle proprie buone azioni, dal miglioramento e dall&#8217;elevazione della propria persona. Unirsi ad una Loggia significa quindi ignorare l&#8217;esclusività di Gesù come Salvatore. L&#8217;AUTORITÀ DELLE SCRITTURE La Bibbia: l’intera Bibbia è la Parola di Dio ispirata, unica, infallibile ed autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta. (II Timoteo 3:15-17; Romani 1:16; I Tessalonicesi 2:13). Il punto di vista massonico: la Bibbia è uno dei tanti “Libri della Sacra Legge” che hanno un valore uguale nella Massoneria (come il Dhammapada buddhista, la Gîtâ hindù, l&#8217;Adi Granth sikh, il Corano islamico, lo Zend Avesta zoroastriano). La Bibbia quindi non è considerata la sola e unica Parola di Dio, né l&#8217;unica rivelazione di Dio all&#8217;umanità; ma soltanto una, importante, fonte di conoscenza religiosa, una buona guida morale. L&#8217;UNICO VERO DIO La Bibbia: c&#8217;è un unico vero Dio. Adorare o invocare altre divinità è idolatria, un peccato che porta alla separazione eterna da Dio. (Efesini 4:6; Esodo 20:3; I Corinzi 10:14; Apocalisse 21:8) Il punto di vista massonico: i membri della massoneria devono credere ad una divinità, non al Dio della Bibbia. Per la Massoneria tutte le religioni si rivolgono allo stesso dio, chiamandolo con nomi diversi. La Massoneria accoglie persone di tutte le fedi che, anche se usano nomi diversi, adorano lo stesso “Principio Creativo” o “Grande Architetto dell&#8217;Universo”. GESÙ E LA TRINITÀ La Bibbia: L’unico vero Dio è Eterno, Onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte persone: Padre, Figliolo e Spirito Santo. (Matteo 28:19; Luca 3:21-22; I Giovanni 5:7). Il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo ed assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo. (Giovanni 1:1,2,14; Luca 1:34,35; Matteo 1:23). La vita di Gesù è stata senza peccato, ed è fondamentale la fede nei Suoi miracoli, nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nella Sua ascensione alla destra del Padre, come unico mediatore, nel suo personale, imminente ritorno per i redenti e poi sulla terra in potenza per stabilire il Suo regno. (I Pietro 2:22; II Corinzi 5:21; Atti 2:22; I Pietro 3:18; Romani 1:4; 2:24; I Corinzi 15:4; Atti 1:9-11; Giovanni 14:1-3; I Corinzi 15:25; I Timoteo 2:5) Il punto di vista massonico: non c&#8217;è esclusività in Gesù Cristo o nel Dio Trino, Gesù quindi non è Dio. Per la massoneria credere che Gesù sia l&#8217;unica Via di salvezza contrasta il principio che mette sullo stesso piano tutte le religioni. Il nome di Gesù è stato omesso nei versetti biblici usati nei rituali della Massoneria. Gesù non è altro che allo stesso livello dei fondatori delle altre religioni, considerato uno dei tanti &#8220;profeti&#8221;. L&#8217;UOMO E IL PECCATO La Bibbia: tutti gli uomini nascono con una natura tendente al peccato, compiono peccato e hanno bisogno di un Salvatore (Romani 3:23; 5:12; Efesini 2:1). A causa del peccato, l&#8217;umanità è incapace di trovare da sola la perfezione morale (I Giovanni 1:8-10; Romani 1:18-25). Il punto di vista massonico: attraverso la propria simbologia, la Massoneria insegna che l&#8217;uomo non è nel peccato ma “rozzo e imperfetto”. Gli uomini possono migliorare il proprio carattere e comportamento in molti modi, con azioni caritatevoli, condotta morigerata e impegno civile. L&#8217;umanità, secondo la Massoneria, possiede l&#8217;abilità di ottenere la perfezione. Riassumendo I principi basilari della massoneria contengono queste dottrine completamente contrarie alla Parola di Dio e appartenere alla massoneria significa aderire a queste credenze: 1. La salvezza può essere ottenuta con buone azioni perché l&#8217;uomo è capace di raggiungere la perfezione da solo. 2. Il Dio della Bibbia non è l&#8217;unico e vero Dio, ma soltanto una delle tante rappresentazioni religiose del “Grande Architetto dell&#8217;Universo”. Gesù è uno dei tanti venerabili profeti e non è l&#8217;unica via per la salvezza. Mettendo sullo stesso piano tutte le religioni, si esclude il messaggio stesso di Gesù, che proclamò: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). 3. Proclamare l&#8217;Evangelo e affermare che la Bibbia sia l&#8217;unica rivelazione di Dio significa essere nell&#8217;oscurità spirituale e nell&#8217;ignoranza, mentre la Parola dice che chi crede in Cristo è nella Luce ed è “figlio di Luce” perché dimora nella “Luce del Mondo” &#8211; Cristo Gesù. Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it Fonti: “What is Free Masonry and what do Free Masons believe?” (Got Question Ministries); “Lineamenti Dottrinali” (Assemblee di Dio in Italia)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/cristianesimo-massoneria/">Cristianesimo e Massoneria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Le credenze della massoneria sono compatibili con la Parola di Dio?</span></em></h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6200" alt="cristianesimo e massoneria" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/05/massoneria-post2.png" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">La Massoneria, e altre simili organizzazioni “segrete”, non possono dirsi in alcun modo compatibili con il Cristianesimo biblico. Anche se all&#8217;apparenza sembrano “promuovere” la fede in Dio, ad un esame più attento si capisce che gli aderenti debbano semplicemente credere all&#8217;esistenza di un generico “Essere Supremo” che include tutte le divinità di tutte le religioni. Le credenze e le pratiche non bibliche e anti-cristiane di questa organizzazione sono meramente mascherate da un&#8217;apparente compatibilità con il cristianesimo. Di seguito metteremo a confronto alcune dottrine bibliche fondamentali con il punto di vista della Massoneria:</span><br /><br /></p>
<h2>SALVEZZA DAI PECCATI</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> Soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, unico Sommo Sacerdote, sono indispensabili per la purificazione dal peccato di chiunque Lo accetta come salvatore e Signore. (Romani 3:22-25; Atti 2:38; I Pietro 1:18,19; Efesini 2:18)</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> una persona viene “salvata” come risultato delle proprie buone azioni, dal miglioramento e dall&#8217;elevazione della propria persona. Unirsi ad una Loggia significa quindi ignorare l&#8217;esclusività di Gesù come Salvatore.</span><br /><br /></p>
<h2>L&#8217;AUTORITÀ DELLE SCRITTURE</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> l’intera Bibbia è la Parola di Dio ispirata, unica, infallibile ed autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta. (II Timoteo 3:15-17; Romani 1:16; I Tessalonicesi 2:13).</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> la Bibbia è uno dei tanti “Libri della Sacra Legge” che hanno un valore uguale nella Massoneria (come il <em>Dhammapada</em> buddhista, la <em>Gîtâ</em> hindù, l&#8217;<em>Adi Granth</em> sikh, il <em>Corano </em>islamico, lo <em>Zend Avesta</em> zoroastriano). La Bibbia quindi non è considerata la sola e unica Parola di Dio, né l&#8217;unica rivelazione di Dio all&#8217;umanità; ma soltanto una, importante, fonte di conoscenza religiosa, una buona guida morale.</span><br /><br /></p>
<h2>L&#8217;UNICO VERO DIO</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> c&#8217;è un unico vero Dio. Adorare o invocare altre divinità è idolatria, un peccato che porta alla separazione eterna da Dio. (Efesini 4:6; Esodo 20:3; I Corinzi 10:14; Apocalisse 21:8)</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> i membri della massoneria devono credere ad una divinità, non al Dio della Bibbia. Per la Massoneria tutte le religioni si rivolgono allo stesso dio, chiamandolo con nomi diversi. La Massoneria accoglie persone di tutte le fedi che, anche se usano nomi diversi, adorano lo stesso “Principio Creativo” o “Grande Architetto dell&#8217;Universo”.</span><br /><br /></p>
<h2>GESÙ E LA TRINITÀ</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> L’unico vero Dio è Eterno, Onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte persone: Padre, Figliolo e Spirito Santo. (Matteo 28:19; Luca 3:21-22; I Giovanni 5:7).<br />
Il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo ed assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo. (Giovanni 1:1,2,14; Luca 1:34,35; Matteo 1:23).<br />
La vita di Gesù è stata senza peccato, ed è fondamentale la fede nei Suoi miracoli, nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nella Sua ascensione alla destra del Padre, come unico mediatore, nel suo personale, imminente ritorno per i redenti e poi sulla terra in potenza per stabilire il Suo regno.<br />
(I Pietro 2:22; II Corinzi 5:21; Atti 2:22; I Pietro 3:18; Romani 1:4; 2:24; I Corinzi 15:4; Atti 1:9-11; Giovanni 14:1-3; I Corinzi 15:25; I Timoteo 2:5)</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> non c&#8217;è esclusività in Gesù Cristo o nel Dio Trino, Gesù quindi non è Dio. Per la massoneria credere che Gesù sia l&#8217;unica Via di salvezza contrasta il principio che mette sullo stesso piano tutte le religioni. Il nome di Gesù è stato omesso nei versetti biblici usati nei rituali della Massoneria. Gesù non è altro che allo stesso livello dei fondatori delle altre religioni, considerato uno dei tanti &#8220;profeti&#8221;.</span><br /><br /></p>
<h2>L&#8217;UOMO E IL PECCATO</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> tutti gli uomini nascono con una natura tendente al peccato, compiono peccato e hanno bisogno di un Salvatore (Romani 3:23; 5:12; Efesini 2:1). A causa del peccato, l&#8217;umanità è incapace di trovare da sola la perfezione morale (I Giovanni 1:8-10; Romani 1:18-25).</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> attraverso la propria simbologia, la Massoneria insegna che l&#8217;uomo non è nel peccato ma “rozzo e imperfetto”. Gli uomini possono migliorare il proprio carattere e comportamento in molti modi, con azioni caritatevoli, condotta morigerata e impegno civile. L&#8217;umanità, secondo la Massoneria, possiede l&#8217;abilità di ottenere la perfezione.</span><br /><br /></p>
<h2>Riassumendo</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">I principi basilari della massoneria contengono queste dottrine completamente <strong>contrarie</strong> alla Parola di Dio e appartenere alla massoneria significa aderire a queste credenze:<br />
1. La salvezza può essere ottenuta con buone azioni perché l&#8217;uomo è capace di raggiungere la perfezione da solo.<br />
2. Il Dio della Bibbia non è l&#8217;unico e vero Dio, ma soltanto una delle tante rappresentazioni religiose del “Grande Architetto dell&#8217;Universo”. Gesù è uno dei tanti venerabili profeti e non è l&#8217;unica via per la salvezza. Mettendo sullo stesso piano tutte le religioni, si esclude il messaggio stesso di Gesù, che proclamò: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).<br />
3. Proclamare l&#8217;Evangelo e affermare che la Bibbia sia l&#8217;unica rivelazione di Dio significa essere nell&#8217;oscurità spirituale e nell&#8217;ignoranza, mentre la Parola dice che chi crede in Cristo è nella Luce ed è “figlio di Luce” perché dimora nella “Luce del Mondo” &#8211; Cristo Gesù.</span><br />
<br /><br /></p>
<h3>Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</h3>
<h2><a href="http://www.evangelo.it/wp/cose-levangelo/" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">L&#8217;EVANGELO →</a><a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=276" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">RELIGIONE O EVANGELO? →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=4733" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">CHI È GESÙ →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=3842" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">PERCHÉ EVANGELICI →</a></h2>
<p style="text-align: right; font-size: 11px">Fonti:<br />
“What is Free Masonry and what do Free Masons believe?” (Got Question Ministries);<br />
“Lineamenti Dottrinali” (Assemblee di Dio in Italia)</p>
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		<title>Un appello alla Controcultura della fede</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/appello-controcultura-fede/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 14:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[evangelo]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In una società allo sbando è l&#8217;Evangelo la vera Controcultura</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/appello-controcultura-fede/">Un appello alla Controcultura della fede</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">In una società allo sbando è l&#8217;Evangelo la vera Controcultura</span></em></h2>
<p><br /><br />
<iframe width="853" height="480" src="https://www.youtube.com/embed/JxNQ0lv1jWA?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Pregare per il governo più di quanto ce ne lamentiamo</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2015 16:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[nazione]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sparlare delle nostre autorità sembra essere un passatempo nazionale È interessante vedere come Gesù non si sia mai lamentato del governo, corrotto e pagano, dei Romani. Sicuramente ne ha avuto l&#8217;opportunità quando gli chiesero &#8220;Che te ne pare? È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?&#8221; non rispose &#8220;Cesare? Pagare le tasse a quei pagani corrotti che sprecano tutti i soldi in banchetti, festini ed oscenità? Non gli darei neanche un soldo&#8221;. La Sua risposta fu ben diversa: &#8220;Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio&#8221; (Matteo 22:17, 21). &#160; Dio ci esorta a onorare i nostri governanti, non a sparlare di loro. Onorate tutti. Amate i fratelli. Temete Dio. Onorate il re. (1 Pietro 2:17) Notiamo che Pietro non dice &#8220;onorate il re se è un brav&#8217;uomo o degno di onore&#8221; oppure &#8220;onorate il re se siete d&#8217;accordo con lui o se pensate che stia facendo un buon lavoro&#8221;. C&#8217;è scritto soltanto &#8220;Onorate il re&#8221;. &#160; Quando offendiamo entriamo in un campo pericoloso. Il Salmo 14 recita: &#8220;Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c&#8217;è Dio».&#8221; I Proverbi ci mettono costantemente in guardia dal comportarci come gli stolti o i malvagi. Senza dubbio la Bibbia riconosce che esistono molti &#8220;stolti&#8221;. Ma Gesù dette un forte avvertimento sull&#8217;offendere gli altri. Chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: &#8220;Raca&#8221; sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: &#8220;Pazzo!&#8221; sarà condannato alla geenna del fuoco. (Matteo 5:22) Come abbiamo detto, la Bibbia ci fa capire che esistono &#8220;pazzi&#8221; di ogni sorta. E non siamo in torto se mostriamo alle persone ciò che stanno facendo di contrario alla volontà di Dio. L&#8217;avvertimento di Gesù riguarda le offese dette sotto l&#8217;influsso dell&#8217;ira e dell&#8217;odio. Queste espressioni sono messe sullo stesso piano dell&#8217;omicidio, e degne della stessa punizione eterna. Sì, anche se riguardano chi ci governa. Quindi non solo è pericoloso offendere le autorità, ma aggiungiamo anche un&#8217;altra domanda: &#160; Preghiamo per il nostro presidente e i nostri governanti più di quanto ci lamentiamo di loro? Dio ci comanda di pregare sempre per loro, in tutti i modi: Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità. Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. (I Timoteo 2:1-4) Guardiamo quanti modi ci sono per pregare per tutti, inclusi &#8220;quelli che sono costituiti in autorità&#8221;: &#8220;suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti&#8221;. Ringraziamo mai Dio per il nostro presidente e i nostri governanti? Dio ci comanda di ringraziarLo per &#8220;TUTTI quelli che sono costituiti in autorità&#8221;. Lo facciamo? &#160; 3 ragioni per cui dovremmo pregare per le autorità: &#8220;Affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità&#8221;. Questo è quello che vogliamo dal nostro governo, no? Questo è quello per cui votiamo e per cui vogliamo che siano eletti i nostri rappresentanti. Sparlare e lamentarci dei nostri governanti non porterà mai a &#8220;condurre una vita tranquilla e quieta&#8221;. Maledire il presidente del consiglio non ci farà mai ottenere &#8220;pietà e dignità&#8221;. Pregare per i nostri governanti &#8220;è buono e gradito davanti a Dio&#8221;. E, sicuramente, è più importante piacere al nostro Salvatore che avere grandi presidenti. Potrò non essere d&#8217;accordo con il governo, potrò pensare che stia facendo un pessimo lavoro, ma voglio piacere a Dio, e per questo pregherò per le autorità. Intercedere per il nostro governo è molto importante perché Dio &#8220;vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità&#8221;. Quando preghiamo per le autorità, ciò conduce ad una vita tranquilla e ciò porta a maggiori opportunità per condividere l&#8217;Evangelo e vedere persone salvate. Quindi, è fondamentale pregare per chi ci governa per il bene dell&#8217;opera di Dio. &#160; Concludendo, sicuramente non ci piace vedere tasse sempre più alte per avere sempre meno servizi, ma le mie tasse possono essere paragonate all&#8217;avanzamento dell&#8217;Evangelo? Preghiamo quindi che Dio dia ai nostri ministri più saggezza nel gestire l&#8217;economia. Votiamo. Ma non sparliamo del governo, non offendiamo le istituzioni. Preghiamo per loro. Preghiamo che Dio spinga le autorità a lavorare per l&#8217;equità, la giustizia e la pace, affinché possiamo continuare a predicare l&#8217;Evangelo della salvezza.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/pregare-per-governo-quanto-ce-ne-lamentiamo/">Pregare per il governo <br />più di quanto ce ne lamentiamo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;" data-mce-mark="1">Sparlare delle nostre autorità sembra essere un passatempo nazionale</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6111" alt="prega-autorita-post" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2015/09/prega-autorita-post.jpg" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1">È interessante vedere come Gesù non si sia mai lamentato del governo, corrotto e pagano, dei Romani. Sicuramente ne ha avuto l&#8217;opportunità quando gli chiesero &#8220;Che te ne pare? È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?&#8221; non rispose &#8220;Cesare? Pagare le tasse a quei pagani corrotti che sprecano tutti i soldi in banchetti, festini ed oscenità? Non gli darei neanche un soldo&#8221;. La Sua risposta fu ben diversa: &#8220;Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio&#8221; (Matteo 22:17, 21).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-transform: uppercase;">Dio ci esorta a onorare i nostri governanti, non a sparlare di loro.</h2>
<blockquote><p>Onorate tutti. Amate i fratelli. Temete Dio. Onorate il re.<br />
(1 Pietro 2:17)</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1">Notiamo che Pietro non dice &#8220;onorate il re se è un brav&#8217;uomo o degno di onore&#8221; oppure &#8220;onorate il re se siete d&#8217;accordo con lui o se pensate che stia facendo un buon lavoro&#8221;. C&#8217;è scritto soltanto &#8220;Onorate il re&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-transform: uppercase;">Quando offendiamo entriamo in un campo pericoloso.</h2>
<p><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1">Il Salmo 14 recita: &#8220;Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c&#8217;è Dio».&#8221;<br />
I Proverbi ci mettono costantemente in guardia dal comportarci come gli stolti o i malvagi. Senza dubbio la Bibbia riconosce che esistono molti &#8220;stolti&#8221;. Ma Gesù dette un forte avvertimento sull&#8217;offendere gli altri.</span></p>
<blockquote><p>Chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: &#8220;Raca&#8221; sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: &#8220;Pazzo!&#8221; sarà condannato alla geenna del fuoco.<br />
(Matteo 5:22)</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1">Come abbiamo detto, la Bibbia ci fa capire che esistono &#8220;pazzi&#8221; di ogni sorta. E non siamo in torto se mostriamo alle persone ciò che stanno facendo di contrario alla volontà di Dio. L&#8217;avvertimento di Gesù riguarda le offese dette sotto l&#8217;influsso dell&#8217;ira e dell&#8217;odio. Queste espressioni sono messe sullo stesso piano dell&#8217;omicidio, e degne della stessa punizione eterna. Sì, anche se riguardano chi ci governa.</span></p>
<p><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1">Quindi non solo è pericoloso offendere le autorità, ma aggiungiamo anche un&#8217;altra domanda:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-transform: uppercase;">Preghiamo per il nostro presidente e i nostri governanti più di quanto ci lamentiamo di loro?</h2>
<p><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1">Dio ci comanda di pregare sempre per loro, in tutti i modi:</span></p>
<blockquote><p>Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità. Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.<br />
(I Timoteo 2:1-4)</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1">Guardiamo quanti modi ci sono per pregare per tutti, inclusi &#8220;quelli che sono costituiti in autorità&#8221;: &#8220;suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti&#8221;. Ringraziamo mai Dio per il nostro presidente e i nostri governanti? Dio ci comanda di ringraziarLo per &#8220;TUTTI quelli che sono costituiti in autorità&#8221;. Lo facciamo?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-transform: uppercase;">3 ragioni per cui dovremmo pregare per le autorità:</h2>
<ol>
<li><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1"><strong>&#8220;Affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità&#8221;.</strong> Questo è quello che vogliamo dal nostro governo, no? Questo è quello per cui votiamo e per cui vogliamo che siano eletti i nostri rappresentanti. Sparlare e lamentarci dei nostri governanti non porterà mai a &#8220;condurre una vita tranquilla e quieta&#8221;. Maledire il presidente del consiglio non ci farà mai ottenere &#8220;pietà e dignità&#8221;.</span></li>
<li><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1"><strong>Pregare per i nostri governanti &#8220;è buono e gradito davanti a Dio&#8221;.</strong> E, sicuramente, è più importante piacere al nostro Salvatore che avere grandi presidenti. Potrò non essere d&#8217;accordo con il governo, potrò pensare che stia facendo un pessimo lavoro, ma voglio piacere a Dio, e per questo pregherò per le autorità.</span></li>
<li><span style="font-size: 20px;" data-mce-mark="1"><strong>Intercedere per il nostro governo è molto importante perché Dio &#8220;vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità&#8221;.</strong> Quando preghiamo per le autorità, ciò conduce ad una vita tranquilla e ciò porta a maggiori opportunità per condividere l&#8217;Evangelo e vedere persone salvate. Quindi, è fondamentale pregare per chi ci governa per il bene dell&#8217;opera di Dio.</span></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 20px;">Concludendo, sicuramente non ci piace vedere tasse sempre più alte per avere sempre meno servizi, ma le mie tasse possono essere paragonate all&#8217;avanzamento dell&#8217;Evangelo? Preghiamo quindi che Dio dia ai nostri ministri più saggezza nel gestire l&#8217;economia. Votiamo. Ma non sparliamo del governo, non offendiamo le istituzioni. Preghiamo per loro. Preghiamo che Dio spinga le autorità a lavorare per l&#8217;equità, la giustizia e la pace, affinché possiamo continuare a predicare l&#8217;Evangelo della salvezza.</span></p>
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		<title>I DIECI COMANDAMENTI: LA VERITÀ OLTRE IL TEATRO</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 12:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questi giorni si è parlato tanto di dieci comandamenti: ma la rappresentazione teatrale ha esposto la verità biblica? Milioni di telespettatori hanno assistito per due sere a uno spettacolo fuori dal comune, rispetto al classico “palinsesto” televisivo: un talentuoso attore ha letto e commentato i dieci comandamenti. La Bibbia è stata al centro della serata di migliaia di famiglie e, con indubbia maestria e trasporto, Roberto Benigni ha attirato l’attenzione su questa parte fondamentale della Parola di Dio. Ricordiamoci che si parla di teatro Il teologo valdese Paolo Ricca, autore di uno dei libri a cui il comico toscano si è ispirato per il suo spettacolo, ha affermato: “Benigni è sicuramente riuscito anche a mettere in luce i contenuti evangelici dei comandamenti, a far capire ai telespettatori che i comandamenti – tutti quanti, anche quelli che hanno forma negativa, di divieto – sono evangelo, buona notizia per l’umanità intera e per le singole persone”. Ma, proprio a questo riguardo, c’è un’importante precisazione da fare: si è trattato di uno spettacolo teatrale, e tale deve essere considerato. Un evento televisivo preparato per mesi con il sostegno di diversi “assistenti”: noti teologi cattolici e protestanti [uno di questi il già citato Ricca]. Uno spettacolo interessante, costruito con talento, pieno di osservazioni stimolanti e riflessioni profonde, ma pur sempre una rappresentazione teatrale. L’annuncio è potenza, non soltanto sapienza Andiamo indietro nel tempo e incontriamo un altro uomo, che parlò di fede e di Dio a milioni di persone nell’impero che dominava il mondo allora conosciuto: Paolo da Tarso. Colui che fu soprannominato “l’apostolo delle genti”, allievo dei più grandi teologi del suo tempo (religiosi che ponevano i dieci comandamenti al di sopra di ogni cosa), scrive così alla chiesa cristiana di Corinto: “… la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza”(I Corinzi 2:4). Eppure l’apostolo Paolo era un noto dottore della legge, e aveva dimostrato la sua capacità oratoria nonché la sua cultura in più di un’occasione durante i suoi viaggi missionari. Ma non era questo il cuore della sua teologia, del suo “parlare di Dio”. L’essenza del messaggio che annunciava Paolo era l’Evangelo: “… potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Romani 1:16). Un messaggio che, guidato dallo Spirito Santo, cambia in maniera radicale la vita delle persone, trasforma i cuori e conduce a Dio stesso. Un messaggio che va oltre le capacità umane, e si trova soltanto in chi questo messaggio lo vive realmente. Qual è la conclusione del discorso? Il saggio re Salomone scrisse “Vale più la fine di una cosa, che il suo principio” (Ecclesiaste 7:8). Il discorso fatto in queste serate televisive ha avuto come conclusione una maestrevole esaltazione dell’uomo, della forza dell’etica e delle potenzialità che il mondo possiede: quindi, alla fine del discorso, questi comandamenti non sono che un affascinante codice morale per far realizzare alle persone una vita migliore per sé stesse e per la società in cui vivono. Ma a cosa servono realmente i comandamenti per come li ha concepiti Dio stesso? I dieci comandamenti non sono solamente un insieme di regole che ci migliorano la vita, sono stati dati per tutt’altro scopo. L’apostolo Paolo, ispirato da Dio stesso, in Galati 3:24 afferma che la legge è un’insegnante che ci conduce a Gesù. Quando guardiamo ai dieci comandamenti, scopriamo che li abbiamo infranti e che da soli non siamo in grado di adempierli senza l’aiuto di Dio stesso. Lo abbiamo fatto tutti, indistintamente (Romani 3:23) ed è per questo che abbiamo bisogno di amore e di grazia (Romani 7:24-8:1). Grazie a Dio, possiamo ricevere il dono del perdono in Cristo Gesù, che ha adempiuto perfettamente ogni comandamento e ha sacrificato la Sua vita senza peccato per coprire le nostre colpe. Se crediamo in Lui potremmo dire, come il re Davide: “Beato l&#8217;uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto!”(Salmo 32:1).</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080;font-family: pt serif;font-weight: normal">In questi giorni si è parlato tanto di dieci comandamenti: ma la rappresentazione teatrale ha esposto la verità biblica?</span></em></h2>
<p><img src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2014/12/10-comandamenti-post-eva.jpg" alt="difesa dalla tentazione" width="960" height="320" class="alignnone size-full wp-image-4986" /></p>
<p>Milioni di telespettatori hanno assistito per due sere a uno spettacolo fuori dal comune, rispetto al classico “palinsesto” televisivo: un talentuoso attore ha letto e commentato i dieci comandamenti.<br />
La Bibbia è stata al centro della serata di migliaia di famiglie e, con indubbia maestria e trasporto, Roberto Benigni ha attirato l’attenzione su questa parte fondamentale della Parola di Dio.</p>
<h3>Ricordiamoci che si parla di teatro</h3>
<p>Il teologo valdese Paolo Ricca, autore di uno dei libri a cui il comico toscano si è ispirato per il suo spettacolo, ha affermato: “Benigni è sicuramente riuscito anche a mettere in luce i contenuti evangelici dei comandamenti, a far capire ai telespettatori che i comandamenti – tutti quanti, anche quelli che hanno forma negativa, di divieto – sono evangelo, buona notizia per l’umanità intera e per le singole persone”. Ma, proprio a questo riguardo, c’è un’importante precisazione da fare: <strong>si è trattato di uno spettacolo teatrale, e tale deve essere considerato.</strong> Un evento televisivo preparato per mesi con il sostegno di diversi “assistenti”: noti teologi cattolici e protestanti [uno di questi il già citato Ricca]. Uno spettacolo interessante, costruito con talento, pieno di osservazioni stimolanti e riflessioni profonde, ma pur sempre una rappresentazione teatrale. </p>
<h3>L’annuncio è potenza, non soltanto sapienza</h3>
<p>Andiamo indietro nel tempo e incontriamo un altro uomo, che <strong>parlò di fede e di Dio a milioni di persone</strong> nell’impero che dominava il mondo allora conosciuto: Paolo da Tarso.<br />
Colui che fu soprannominato “l’apostolo delle genti”, allievo dei più grandi teologi del suo tempo (religiosi che ponevano i dieci comandamenti al di sopra di ogni cosa), scrive così alla chiesa cristiana di Corinto: </p>
<blockquote><p><em>“… la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza”</em><br />(I Corinzi 2:4).</p></blockquote>
<p>Eppure l’apostolo Paolo era un noto dottore della legge, e aveva dimostrato la sua capacità oratoria nonché la sua cultura in più di un’occasione durante i suoi viaggi missionari.<br />
Ma non era questo il cuore della sua teologia, del suo <strong>“parlare di Dio”</strong>.<br />
L’essenza del messaggio che annunciava Paolo era l’Evangelo: <em>“… potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”</em> (Romani 1:16). Un messaggio che, guidato dallo Spirito Santo, cambia in maniera radicale la vita delle persone, trasforma i cuori e conduce a Dio stesso. Un messaggio che va oltre le capacità umane, e <strong>si trova soltanto in chi questo messaggio lo vive realmente</strong>.</p>
<h3>Qual è la conclusione del discorso?</h3>
<p>Il saggio re Salomone scrisse <em>“Vale più la fine di una cosa, che il suo principio”</em> (Ecclesiaste 7:8).<br />
Il discorso fatto in queste serate televisive ha avuto come conclusione una <strong>maestrevole esaltazione dell’uomo</strong>, della forza dell’etica e delle potenzialità che il mondo possiede: quindi, alla fine del discorso, questi comandamenti non sono che un affascinante codice morale per far realizzare alle persone una vita migliore per sé stesse e per la società in cui vivono.<br />
Ma a cosa servono <strong>realmente</strong> i comandamenti per come li ha concepiti Dio stesso?<br />
I dieci comandamenti non sono solamente un insieme di regole che ci migliorano la vita, sono stati dati <strong>per tutt’altro scopo</strong>. L’apostolo Paolo, ispirato da Dio stesso, in <a href="http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=galati+3%3A24&#038;versioni[]=Nuova+Riveduta" title="Leggi il versetto!" target="_blank">Galati 3:24</a> afferma che la legge è un’insegnante che ci conduce a Gesù. Quando guardiamo ai dieci comandamenti, scopriamo che li abbiamo infranti e che da soli non siamo in grado di adempierli senza l’aiuto di Dio stesso. Lo abbiamo fatto tutti, indistintamente (<a href="http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=romani+3%3A23&#038;versioni[]=Nuova+Riveduta" title="Leggi il versetto!" target="_blank">Romani 3:23</a>) ed è per questo che abbiamo bisogno di amore e di grazia (<a href="http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Romani+7%3A24-8%3A1&#038;versioni[]=Nuova+Riveduta" title="Leggi il versetto!" target="_blank">Romani 7:24-8:1</a>). </p>
<p>Grazie a Dio, possiamo ricevere il dono del perdono in Cristo Gesù, che ha adempiuto perfettamente ogni comandamento e ha sacrificato la Sua vita senza peccato per coprire le nostre colpe. Se crediamo in Lui potremmo dire, come il re Davide:</p>
<blockquote><p><em>“Beato l&#8217;uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto!”</em><br />(Salmo 32:1).</p></blockquote>
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		<title>Guariti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2014 17:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo Nancy Writebol, oggi è stato dimesso dall&#8217;ospedale anche Kent Brantly:&#8220;Dio ha risposto alle preghiere &#8230; una risposta diretta a migliaia, milioni di preghiere&#8221; Sono stati giorni di apprensione quelli che hanno seguito l&#8217;infezione da parte del virus Ebola di due medici missionari dell&#8217;organizzazione umanitaria evangelica &#8220;Samaritan&#8217;s Purse&#8221;. Kent Brantly e Nancy Writebol erano impegnati da tempo in Liberia, prima che cominciasse la devastante epidemia di Ebola, finché loro stessi non sono stati infettati. Le loro condizioni sono apparse subito gravi e, mentre erano ancora in Africa, gli è stato spedito dagli Stati Uniti il siero sperimentale &#8220;Zmapp&#8221; ma in una dose che bastava per una sola persona, Kent Brantly ha quindi ceduto quest&#8217;unica dose di siero alla collega ricevendo invece una trasfusione di sangue da un ragazzo liberiano che aveva aiutato lui stesso a salvare dal virus. Trasferiti poi in patria sono stati tenuti in cura presso l&#8217;Emory University Hospital di Atlanta e, mentre in tutto il mondo si elevavano preghiere per loro, le loro condizioni sono gradualmente migliorate, fino alla completa guarigione annunciata oggi in una conferenza stampa dallo stesso Kent Brantly: “Oggi è un giorno miracoloso. Sono felice di essere vivo, di stare bene e di riunirmi con la mia famiglia. Come medico missionario, non mi sarei mai immaginato di affrontare tutto questo. Quando io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in Liberia lo scorso ottobre per iniziare un lavoro di due anni con l&#8217;associazione Samaritan&#8217;s Purse, non si pensava neanche all&#8217;Ebola. Siamo andati in Liberia perché Dio ci ha chiamato a servire il popolo della Liberia &#8230; Voglio esprimere la mia profonda e sincera gratitudine alla mia organizzazione e a tutto il personale dell&#8217;Emory Hospital impegnato nelle mie cure. Ma soprattutto sono grato a Dio per aver salvato la mia vita e sono felice di come la mia malattia abbia acceso i riflettori sull&#8217;Africa Occidentale colpita da questa epidemia. Continuate a pregare per la Liberia e il popolo africano, e incoraggio quanti sono al potere di fare tutto il possibile per mettere fine a questa epidemia. Grazie&#8221;. Mentre i medici stessi sono ancora dubbiosi su quanto il siero possa essere stato efficace, la guarigione di Kent e Nancy è una stupenda realtà di cui siamo grati al Signore.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/guariti/">Guariti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Dopo Nancy Writebol, oggi è stato dimesso dall&#8217;ospedale anche Kent Brantly:<br />&#8220;Dio ha risposto alle preghiere &#8230; una risposta diretta a migliaia, milioni di preghiere&#8221;</span></em></h2>
<p><iframe framespacing='0' frameborder='no' scrolling='no' src='https://video.corriere.it/video-embed/3fd656a0-294d-11e4-8091-161094bc7e0e' width='100%' height='506'></iframe></p>
<p>Sono stati giorni di apprensione quelli che hanno seguito l&#8217;infezione da parte del virus Ebola di due medici missionari dell&#8217;organizzazione umanitaria evangelica &#8220;Samaritan&#8217;s Purse&#8221;.<br />
Kent Brantly e Nancy Writebol erano impegnati da tempo in Liberia, prima che cominciasse la devastante epidemia di Ebola, finché loro stessi non sono stati infettati. Le loro condizioni sono apparse subito gravi e, mentre erano ancora in Africa, gli è stato spedito dagli Stati Uniti il siero sperimentale &#8220;Zmapp&#8221; ma in una dose che bastava per una sola persona, <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/31/ebola-medici-usa-contagiati-in-liberia-kent-brantly-cede-siero-a-collega/1078732/" title="Vedi la notizia" target="_blank">Kent Brantly ha quindi ceduto quest&#8217;unica dose di siero alla collega</a></strong> ricevendo invece una trasfusione di sangue da un ragazzo liberiano che aveva aiutato lui stesso a salvare dal virus.<br />
Trasferiti poi in patria sono stati tenuti in cura presso l&#8217;Emory University Hospital di Atlanta e, mentre in tutto il mondo si elevavano preghiere per loro, le loro condizioni sono gradualmente migliorate, fino alla completa guarigione annunciata oggi in una conferenza stampa dallo stesso Kent Brantly:</p>
<blockquote><p><em>“Oggi è un giorno miracoloso. Sono felice di essere vivo, di stare bene e di riunirmi con la mia famiglia. Come medico missionario, non mi sarei mai immaginato di affrontare tutto questo. Quando io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in Liberia lo scorso ottobre per iniziare un lavoro di due anni con l&#8217;associazione Samaritan&#8217;s Purse, non si pensava neanche all&#8217;Ebola. Siamo andati in Liberia perché Dio ci ha chiamato a servire il popolo della Liberia &#8230; Voglio esprimere la mia profonda e sincera gratitudine alla mia organizzazione e a tutto il personale dell&#8217;Emory Hospital impegnato nelle mie cure. Ma soprattutto sono grato a Dio per aver salvato la mia vita e sono felice di come la mia malattia abbia acceso i riflettori sull&#8217;Africa Occidentale colpita da questa epidemia. Continuate a pregare per la Liberia e il popolo africano, e incoraggio quanti sono al potere di fare tutto il possibile per mettere fine a questa epidemia. Grazie&#8221;.</em> </p></blockquote>
<p>Mentre i medici stessi sono ancora dubbiosi su quanto il siero possa essere stato efficace, la guarigione di Kent e Nancy è una stupenda realtà di cui siamo grati al Signore.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 630px"><img src="https://i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/02994/Brantly_Writebol_2994499b.jpg" width="620" height="387" class /><p class="wp-caption-text">Kent Brantly e Nancy Writebol</p></div>
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		<title>Santi Subito!</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2014 20:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Chi sono (veramente) i santi secondo Dio? La parola “santo” deriva dal termine greco hágioi che significa “separato, consacrato a Dio&#8221;. È quasi sempre usato al plurale, “santi”: &#8220;… Signore, ho sentito dire da molti di quest’uomo quanto male abbia fatto ai tuoi santi [inteso come discepoli] in Gerusalemme&#8221; (Atti 9:13); &#8220;Avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti si recò anche dai santi residenti a Lidda&#8221; (Atti 9:32); &#8220;Questo infatti feci a Gerusalemme; e avendone ricevuta l&#8217;autorizzazione dai capi dei sacerdoti, io rinchiusi nelle prigioni molti santi …” (Atti 26:10). Il significato del termine “santo” attiene a un gruppo di credenti, definiti tali perché “messi da parte per il Signore” e per il Suo servizio. Esistono tre riferimenti alla parola santi per definirne il carattere pio: &#8220;Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi …&#8221; (Rom. 16:1, 2); &#8220;per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo&#8221; (Efesini 4:12); &#8220;come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi&#8221; (Efesini 5:3). I SANTI SONO I VIVI, NON I MORTI! Pertanto, biblicamente parlando, i “santi” sono il corpo stesso di Cristo, i cristiani, la chiesa. Tutti i cristiani sono considerati santi e, allo stesso, tempo sono chiamati a essere santi [cfr. Romani 8:27; I Tessalonicesi 5:23]. I Corinzi 1:2 lo afferma chiaramente: “Alla chiesa di Dio che è in Corinto ai santificati in Gesù Cristo, chiamati ad essere santi …”. Le parole “santificati” e “santi” derivano dalla stessa radice greca come il termine tradotto comunemente “santi”. I cristiani sono santi in virtù della loro unione con Cristo, perché purificati e separati dal peccato grazie al sangue di Gesù. I cristiani sono chiamati ad essere santi, a consentire sempre più alla loro vita quotidiana di armonizzarsi più strettamente con la loro posizione in Cristo. LA CONCEZIONE CATTOLICO-ROMANA ALLA LUCE DELLA BIBBIA In che modo il significato cattolico-romano dato al termine “santo” regge al confronto con l’insegnamento biblico? Non regge affatto! Nella teologia cattolico-romana, i santi sono stati elevati agli “onori degli altari” da uomini, sono stati “canonizzati” cioè dichiarati santi e quindi degni di adorazione (un gradino in più rispetto alla beatificazione). Nella Bibbia, invece, i santi sono sulla terra e sono stati resi tali da Dio, perché salvati per fede e grazie all’opera di redenzione compiuta da Cristo. Nella pratica cattolico-romana, i santi sono venerati, li si prega e, in alcuni casi, sono adorati. Nella Bibbia, i santi sono chiamati a venerare, adorare e pregare soltanto Dio. Infatti, la Bibbia non insegna mai a riverire, pregare, affidarci o &#8220;idoleggiare&#8221; nessun altro all’infuori di Dio. La gloria, la lode e l’onore appartengono soltanto a Lui. Soltanto Dio è degno &#8220;&#8230; di ricevere la gloria, l’onore e la potenza &#8230;&#8221; (Apocalisse 4:11), di ricevere il nostro culto, la nostra adorazione e la nostra lode (Neemia 9:6; Apocalisse 15:4). La Bibbia è assolutamente chiara sul fatto che dobbiamo adorare soltanto il Signore. Nella Bibbia, gli unici esempi di qualcun altro che non sia Dio a ricevere adorazione sono i falsi dèi, che sono Satana e i suoi demòni. Tutti i seguaci del Signore rifiutano l’adorazione. Pietro e gli apostoli rifiutarono di essere adorati (Atti 10:25, 26; 14:13-15). Gli angeli rifiutano di essere adorati (Apocalisse 19:10; 22:9). La risposta è sempre la stessa: &#8220;Adora Dio!&#8221;. Allora Gesú gli disse: &#8220;Vattene, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto&#8221; (Matteo 4:10).</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Chi sono (veramente) i santi secondo Dio?</span></em></h2>
<p><img class="size-full wp-image-5628 alignnone" alt="santi-subito" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2014/04/santi-subito.jpg" width="960" height="320" /><br />
La parola “santo” deriva dal termine greco <em>hágioi</em> che significa “separato, consacrato a Dio&#8221;. È quasi sempre usato al plurale, “santi”:</p>
<ul>
<li><em>&#8220;… Signore, ho sentito dire da molti di quest’uomo quanto male abbia fatto ai tuoi santi [inteso come discepoli] in Gerusalemme&#8221;</em><br />
(Atti 9:13);</li>
<li><em>&#8220;Avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti si recò anche dai santi residenti a Lidda&#8221;</em><br />
(Atti 9:32);</li>
<li><em>&#8220;Questo infatti feci a Gerusalemme; e avendone ricevuta l&#8217;autorizzazione dai capi dei sacerdoti, io rinchiusi nelle prigioni molti santi …”</em> (Atti 26:10).</li>
</ul>
<p>Il significato del termine “santo” attiene a un gruppo di credenti, definiti tali perché “messi da parte per il Signore” e per il Suo servizio. Esistono tre riferimenti alla parola santi per definirne il carattere pio: &#8220;Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi …&#8221; (Rom. 16:1, 2); &#8220;per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo&#8221; (Efesini 4:12); &#8220;come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi&#8221; (Efesini 5:3).</p>
<h2>I SANTI SONO I VIVI, NON I MORTI!</h2>
<p>Pertanto, biblicamente parlando, i “santi” sono il corpo stesso di Cristo, i cristiani, la chiesa. <strong>Tutti i cristiani sono considerati santi</strong> e, allo stesso, tempo sono chiamati a essere santi [cfr. Romani 8:27; I Tessalonicesi 5:23]. I Corinzi 1:2 lo afferma chiaramente: “Alla chiesa di Dio che è in Corinto ai santificati in Gesù Cristo, chiamati ad essere santi …”. Le parole “santificati” e “santi” derivano dalla stessa radice greca come il termine tradotto comunemente “santi”. I cristiani sono santi in virtù della loro unione con Cristo, perché <strong>purificati e separati dal peccato grazie al sangue di Gesù</strong>. I cristiani sono chiamati ad essere santi, a consentire sempre più alla loro vita quotidiana di armonizzarsi più strettamente con la loro posizione in Cristo.</p>
<h2>LA CONCEZIONE CATTOLICO-ROMANA ALLA LUCE DELLA BIBBIA</h2>
<p>In che modo il significato cattolico-romano dato al termine “santo” regge al confronto con l’insegnamento biblico? Non regge affatto! Nella teologia cattolico-romana, i santi sono stati elevati agli “onori degli altari” da uomini, sono stati “canonizzati” cioè dichiarati santi e quindi <strong>degni di adorazione</strong> (un gradino in più rispetto alla beatificazione). Nella Bibbia, invece, i santi sono sulla terra e sono stati resi tali da Dio, perché salvati per fede e grazie all’opera di redenzione compiuta da Cristo. Nella pratica cattolico-romana, i santi sono venerati, li si prega e, in alcuni casi, sono adorati. Nella Bibbia, i santi sono chiamati a venerare, adorare e pregare soltanto Dio. Infatti, la Bibbia non insegna mai a riverire, pregare, affidarci o &#8220;idoleggiare&#8221; nessun altro all’infuori di Dio. La gloria, la lode e l’onore appartengono soltanto a Lui. Soltanto Dio è degno &#8220;&#8230; di ricevere la gloria, l’onore e la potenza &#8230;&#8221; (Apocalisse 4:11), di ricevere il nostro culto, la nostra adorazione e la nostra lode (Neemia 9:6; Apocalisse 15:4).<br />
La Bibbia è assolutamente chiara sul fatto che dobbiamo adorare soltanto il Signore. Nella Bibbia, gli unici esempi di qualcun altro che non sia Dio a ricevere adorazione sono i falsi dèi, che sono Satana e i suoi demòni. Tutti i seguaci del Signore rifiutano l’adorazione. <strong>Pietro e gli apostoli rifiutarono di essere adorati</strong> (Atti 10:25, 26; 14:13-15). Gli angeli rifiutano di essere adorati (Apocalisse 19:10; 22:9). <strong>La risposta è sempre la stessa: &#8220;Adora Dio!&#8221;.</strong></p>
<blockquote><p>Allora Gesú gli disse: &#8220;Vattene, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto&#8221; (Matteo 4:10).
</p></blockquote>
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		<title>La più grande difesa contro la tentazione</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2013 16:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Qual è la miglior difesa contro la tentazione? Rifiutarla? Cacciarla via? Provare a non pensarci? A volte, quando proviamo a resistere alla tentazione frontalmente, è come provare a non pensare alle parole “elefante rosa” per i successivi 20 secondi – più ci provi, più ti capita. C’è un modo migliore per combattere le attrattive della carne e del nemico. Uno scrittore evangelico scrisse: Mantieni il cuore ripieno della sensazione d’amore di Dio in Cristo. Questo è il miglior modo di preservarti dal potere della tentazione nel mondo … Riempi il cuore dell’amore di Dio in Cristo, prendi piacere nei privilegi che abbiamo: la nostra adozione, giustificazione e approvazione nel Signore; colma il cuore pensando alla bellezza del Suo sacrificio; avrai grande pace nel cammino con Dio, al sicuro dal disturbo delle tentazioni. Un modo di mantenere nel cuore la sensazione dell’amore di Gesù è ringraziarlo durante il giorno. RingraziaLo per il Suo immenso amore e la Sua infinita grazia, che si rinnova ogni giorno. RingraziaLo per aver preso il tuo posto sulla croce, pagando i tuoi peccati per condurti a Dio. RingraziaLo per la Sua comprensione e la Sua compassione, per come continua ad intercedere per te. Come dice Giuda, “conservatevi nell&#8217;amore di Dio, aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo, a vita eterna”. [Giuda 1:21] Conservati nell’amore di Dio anche oggi. Ha dimostrato il Suo amore per te sulla croce. ChiediGli di mantenere nel tuo cuore questa sensazione. E quando sei tentato, non combattere frontalmente. Corri al tuo avvocato presso il trono della grazia per trovare aiuto nel momento del bisogno. Stephen Altrogge (autore de  &#8220;La Cospirazione dell&#8217;Erba più Verde&#8221;)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080;font-family: pt serif;font-weight: normal">Qual è la miglior difesa contro la tentazione? Rifiutarla? Cacciarla via? Provare a non pensarci?</span></em></h2>
<p><img src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/tentazione_post.jpg" alt="difesa dalla tentazione" width="960" height="320" class="alignnone size-full wp-image-4986" /></p>
<p>A volte, quando proviamo a resistere alla tentazione frontalmente, è come provare a non pensare alle parole “elefante rosa” per i successivi 20 secondi – più ci provi, più ti capita. C’è un modo migliore per combattere le attrattive della carne e del nemico. Uno scrittore evangelico scrisse:</p>
<blockquote><p>Mantieni il cuore ripieno della sensazione d’amore di Dio in Cristo. Questo è il miglior modo di preservarti dal potere della tentazione nel mondo …<br />
Riempi il cuore dell’amore di Dio in Cristo, prendi piacere nei privilegi che abbiamo: la nostra adozione, giustificazione e approvazione nel Signore; colma il cuore pensando alla bellezza del Suo sacrificio; avrai grande pace nel cammino con Dio, al sicuro dal disturbo delle tentazioni.</p></blockquote>
<p>Un modo di mantenere nel cuore la sensazione dell’amore di Gesù è ringraziarlo durante il giorno. RingraziaLo per il Suo immenso amore e la Sua infinita grazia, che si rinnova ogni giorno. RingraziaLo per aver preso il tuo posto sulla croce, pagando i tuoi peccati per condurti a Dio. RingraziaLo per la Sua comprensione e la Sua compassione, per come continua ad intercedere per te.</p>
<p>Come dice Giuda, <em>“conservatevi nell&#8217;amore di Dio, aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo, a vita eterna”</em>. [Giuda 1:21]</p>
<p>Conservati nell’amore di Dio anche oggi. Ha dimostrato il Suo amore per te sulla croce. ChiediGli di mantenere nel tuo cuore questa sensazione. E quando sei tentato, non combattere frontalmente. Corri al tuo avvocato presso il trono della grazia per trovare aiuto nel momento del bisogno.</p>
<p style="text-align: right"><strong><em>Stephen Altrogge<br />
</em></strong><em>(autore de  <a title="vai al libro" href="http://www.adi-media.it/catalog/product_info.php?products_id=977" target="_blank">&#8220;La Cospirazione dell&#8217;Erba più Verde&#8221;</a>)</em></p>
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		<title>Terremoto e tsunami colpiscono il Giappone</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 14:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Preghiamo per questa nazione duramente colpita da questa catastrofe, affinché si aprano le porte per scoprire la consolazione e la forza che si trovano solo in Dio Il potente terremoto al largo della costa nord-orientale del Giappone di venerdì pomeriggio 11 marzo ha scosso edifici lontani dall’epicentro fino ad oltre 300 chilometri, fino a Tokyo. La scossa ha provocato uno tsunami devastante lungo le aree costiere, trascinando con se&#8217; automobili, navi, case e montagne di detriti attraverso città e campagne, lasciando una scia di devastazione e morte. L’onda anomala, una parete d&#8217;acqua tra i 3 e i 10 metri, ha sconvolto la città costiera di Sendai e il vicino entroterra. Il fratello pastore Russ Turney, direttore regionale per l&#8217;Asia e il Pacifico della Società Missionaria Mondiale delle Assemblies of God statunitensi, ha potuto contattare i 31 fratelli pastori missionari presenti con le loro famiglie in Giappone, assicurandosi della loro incolumita’, anche se le conseguenze sulle Chiese nel paese sono ancora sconosciute. Secondo quanto riporta Yoriko Yabuki, moglie di un pastore giapponese negli Stati Unitie e figlia di Yukio Funatsu, il tesoriere generale delle Assemblee di Dio in Giappone, sembra che il distretto di Touhoku (assimilabile ad una regione italiana) e in particolare la prefettura di Miyagi (una provincia), nel nord-est del Giappone siano state le più colpite dal terremoto e dallo tsunami. &#8220;Ho parlato con mio padre che vive a Tokyo questa mattina&#8221; ci ha detto &#8220;Il distretto Touhoku ha 20 Chiese delle Assemblee di Dio, e Miyagi è stata la zona più colpita. L’aeroporto di Sendai (capitale della prefettura di Miyagi) è allagato e 1.300 persone si sono messe al sicuro al secondo piano, e l’aeroporto di Narita (circa 20 km a est di Tokyo) è chiuso. I collegamenti con autostrade e treni locali (elemento chiave per un paese la cui mobilità pubblica è quella principale e si usa molto poco la macchina) stanno per essere ripristinati&#8221;. Due ore prima del terremoto, Yabuki dice che suo padre le ha riferito di &#8220;sentire qualcosa&#8221;. Successivamente ha chiamato un amico pastore del distretto di Miyagi, ma dopo il terremoto non è stato possibile avere più alcun contatto. Tuttavia la paura non è finita; c’è grande tensione per ciò che potrebbe ancora avvenire: a Tokyo si guarda verso la costa per i timore di un nuovo tsunami che potrebbe colpire la linea costiera del Giappone sul Pacifico, a ciò si aggiungono i danni e gli incendi delle città colpite dal maremoto. In un messaggio al presidente delle Assemblee di Dio in Giappone, Makoto Hosoi, il fratello George O. Wood (presidente dell’opera delle Assemblee di Dio negli Stati Uniti e del Congresso Mondiale delle Assemblee di Dio) ha espresso l’impegno nella preghiera per il paese e per la chiesa offrendo anche assistenza materiale e finanziaria per mezzo del Convoy of Hope, l’agenzia di soccorso delle Assemblee di Dio Statunitensi. Invitiamo anche noi i nostri lettori a pregare per i credenti e tutta la popolazione giapponese colpita, affinchè il Signore dia conforto, forza e consolazione e anche, come avvenuto per lo tsunami del 2004, si aprano le porte affinché molte persone vengano a conoscenza del messaggio dell&#8217;Evangelo e che i credenti possano essere portatori di aiuto sì materiale, ma soprattutto spirituale in queste ore così buie. Lo Staff di Evangelo.it via Assemblies of God News AGGIORNAMENTO Dopo la catastrofe lo staff missionario delle Assemblies of God aveva cercato di contattare i 19 pastori che servono il Signore nelle zone colpite, e, nonostante le difficoltà a comunicare, pian piano sono stati raggiunti tutti. Non si hanno notizie di fratelli e sorelle deceduti nella tragedia, ma Convoy of Hope, affiancandosi ai pastori e missionari locali hanno cominciato una operazioni umanitarie e di sostegno alla popolazione. Naturalmente, anche gli edifici delle chiese coinvolte sono stati distrutti ma, nel mezzo della tragedia, si sta spandendo ancor più il messaggio dell&#8217;Evangelo, l&#8217;unico che può dare una speranza eterna al cuore dell&#8217;uomo. FOTO E MAGGIORI INFORMAZIONI: http://world.ag.org/article/japan</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>Preghiamo per questa nazione duramente colpita da questa catastrofe, affinché si aprano le porte per scoprire la consolazione e la forza che si trovano solo in Dio</strong></span></p>
<p>Il potente terremoto al largo della costa nord-orientale del Giappone di venerdì pomeriggio 11 marzo ha scosso edifici lontani dall’epicentro fino ad oltre 300 chilometri, fino a Tokyo.<br />
La scossa ha provocato uno tsunami devastante lungo le aree costiere, trascinando con se&#8217; automobili, navi, case e montagne di detriti attraverso città e campagne, lasciando una scia di devastazione e morte.</p>
<p>L’onda anomala, una parete d&#8217;acqua tra i 3 e i 10 metri, ha sconvolto la città costiera di Sendai e il vicino entroterra.<br />
Il fratello pastore Russ Turney, direttore regionale per l&#8217;Asia e il Pacifico della Società Missionaria Mondiale delle Assemblies of God statunitensi, ha potuto contattare i 31 fratelli pastori missionari presenti con le loro famiglie in Giappone, assicurandosi della loro incolumita’, anche se le conseguenze sulle Chiese nel paese sono ancora sconosciute.</p>
<p>Secondo quanto riporta Yoriko Yabuki, moglie di un pastore giapponese negli Stati Unitie e figlia di Yukio Funatsu, il tesoriere generale delle Assemblee di Dio in Giappone, sembra che il distretto di Touhoku (assimilabile ad una regione italiana) e in particolare la prefettura di Miyagi (una provincia), nel nord-est del Giappone siano state le più colpite dal terremoto e dallo tsunami.<br />
&#8220;Ho parlato con mio padre che vive a Tokyo questa mattina&#8221; ci ha detto &#8220;Il distretto Touhoku ha 20 Chiese delle Assemblee di Dio, e Miyagi è stata la zona più colpita. L’aeroporto di Sendai (capitale della prefettura di Miyagi) è allagato e 1.300<br />
persone si sono messe al sicuro al secondo piano, e l’aeroporto di Narita (circa 20 km a est di Tokyo) è chiuso.<br />
I collegamenti con autostrade e treni locali (elemento chiave per un paese la cui mobilità pubblica è quella principale e si usa molto poco la macchina) stanno per essere ripristinati&#8221;.</p>
<p>Due ore prima del terremoto, Yabuki dice che suo padre le ha riferito di &#8220;sentire qualcosa&#8221;. Successivamente ha chiamato un amico pastore del distretto di Miyagi, ma dopo il terremoto non è stato possibile avere più alcun contatto.</p>
<p>Tuttavia la paura non è finita; c’è grande tensione per ciò che potrebbe ancora avvenire: a Tokyo si guarda verso la costa per i timore di un nuovo tsunami che potrebbe colpire la linea costiera del Giappone sul Pacifico, a ciò si aggiungono i danni e gli incendi delle città colpite dal maremoto.</p>
<p>In un messaggio al presidente delle Assemblee di Dio in Giappone, Makoto Hosoi, il fratello George O. Wood (presidente dell’opera delle Assemblee di Dio negli Stati Uniti e del Congresso Mondiale delle Assemblee di Dio) ha espresso l’impegno nella preghiera per il paese e per la chiesa offrendo anche assistenza materiale e finanziaria per mezzo del Convoy of Hope, l’agenzia di soccorso delle Assemblee di Dio Statunitensi.</p>
<p><em>Invitiamo anche noi i nostri lettori a pregare per i credenti e tutta la popolazione giapponese colpita, affinchè il Signore dia conforto, forza e consolazione e anche, come avvenuto per lo tsunami del 2004, si aprano le porte affinché molte persone vengano a conoscenza del messaggio dell&#8217;Evangelo e che i credenti possano essere portatori di aiuto sì materiale, ma soprattutto spirituale in queste ore così buie.</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Lo Staff di </em></strong><em><strong>Evangelo.it</strong><br />
<strong>via </strong></em><strong><em><a href="http://bit.ly/guqVXx" target="_blank">Assemblies of God News</a></em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: large;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">AGGIORNAMENTO</span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Dopo la catastrofe lo staff missionario delle Assemblies of God aveva cercato di contattare i 19 pastori che servono il Signore nelle zone colpite, e, nonostante le difficoltà a comunicare, pian piano sono stati raggiunti tutti. Non si hanno notizie di fratelli e sorelle deceduti nella tragedia, ma Convoy of Hope, affiancandosi ai pastori e missionari locali hanno cominciato una operazioni umanitarie e di sostegno alla popolazione.<br />
Naturalmente, anche gli edifici delle chiese coinvolte sono stati distrutti ma, nel mezzo della tragedia, si sta spandendo ancor più il messaggio dell&#8217;Evangelo, l&#8217;unico che può dare una speranza eterna al cuore dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>FOTO E MAGGIORI INFORMAZIONI:</strong> <a href="http://world.ag.org/article/japan" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><em>http://world.ag.org/article/japan</em></span></a></p>
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		<title>Il dono</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 11:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Dono]]></category>
		<category><![CDATA[festivita']]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Salvezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Scoprire il regalo più grande che sia mai stato fatto</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>Scoprire il regalo più grande che sia mai stato fatto</strong></span></p>
<p>Proprio in questi giorni, tutti corrono da una parte all’altra, da un negozio ad un altro, spediscono cartoline d’auguri e si scambiano regali.<br />
Risucchiati da questo vortice, forse perdiamo di vista proprio il Dono più prezioso che sia mai stato fatto all’uomo.</p>
<p>La Bibbia dice che “nella pienezza dei tempi, Dio mandò il Suo Figliolo”, quale Dono di salvezza e di vita per l’umanità intera, infatti, è scritto: “… Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Vangelo di Giovanni 3:16), “perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesú, nostro Signore” (Lettera ai Romani 6:23).</p>
<p>Un Dono, essendo tale, non deve essere guadagnato, perché qualcun altro ha pagato e il destinatario del dono non deve fare altro che accettarlo, riceverlo ed esprimere gratitudine al Donatore. Così è per la Grazia divina, un Dono immeritato, “infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtú di opere affinché nessuno se ne vanti” (Lettera agli Efesini 2:8, 9).</p>
<p>Gesù Cristo ha già comprato per noi il Dono del perdono, della salvezza e della vita eterna, lo ha acquistato non con denaro, ma con il Suo prezioso sangue: è morto sulla croce del Calvario per donarci vita e salvezza ed ora rivolge al tuo cuore lo stesso appello indirizzato ad una donna secoli fa: “Se tu conoscessi il dono di Dio … tu stessa gliene avresti chiesto” (Vangelo di Giovanni 4:10). Ebbene rivolgiti a Lui con fede!</p>
<p>E in questi giorni dove tutti si scambiano doni, Dio stesso ti sta offrendo il Dono più prezioso: Cristo Gesù. Se tu Lo accetti come tuo personale Salvatore potrai esclamare, come fece l’apostolo Paolo: “Ringraziato sia Dio per il suo dono ineffabile!” (Seconda Lettera ai Corinzi 9:15). </p>
<p>Se inviti Gesù nel tuo cuore, potrai festeggiare una nascita nuova e speciale, la tua.<br />
<em><br />
Buona Festa!</em></p>
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		<title>Bestemmia: sempre peccato o da contestualizzare?</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/bestemmia-sempre-peccato-o-da-contestualizzare/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 16:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[bestemmia]]></category>
		<category><![CDATA[compromesso]]></category>
		<category><![CDATA[volgarit]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I dizionari la definiscono come un’offesa a Dio con espressioni ingiuriose, nel suo significato il termine denota maldicenza e calunnia, nel senso scritturale, indica un detto irriverente e ingiurioso, concernente Dio, il Suo amore o i Suoi attributi.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>I dizionari la definiscono come un’offesa a Dio con espressioni ingiuriose, nel suo significato il termine denota maldicenza e calunnia, nel senso scritturale, indica un detto irriverente e ingiurioso, concernente Dio, il Suo amore o i Suoi attributi. </strong></span></p>
<p>L’argomento si ripropone quando a pronunciare la bestemmia è un personaggio pubblico.<br />
In realtà è la normalità di tanti che la credono innocua.<br />
Alcuni, anche religiosi, ritengono che bisogna contestualizzarla, altri che spesso è sbagliato pronunciarla: la Bibbia la condanna sempre.<br />
Il cambiamento è palese nei vari aspetti della vita.<br />
Evidentemente il deteriorarsi di certi valori anche nelle istituzioni e norme di comportamento tradizionale hanno il loro peso.<br />
Molti credono che sia un bene per l’uomo bestemmiare e così sfogare il proprio nervosismo.<br />
La bestemmia non aiuta a liberare dall’ira, che invece mette radici più profonde e si alimenta da sola, come ricorda la Bibbia: “La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira”<br />
Fin dall’antichita’ il paziente Giobbe diceva: “Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia, la grandezza del riscatto non ti spinga a deviare!”<br />
I dizionari la definiscono come un’offesa della divinità con espressioni ingiuriose.<br />
Nel suo significato primitivo il termine bestemmia denota ogni genere di maldicenza e calunnia. Nel senso ristretto scritturale, e anche nell’uso comune, indica un detto irriverente e ingiurioso, concernente Dio, il Suo amore o i Suoi attributi.<br />
In Israele la Legge di Mosè comandava: “Non bestemmierai contro Dio e non maledirai il principe del tuo popolo” e ai tempi del libro dell’Esodo un bestemmiatore fu lapidato.<br />
Nel Nuovo Testamento resta l’avversione divina: “Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca… Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!”.<br />
Con la venuta di Gesù, l’accento si è però spostato dalla repressione alla responsabilizzazione.<br />
Gli stessi credenti sono invitati a non dare occasione di bestemmia ai non credenti: “Il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra gli stranieri” (Lettera di Paolo ai Romani 2:24).<br />
L’escalation della bestemmia è stata anticipata dalla Bibbia: “…negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili. Poiché gli uomini saranno … bestemmiatori…” (Seconda lettera di Paolo a Timoteo 3:1,2).<br />
In ogni caso è vicino il giorno in cui si dira’: “&#8230;Il Signore e’ venuto con le sue sante miriadi per far giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno ampiamente commesse, e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno proferito contro di lui”.<br />
A quanti vorrebbero non bestemmiare ma non riescono, Gesù ricorda: “Dall’abbondanza del cuore la bocca parla”.<br />
Occorre quindi invitare il Salvatore nella propria vita: Egli cambierà e trasformerà l’esistenza, e quindi il linguaggio, di chi Lo invoca.</p>
<p style="text-align: right;">Articolo tratto da <a href="http://www.assembleedidio.org/cristianioggi.php" target="_blank"><em>Cristiani Oggi</em></a></p>
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		<title>Un Occhio su Scientology</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Scientology è la setta del momento, vediamo cosa annuncia e com'è strutturata dalle notizie che si raccolgono in rete.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vediamo meglio cos&#8217;è questa setta da ciò che troviamo in rete&#8230;</strong></p>
<p>Negli ultimi tempi, la setta &#8220;Scientology&#8221;, sta assumendo sempre più rilevanza e importanza a livello internazionale, grazie anche all&#8217;adesione di molte star di Hollywood.</p>
<p>Ma vediamo meglio cos&#8217;è Scientology dalle informazioni che si possono raccogliere in rete&#8230;<br />
<strong><em>Il seguente articolo è tratto dall&#8217;Enciclopedia Tascabile Newton</em>, numero 23, pag. 67-70. Luglio 1994.</strong></p>
<p>La Scientologia è uno dei movimenti più controversi e di difficile classificazione anche se adotta stili da psico-setta. Nonostante le polemiche, la sua attività di propaganda resta intensa in diversi paesi. I suoi insegnamenti rimangono decisamente segreti e mescolano insieme gnosticismo e fantascienza.</p>
<p>La Scientologia ha spesso avviato azioni giudiziarie contro coloro che ha percepito come avversari o peggio &#8220;stranieri interni&#8221;, &#8220;il che ha senza dubbio contribuito a rendere prudenti alcuni potenziali ricercatori&#8221;&#8230; (1)</p>
<p>l fondatore di questa &#8220;chiesa&#8221; fu Ron Hubbard (1911-1986), scrittore di fantascienza. Agli inizi degli anni Cinquanta, Hubbard presentò la Dianetica, sistema complesso che in certi punti ricorda la psicanalisi. Secondo la teoria Dianetica, gli <em>engrammi</em> (cioè i ricordi inconsci di esperienze passate dolorose o angosciose) ci impediscono di godere del nostro pieno potenziale. Attraverso una pratica originale, queste esperienze passate sono riportate alla memoria e in qualche modo cancellate. Con le sue tecniche Hubbard entrò subito in polemica con la psichiatria e la psicanalisi ufficiali, dando origine a controversie non ancora quietate. Il maestro con un colpo di genio fondò una religione, La chiesa di Scientologia, per usufruire della libertà di culto che è fiore all&#8217;occhiello della democrazia USA. Hubbard elaborò così una vera e propria cosmologia e una antropologia alternative (2). L&#8217;uomo è uno spirito che ha un corpo: alla morte fisica l&#8217;uomo abbandona questo corpo, ma quello che si perpetua attraverso incarnazioni successive è il <em>thetan</em> (lo spirito, che viene a unirsi al corpo qualche minuto dopo il parto).</p>
<p><strong>Per la Scientologia l&#8217;uomo è <em>dirty</em>, cioè sporco, in quanto infettato dagli &#8220;engrammi negativi&#8221;.</strong> Tutto il processo di costruzione e di evoluzione consiste nel diventare <em>clear</em> attraverso le tecniche della Dianetica. Il clear è una persona che ha raggiunto uno stato così evoluto da godere di poteri telepatici, conservare il ricordo di tutte le percezioni passate e acquistare una memoria straordinaria, per cui può liberarsi dai mali del corpo, dai dolori e da ogni tipo di reumatismi. In effetti non si tratta soltanto per il clear di essere capace di perseguire i suoi fini nell&#8217;esistenza, ma anche di acquisire una formazione scientologica con la quale egli può raggiungere in seguito tutta una scala di stati ulteriori, cioè quelli di &#8220;thetan operante&#8221;, come dice la sigla OT (Operating Thetan). Dopo essersi sbarazzati del <em>mentale reattivo</em> che impedisce di godere del loro pieno potenziale, gli Scientologi passeranno successivamente ai diversi livelli di OT che permetteranno loro di sviluppare ancora di più le loro capacità, soprattutto quella di esteriorizzazione. <strong>Èimportante precisare che tutto questo processo costa una piccola fortuna </strong>(3).<br />
<strong><br />
Nell&#8217;itinerario scientologico di gratuito c&#8217;è solo il test di personalità iniziale che serve per adescare il futuro membro.</strong> In base a duecento risposte a domande molto diverse, i reclutatori della Scientologia suggeriranno alla persona avvicinata di seguire un corso per potenziare la comunicazione, a un prezzo ragionevole e con effetti sicuramente positivi. Solo alla fine di questo corso, il discepolo sarà oggetto di richieste insistenti perché si impegni di più. <strong>I nuovi corsi avranno un prezzo sempre più elevato.</strong> Le successive operazioni riguardano il cosiddetto <em>auditing</em>, nel corso del quale avvengono i ritorni nel passato, nelle vite anteriori, per cancellare gli engrammi. Molte persone, durante queste interviste, rivelano anche intimi dettagli della loro vita sessuale e particolari intorno a esperienze dolorose del loro passato. Tutte le informazioni emerse durante le sedute di auditing, vengono trascritte e conservate negli archivi di Scientology. In scientology non può esserci privacy!</p>
<p><strong>Se qualcuno decide di impegnarsi ancora di più, entrerà nella <em>Sea Organization</em></strong>. Si tratta di una organizzazione di fraternità in seno alla struttura della chiesa di Scientologia. I suoi membri sono persone estremamente devote che &#8220;hanno fatto voto di servire in eterno la chiesa stessa&#8221;. La Sea Organization vive in comunità come gli ordini religiosi tradizionali. Si chiama così, <em>Sea</em>, &#8220;mare&#8221;, perché tra il 1966 e il 1975 parecchi battelli servivano come luoghi di ritiro religioso. L&#8217;equipaggio era composto da membri dell&#8217;organizzazione, che aveva adottato anche l&#8217;uniforme della Marina.<strong> I membri di tale organizzazione servono &#8220;in eterno&#8221; Scientology, in quanto firmano un impegno per il prossimo&#8230; miliardo di anni.</strong></p>
<p>Le conoscenze segrete della Scientologia si apprendono a tappe successive, e quindi molto lentamente. Possiamo rivelare alcuni elementi, ma non tutto l&#8217;insieme delle credenze e delle mitologie. <strong>Intanto la Scientologia considera &#8220;soppressive&#8221; le persone che le si oppongono</strong>; si tratta di persone che commettono azioni volontarie volte a fermare o a distruggere la Scientologia o uno dei suoi membri. Scrivere una lettera contro la Scientologia alla stampa, per esempio, è già un atto &#8220;soppressivo&#8221;. Gli adepti della Scientologia devono &#8220;disconnettersi&#8221; dalle persone &#8220;soppressive&#8221;, anche se si tratta di parenti o di amici molto vicini. L&#8217;invenzione di un linguaggio più o meno mitologico è parte integrante della visione del mondo tipica della Scientologia. E così è altrettanto tipico un mito di origine così riassunto da Cragnon:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8220;All&#8217;origine i Thetan esistevano da soli, onnipotenti, onniscienti, indistruttibili e immortali. Ma non avendo nulla da fare, soffrivano della loro stessa immortalità. Per uscire dalla noia decisero di giocare un gioco, creando vari universi. I Thetan caddero vittima del loro stesso tranello: si fecero assorbire dagli universi che avevano creato, universi fatti di materia, di energia, di spazio e di tempo. fino a dimenticare che essi stessi ne erano i creatori. Così essi persero la loro potenza e la loro onniscienza. Nel mondo in cui viviamo, giacché i Thetan hanno dimenticato la loro autentica identità spirituale, essi credono di essere soltanto dei corpi&#8221;. (Cft. Cragnon R., &#8220;La Scientologie, une nouvelle religion de la puissance&#8221;, cit., in Mayer J. F., p. 303.)</em></p>
<p><strong>Alcune testimonianze di dissidenti che hanno percorso l&#8217;intero processo di iniziazione hanno permesso di ricostruire altri segreti</strong>. Per esempio, il passaggio al livello di OT III è descritto come &#8220;la traversata del muro di fuoco&#8221;. Gli insegnamenti segreti spiegano che le disgrazie degli esseri umani risalgono ai misfatti di un tiranno chiamato Xenu, capo della confederazione intergalattica, vissuto circa 75 milioni di anni fa. Egli provocò una catastrofe terrificante, che ancora oggi ha un impatto terribile sulle nostre vite e sulla nostra civiltà. Ma coloro che arrivano al livello di OT III apprendono che numerosi &#8220;Thetan del corpo&#8221; (non meglio identificati) sono come incrostati su ciascuno di noi in quanto Thetan; quindi si tratta di una sorta di invasamento o di possessione. L&#8217;evoluzione consiste nell&#8217;apprendimento delle tecniche segrete che permettono di separarsi da queste centinaia di Thetan. Chi vuole avanzare nel processo spirituale deve liberarsi dalle incrostazioni. Siamo quindi infestati da spiriti parassiti. Una fuoriuscita dalla setta, Giulia Darcondo, ha narrato che le tecniche segrete sono in sostanza una serie di esorcismi laici. Le esperienze sono sconvolgenti in quanto si assiste a una sorta di lotta contro queste entità estranee durante la quale si odono voci &#8220;interiori&#8221; che si suppone provenire da questi Thetan. Il tutto è comunque avvolto nel più fitto mistero, anche perché i membri ancora operanti nella Scientologia contestano le affermazioni dei fuoriusciti e sono sempre pronti a scatenare offensive giuridiche, coadiuvati dai migliori avvocati che si possono trovare sulla piazza (4).</p>
<p>Note:<br />
(1) Cfr. Mayer J. F., &#8220;Tra gnosi, magia e fantascienza. la Scientologia&#8221;, in I nuovi movimenti religiosi, cit., p. 292.<br />
(2) Cfr. New Age Encyclopedie, (a cura di G. Melton), ed. Gale Res. Inc., 1990. pp. 103 e ss.<br />
(3) Introvigne M. &#8220;La Scientologia&#8221;, in I Nuovi Culti cit. p. 152.<br />
(4) Cfr. Mayer J. F., op. cit., p 293.</p>
<p><strong><em>A cura della dott.sa Cecilia G. Trocchi.<br />
</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Naturalmente, nonostante il simbolo possa trarre in inganno, non c&#8217;è nulla in Scientology che si possa lontanamente avvicinare a qualcosa di cristiano.</p>
<p>La Bibbia stessa ci invita ad una grande cautela verso filosofie e pensieri umani che nulla hanno a che fare con Cristo:<br />
<em><strong>&#8220;Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo; perchè in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità; e in Lui voi avete tutto pienamente.&#8221;</strong></em><br />
(Colossesi 2:8-10).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Vai sul sito" href="http://www.allarmescientology.it/stampa.htm" target="_blank"><strong>Sul sito esterno non-cristiano &#8220;Allarme Scientology&#8221; si possono trovare articoli che possono dare una visione ancora più approfondita di questa organizzazione</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Vera Pasqua</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La festa della pasqua non è solo una data del calendario liturgico, ma nasconde un messaggio ben più profondo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>La festa della pasqua non è solo una data del calendario liturgico, ma nasconde un messaggio ben più profondo</strong></span></p>
<p>Al pari di altre feste religiose, anche la Pasqua è un appuntamento consueto. Ma, oltre ad essere una fra le date del calendario liturgico o annoverata tra le cosiddette “feste comandate”, che cosa significa davvero Pasqua?</p>
<p><strong>La Bibbia</strong> ci fa andare indietro di secoli, quando, in origine, Dio stabilisce la celebrazione della Pasqua per commemorare la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto. L’ultima piaga si sarebbe abbattuta sul Faraone ed il suo popolo: l’Angelo dell’Eterno sarebbe passato a colpire i primogeniti degli egiziani, “passando oltre” le famiglie d’Israele che, secondo l’ordine di Dio, avevano segnato le proprie case con il sangue di un agnello: “Infatti, il Signore passerà per colpire gli Egiziani; e, quando vedrà il sangue sull’architrave e sugli stipiti, allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nelle vostre case per colpirvi” (Esodo 12:23). La presenza o l’assenza del sangue avrebbe fatto la differenza!</p>
<p><strong>La Pasqua</strong>, perciò, non si riduce ad una semplice festività religiosa, da celebrare con mangiate di dolciumi, essa ha un grande significato; è intesa a ricordarci che Dio ha provveduto anche per noi un Agnello e che per il Suo sangue sparso c’è stata offerta salvezza e liberazione. Giovanni il battista, additando a Gesù, esclama: “Ecco l&#8217;Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29). Noi tutti siamo meritevoli di giudizio, a causa del nostro peccato, ma in Cristo possiamo ottenere salvezza perché: “…anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata” (I Corinzi 5:7).</p>
<p><strong>L’Agnello è stato offerto</strong>, la salvezza provveduta. Ora spetta a noi “segnare” il nostro cuore con il Suo sangue, perché: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi … ma il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato” (I Giovanni 1:7, 8), infatti, siamo stati riscattati “con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia” (I Pietro 1:19). Dio ha detto: “Quando vedrò il sangue, passerò oltre”; non quando vedrò le tue buone opere, i tuoi meriti, le tue funzioni religiose… Il passaggio da una vita di schiavitù ad una di libertà, da una di giudizio ad una di salvezza deve essere contrassegnato dal sangue di Gesù; riponi la tua fede in quel sacrificio e sarai salvato.</p>
<p>Caro amico, oggi puoi festeggiare la vera Pasqua, ubbidire alla Parola del Signore che ti invita a fare di Gesù il tuo Salvatore, il Quale disse: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).</p>
<p>Se vuoi saperne di più e conoscere meglio il messaggio della salvezza scrivici a <strong>info@evangelo.it</strong> oppure <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=475"><strong>clicca qui</strong></a></p>
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		<title>Sollievo per la Carne</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
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		<category><![CDATA[festivita']]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una festa fatta di eccessi alla luce della Bibbia Questo è il significato letterale della parola “carnevale” (carne levare), una delle tante feste, di origine pagana, che affolla il nostro calendario. Gli elementi caratteristici della festa sono principalmente la baldoria, le maschere, gli scherzi… LE ORIGINI Se dovessimo fare un esame attento sull’origine del Carnevale, saremmo sconcertati dal sapere che, ciò che viene considerato innocente e distensivo, affonda le radici in veri e propri riti pagani che ispiravano orge, atti illeciti collegati direttamente alle feste dionisiache greche (Dionisio era il dio greco del vino) caratterizzate dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza ed esaltazione, dando libero sfogo agli istinti più sfrenati. Esiste anche un collegamento alle feste pagane dei saturnali (feste romane celebrate in onore del dio Saturno), cerimonie religiose di carattere licenzioso che prevedevano, tra l’altro, la temporanea sospensione – semplicemente consentita per opportunismo &#8211; del rapporto servo-padrone a significare la libertà di operare contrariamente all’ordine comune: a carnevale ogni scherzo vale! Ribaltando i ruoli, ogni follia era lecita! L’avvento del cristianesimo istituzionalizzato privò del contenuto magico e rituale questa e tante altre feste pagane, tuttavia le pratiche rimasero inalterate. Il clero medievale tollerò i riti popolari collegati al carnevale nonostante la loro grossolanità: festa dell’asino, dei folli ed altri ancora. LE MASCHERE Le prime testimonianze documentarie riguardanti il Carnevale confermano la caratteristica dell’uso sregolato dei cibi, delle bevande e dei piaceri sensuali, sovvertendo intenzionalmente l’ordine vigente delle cose e scambiando i ruoli sociali. Tutto ciò nascondendo la vecchia identità dietro le maschere. La storia ci racconta di Enrico II di Francia che attraversò Parigi in maschera per sentire ciò che i sudditi dicevano di lui. Dopo di lui Enrico IV. In seguito, nel 1655, il Re Sole comparve mascherato ad una festa e da allora fu ripresa definitivamente questa tradizione, ancora fortemente radicata nella nostra cultura. Ormai, carri allegorici e maschere sono la caratteristica predominante del carnevale, basti pensare al Carnevale di Rio de Janeiro, di Venezia, Viareggio e molti altri ancora dal nord al sud della Penisola. Secondo alcuni esperti, la maschera nera sul viso di Arlecchino, il volto bipartito di Pulcinella, il corpetto e i campanacci sul dorso dei mamutones sardi, sono richiami all’occulto, per non parlare, poi, dell’uso delle maschere tribali in Africa o quelle degli sciamani usate in Niger o in Messico che sono utilizzate per allontanare i demoni. Le popolazioni della Malesia usavano invece travestirsi come auspicio per la fertilità del suolo. Anche se oggi le maschere hanno perduto l’atavico retaggio dell’occulto, sono ancora il segno di una cultura che non ha mai smesso di essere pagana dove è costante il gusto per l’osceno, il travestimento, la simulazione, l’esibizionismo e la morte. LA BIBBIA Ovviamente, non c’è scritto da nessuna parte nella Parola di Dio che i nostri figli non si debbano mascherare da Batman, Robin, Spiderman, come nel passato ci si mascherava da Zorro, Cenerentola e via dicendo. Ma è assolutamente vero, però, che la Bibbia presenta dei principi che rispecchiano lo Spirito di santità e di grazia proprie del Signore, che hanno decisamente poco a che fare con il disordine e la sensualità che contraddistinguono il Carnevale. L’ordine che tale festa vuole infrangere si scontra chiaramente con quello che Dio ha stabilito sin da principio (cfr. Gen. 1:11, 21, 25); tutto ciò è in abominio al Signore: “La donna non si vestirà da uomo, e l&#8217;uomo non si vestirà da donna poiché il Signore, il tuo Dio, detesta chiunque fa tali cose” (Deut. 22:5; cfr. anche II Cor. 11:4:16). Il cristiano nato di nuovo deve essere ispirato ad un principio di santità: “Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell&#8217;ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: &#8220;Siate santi, perché io sono santo” (I Pietro 14-16) e non deve farsi avviluppare dal sistema di cose che agita questa nostra travagliata società: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2). Il vero credente non ha paura di andare controcorrente rispetto all’andazzo del mondo – anche se rischia di essere tacciato di bigottismo – perché egli non è schiavo delle mode del momento e tantomeno di certe festività che si rifanno a principi estranei alla sobrietà e all’equilibrio biblico, perciò siamo chiamati ad esaminare ciò che sia accetto al Signore ed agire di conseguenza: “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele” (Efesini 5:10, 11). Il credente in Cristo vive una vita nuova che non è un travestimento o una mascheratura ma una dismissione di ciò che non gli appartiene più: “…avete svestito l&#8217;uomo vecchio con i suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l&#8217;ha creato” (Colossesi 3:10). Il Carnevale, come Halloween, e come ogni altra festività religiosa o pagana che sia, divenga per ogni vero credente consacrato a Dio una testimonianza di fedeltà e di santità. Egli non bisogno di liberarsi da inibizioni terrene o sfogarsi da pulsioni carnali represse, ma di vivere appieno la propria libertà cristiana, scevro da ogni senso di inferiorità rispetto a ciò che fa la maggioranza ma, soprattutto, felice della propria identità da non mascherare e né nascondere perché: “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitú” (Galati 5:1).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/sollievo-per-la-carne/">Sollievo per la Carne</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>Una festa fatta di eccessi alla luce della Bibbia</strong></span></p>
<p>Questo è il significato letterale della parola “carnevale” (<em>carne levare</em>), una delle tante feste, di origine pagana, che affolla il nostro calendario. Gli elementi caratteristici della festa sono principalmente la baldoria, le maschere, gli scherzi…</p>
<h2>LE ORIGINI</h2>
<p>Se dovessimo fare un esame attento sull’origine del Carnevale, saremmo sconcertati dal sapere che, ciò che viene considerato innocente e distensivo, affonda le radici in veri e propri riti pagani che ispiravano orge, atti illeciti collegati direttamente alle feste dionisiache greche (Dionisio era il dio greco del vino) caratterizzate dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza ed esaltazione, dando libero sfogo agli istinti più sfrenati. Esiste anche un collegamento alle feste pagane dei saturnali (feste romane celebrate in onore del dio Saturno), cerimonie religiose di carattere licenzioso che prevedevano, tra l’altro, la temporanea sospensione – semplicemente consentita per opportunismo &#8211; del rapporto servo-padrone a significare la libertà di operare contrariamente all’ordine comune: a carnevale ogni scherzo vale! Ribaltando i ruoli, ogni follia era lecita!</p>
<p>L’avvento del cristianesimo istituzionalizzato privò del contenuto magico e rituale questa e tante altre feste pagane, tuttavia le pratiche rimasero inalterate. Il clero medievale tollerò i riti popolari collegati al carnevale nonostante la loro grossolanità: festa dell’asino, dei folli ed altri ancora.</p>
<h2>LE MASCHERE</h2>
<p>Le prime testimonianze documentarie riguardanti il Carnevale confermano la caratteristica dell’uso sregolato dei cibi, delle bevande e dei piaceri sensuali, sovvertendo intenzionalmente l’ordine vigente delle cose e scambiando i ruoli sociali. Tutto ciò nascondendo la vecchia identità dietro le maschere. La storia ci racconta di Enrico II di Francia che attraversò Parigi in maschera per sentire ciò che i sudditi dicevano di lui. Dopo di lui Enrico IV. In seguito, nel 1655, il Re Sole comparve mascherato ad una festa e da allora fu ripresa definitivamente questa tradizione, ancora fortemente radicata nella nostra cultura. Ormai, carri allegorici e maschere sono la caratteristica predominante del carnevale, basti pensare al Carnevale di Rio de Janeiro, di Venezia, Viareggio e molti altri ancora dal nord al sud della Penisola. Secondo alcuni esperti, la maschera nera sul viso di Arlecchino, il volto bipartito di Pulcinella, il corpetto e i campanacci sul dorso dei mamutones sardi, sono richiami all’occulto, per non parlare, poi, dell’uso delle maschere tribali in Africa o quelle degli sciamani usate in Niger o in Messico che sono utilizzate per allontanare i demoni. Le popolazioni della Malesia usavano invece travestirsi come auspicio per la fertilità del suolo.</p>
<p>Anche se oggi le maschere hanno perduto l’atavico retaggio dell’occulto, sono ancora il segno di una cultura che non ha mai smesso di essere pagana dove è costante il gusto per l’osceno, il travestimento, la simulazione, l’esibizionismo e la morte.</p>
<h2>LA BIBBIA</h2>
<p>Ovviamente, non c’è scritto da nessuna parte nella Parola di Dio che i nostri figli non si debbano mascherare da Batman, Robin, Spiderman, come nel passato ci si mascherava da Zorro, Cenerentola e via dicendo. Ma è assolutamente vero, però, che la Bibbia presenta dei principi che rispecchiano lo Spirito di santità e di grazia proprie del Signore, che hanno decisamente poco a che fare con il disordine e la sensualità che contraddistinguono il Carnevale. L’ordine che tale festa vuole infrangere si scontra chiaramente con quello che Dio ha stabilito sin da principio (cfr. Gen. 1:11, 21, 25); tutto ciò è in abominio al Signore: “La donna non si vestirà da uomo, e l&#8217;uomo non si vestirà da donna poiché il Signore, il tuo Dio, detesta chiunque fa tali cose” (Deut. 22:5; cfr. anche II Cor. 11:4:16).</p>
<p>Il cristiano nato di nuovo deve essere ispirato ad un principio di santità: “Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell&#8217;ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: &#8220;Siate santi, perché io sono santo” (I Pietro 14-16) e non deve farsi avviluppare dal sistema di cose che agita questa nostra travagliata società: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2). Il vero credente non ha paura di andare controcorrente rispetto all’andazzo del mondo – anche se rischia di essere tacciato di bigottismo – perché egli non è schiavo delle mode del momento e tantomeno di certe festività che si rifanno a principi estranei alla sobrietà e all’equilibrio biblico, perciò siamo chiamati ad esaminare ciò che sia accetto al Signore ed agire di conseguenza: “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele” (Efesini 5:10, 11).</p>
<p>Il credente in Cristo vive una vita nuova che non è un travestimento o una mascheratura ma una dismissione di ciò che non gli appartiene più: “…avete svestito l&#8217;uomo vecchio con i suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l&#8217;ha creato” (Colossesi 3:10).</p>
<p>Il Carnevale, come Halloween, e come ogni altra festività religiosa o pagana che sia, divenga per ogni vero credente consacrato a Dio una testimonianza di fedeltà e di santità. Egli non bisogno di liberarsi da inibizioni terrene o sfogarsi da pulsioni carnali represse, ma di vivere appieno la propria libertà cristiana, scevro da ogni senso di inferiorità rispetto a ciò che fa la maggioranza ma, soprattutto, felice della propria identità da non mascherare e né nascondere perché: “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitú” (Galati 5:1).</p>
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