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	<title>Evangelo.it &#124; Chiesa Cristiana Evangelica Roma</title>
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	<description>L&#039;Evangelo è il messaggio di Dio per tutti!</description>
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		<title>LA GIOIA INESAURIBILE DELLA SALVEZZA</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 15:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nel cuore di ogni credente in Cristo risiede una gioia profonda e inesauribile: la gioia della salvezza, come diceva il profeta Isaia al capitolo 12 del suo libro: “Voi attingerete con gioia l’acqua dalle fonti della salvezza” e come ricorda Gesù ai Suoi discepoli con le parole: “… rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Infatti, questo sentimento trascende le circostanze esterne, illumina i nostri giorni più bui e porta pace nelle tempeste della vita. Ma cos’è esattamente che rende la salvezza una fonte di gioia così potente per i credenti? Esploriamo insieme alcuni dei motivi principali. La certezza dell’amore incondizionato di Dio La gioia della salvezza inizia con la realizzazione dell’amore incondizionato di Dio per noi. “Dio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). Comprendere e sperimentare che Dio ci ha amati a tal punto da sacrificare Suo Figlio per i nostri peccati ci riempie di una gioia profonda, sapendo che siamo amati così profondamente e incondizionatamente. La libertà dal peso del peccato Il peccato crea un peso e una separazione tra l’uomo e Dio. La salvezza in Cristo, invece, ci libera da questo peso, lavando via i nostri peccati e ristabilendo la nostra relazione con il Padre celeste. “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (I Giovanni 1:9). La liberazione dal peso del peccato genera in noi una gioia immensa, poiché siamo perdonati e liberati per vivere la vita che Dio ha inteso per noi. La speranza della vita eterna La salvezza ci offre la speranza della vita eterna in Cristo, una promessa che supera qualsiasi circostanza presente. “ Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). Questa speranza ci riempie di gioia, sapendo che la morte non è la fine, ma l’inizio di una vita eterna con Dio. Infatti, Paolo preciserà: “Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nel vostro credere, affinché abbondiate nella speranza, mediante la potenza dello Spirito Santo” (Romani 15:13). L’appartenenza alla famiglia di Dio Diventare credenti in Cristo significa essere adottati nella famiglia di Dio, diventando figli e figlie del Padre celeste. Questa appartenenza ci dà un senso di identità, scopo e comunità che è fonte di grande gioia. “E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo …” (Romani 8:17). Nella famiglia di Dio troviamo supporto, amore e incoraggiamento che arricchiscono la nostra vita di gioia. La presenza costante dello Spirito Santo La salvezza ci assicura anche la presenza costante dello Spirito Santo nella nostra vita, che ci guida, conforta e ci dà la forza di superare le sfide. “E voi non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito di adozione, per mezzo del quale gridiamo: “Abba, Padre!”” (Romani 8:15). La consapevolezza della Sua presenza e della Sua pienezza è una fonte continua di gioia e pace per i credenti. Infatti, “… il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Romani 14:17). La gioia della salvezza è un dono che trascende l’umana comprensione, arricchendo la vita dei credenti con amore, libertà, speranza, appartenenza e presenza divina. È una gioia che non dipende dalle circostanze, ma dalla realtà eterna dell’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù. Come credenti, possiamo radicare la nostra gioia nella salvezza e condividerla con il mondo, testimoniando la bontà infinita di Dio. &#160; &#160; Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6703" alt="gioia-salvezza-blog-eva" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2024/03/GIOIA-SALVEZZA-BLOG-eva.jpg" width="1200" height="630" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Nel cuore di ogni credente in Cristo risiede una gioia profonda e inesauribile: la gioia della salvezza, come diceva il profeta Isaia al capitolo 12 del suo libro: “Voi attingerete con gioia l’acqua dalle fonti della salvezza” e come ricorda Gesù ai Suoi discepoli con le parole: “… rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Infatti, questo sentimento trascende le circostanze esterne, illumina i nostri giorni più bui e porta pace nelle tempeste della vita. Ma cos’è esattamente che rende la salvezza una fonte di gioia così potente per i credenti? Esploriamo insieme alcuni dei motivi principali.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>La certezza dell’amore incondizionato di Dio</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --> <!-- wp:paragraph --></p>
<p>La gioia della salvezza inizia con la realizzazione dell’amore incondizionato di Dio per noi. “Dio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). Comprendere e sperimentare che Dio ci ha amati a tal punto da sacrificare Suo Figlio per i nostri peccati ci riempie di una gioia profonda, sapendo che siamo amati così profondamente e incondizionatamente.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>La libertà dal peso del peccato</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --> <!-- wp:paragraph --></p>
<p>Il peccato crea un peso e una separazione tra l’uomo e Dio. La salvezza in Cristo, invece, ci libera da questo peso, lavando via i nostri peccati e ristabilendo la nostra relazione con il Padre celeste. “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (I Giovanni 1:9). La liberazione dal peso del peccato genera in noi una gioia immensa, poiché siamo perdonati e liberati per vivere la vita che Dio ha inteso per noi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>La speranza della vita eterna</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --> <!-- wp:paragraph --></p>
<p>La salvezza ci offre la speranza della vita eterna in Cristo, una promessa che supera qualsiasi circostanza presente. “ Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). Questa speranza ci riempie di gioia, sapendo che la morte non è la fine, ma l’inizio di una vita eterna con Dio. Infatti, Paolo preciserà: “Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nel vostro credere, affinché abbondiate nella speranza, mediante la potenza dello Spirito Santo” (Romani 15:13).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>L’appartenenza alla famiglia di Dio</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --> <!-- wp:paragraph --></p>
<p>Diventare credenti in Cristo significa essere adottati nella famiglia di Dio, diventando figli e figlie del Padre celeste. Questa appartenenza ci dà un senso di identità, scopo e comunità che è fonte di grande gioia. “E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo …” (Romani 8:17). Nella famiglia di Dio troviamo supporto, amore e incoraggiamento che arricchiscono la nostra vita di gioia.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>La presenza costante dello Spirito Santo</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --> <!-- wp:paragraph --></p>
<p>La salvezza ci assicura anche la presenza costante dello Spirito Santo nella nostra vita, che ci guida, conforta e ci dà la forza di superare le sfide. “E voi non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito di adozione, per mezzo del quale gridiamo: “Abba, Padre!”” (Romani 8:15). La consapevolezza della Sua presenza e della Sua pienezza è una fonte continua di gioia e pace per i credenti. Infatti, “… il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Romani 14:17).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:paragraph --></p>
<p>La gioia della salvezza è un dono che trascende l’umana comprensione, arricchendo la vita dei credenti con amore, libertà, speranza, appartenenza e presenza divina. È una gioia che non dipende dalle circostanze, ma dalla realtà eterna dell’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù. Come credenti, possiamo radicare la nostra gioia nella salvezza e condividerla con il mondo, testimoniando la bontà infinita di Dio.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h3>Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</h3>
<h2><a href="https://www.evangelo.it/wp/?page_id=276" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">RELIGIONE O EVANGELO? →</a> <a href="https://www.evangelo.it/wp/?page_id=4733" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">CHI È GESÙ →</a> <a href="https://www.evangelo.it/wp/?page_id=3842" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">PERCHÉ EVANGELICI →</a> <a href="https://www.evangelo.it/wp/?page_id=188" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">UN MESSAGGIO PER TE →</a></h2>
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		<title>NO, NON SIAMO TUTTI FIGLI DI DIO. MA TUTTI POSSIAMO ESSERLO</title>
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		<comments>https://www.evangelo.it/wp/non-tutti-figli-dio-tutti-possiamo-esserlo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 10:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni si è tornati a parlare, in ambito religioso, di una sorta di fratellanza universale, estendendo il titolo di &#8220;figli di Dio&#8221; a tutti. Le cose non stanno proprio così. Seppure si può essere sicuramente mossi da intenzioni molto nobili come la pace, la non-violenza e il rispetto reciproco, questi concetti non hanno basi bibliche. &#160; Perché non siamo tutti figli di Dio? Lungo tutto il Nuovo Testamento il termine “figli di Dio” è prerogativa di quanti sono nati di nuovo, cioè hanno fatto di Gesù il Signore della propria vita e sono stati adottati nella famiglia di Dio. Quindi c&#8217;è una netta distinzione tra quanti sono figli e quanti non lo sono. &#8230; a tutti quelli che l&#8217;hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d&#8217;uomo, ma sono nati da Dio. - Giovanni 1:12, 13 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio» - Giovanni 3:3 &#8230; avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà &#8230; - Efesini 1:5; &#8230; perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. - Galati 3:26 Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui &#8230; In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello. - I Giovanni 3:1, 10 Nonostante tutto, l&#8217;essere o non essere figli di Dio non lascia alcuna giustificazione ad atteggiamenti violenti, al disprezzo per l&#8217;altro, alla mancanza di rispetto reciproco. Adesso vediamo perché. &#160; &#8220;A immagine di Dio&#8221;: la base della dignità di ogni essere umano Nonostante non siamo tutti figli di Dio, la Bibbia è chiara allo stesso modo nel considerare ogni essere umano come una persona fatta a immagine di Dio, sue creature uniche e oggetto del suo amore. Il fatto che siamo a &#8220;immagine di Dio&#8221; conferisce a ognuno di noi, perfino mentre siamo nel grembo materno, una dignità che non può essere messa in discussione in alcun modo. Ogni vita è stata creata per avere pace e comunione con Dio, è stato il peccato (le nostre scelte contrarie alla Sua volontà) a creare un muro di separazione che non ci consente di essere tutti Suoi figli, ed è per questo che Dio stesso è sceso tra di noi per abbattere questo muro e aprirci la Via che consente ad ogni donna e ogni uomo di far parte di una famiglia spirituale che non ha nessuna distinzione di sesso, etnia, origine, cultura. Poi Dio disse: Facciamo l&#8217;uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza &#8230; Dio creò l&#8217;uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. - Genesi 1:26, 27 Lo Spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell&#8217;Onnipotente mi dà la vita. - Giobbe 33:4 Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l&#8217;anima mia lo sa molto bene. - Salmo 139:13, 14 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. - Giovanni 3:16 Lui, infatti, è la nostra pace &#8230; e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell&#8217;inimicizia. - Efesini 2:14 Non c&#8217;è qui né Giudeo né Greco; non c&#8217;è né schiavo né libero; non c&#8217;è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. - Galati 3:28 &#160; Compassione non è compromesso Questa velocissima riflessione ci fa capire che ogni singolo essere umano ha diritto ad essere rispettato e considerato prezioso indipendentemente da ciò che fa, dice e pensa, dalla sua origine, dai suoi vizi e dalle sue virtù. Questa è la base del rispetto e dell&#8217;amore che ognuno di noi deve al prossimo. Ma anche che, se crediamo a ciò che ci dice la Bibbia, non possiamo comprometterne la verità e distorcerne il significato: anche il più nobile dei fini non giustifica questi mezzi. &#160; Non fermarti qui, approfondisci Per approfondire gli argomenti connessi a questo discorso ci sono anche dei libri completi e molto utili che ti consigliamo: Non Tutte le Strade Portano in Cielo Ama il Tuo Corpo Controcultura  &#160; Se vuoi saperne di più sul messaggio dell’Evangelo, puoi andare nelle pagine dedicate su questo sito: Cos’è l’Evangelo? Chi è Gesù? Perché ci definiamo evangelici?</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/non-tutti-figli-dio-tutti-possiamo-esserlo/">NO, NON SIAMO TUTTI FIGLI DI DIO. <br />MA TUTTI POSSIAMO ESSERLO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="font-sixe: 36px;"><strong><em>Negli ultimi giorni si è tornati a parlare, in ambito religioso, di una sorta di fratellanza universale, estendendo il titolo di &#8220;figli di Dio&#8221; a tutti. Le cose non stanno proprio così. Seppure si può essere sicuramente mossi da intenzioni molto nobili come la pace, la non-violenza e il rispetto reciproco, questi concetti non hanno basi bibliche.</em></strong></p>
<p dir="ltr"><img class="aligncenter size-full wp-image-6597" alt="figli-di-dio" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2020/10/figli-di-dio.jpg" width="1200" height="630" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Perché non siamo tutti figli di Dio?</h2>
<p dir="ltr">Lungo tutto il Nuovo Testamento il termine <strong>“figli di Dio” è prerogativa di quanti sono nati di nuovo</strong>, cioè hanno fatto di Gesù il Signore della propria vita e sono stati adottati nella famiglia di Dio. Quindi c&#8217;è una netta distinzione tra quanti sono figli e quanti non lo sono.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8230; a tutti quelli che l&#8217;hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d&#8217;uomo, ma sono nati da Dio.</em><br />
- Giovanni 1:12, 13</p>
<p dir="ltr"><em>Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio»</em><br />
- Giovanni 3:3</p>
<p dir="ltr"><em>&#8230; avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà &#8230;</em><br />
- Efesini 1:5;</p>
<p><em>&#8230; perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù.</em><br />
- Galati 3:26</p>
<p dir="ltr"><em>Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui &#8230; In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.</em><br />
- I Giovanni 3:1, 10</p>
<p dir="ltr">Nonostante tutto, l&#8217;essere o non essere figli di Dio <strong>non lascia alcuna giustificazione ad atteggiamenti violenti</strong>, al disprezzo per l&#8217;altro, alla mancanza di rispetto reciproco. Adesso vediamo perché.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">&#8220;A immagine di Dio&#8221;: la base della dignità di ogni essere umano</h2>
<p dir="ltr">Nonostante non siamo tutti figli di Dio, la Bibbia è chiara allo stesso modo nel considerare <strong>ogni essere umano come una persona fatta a immagine di Dio</strong>, sue creature uniche e oggetto del suo amore.</p>
<p dir="ltr">Il fatto che siamo a &#8220;immagine di Dio&#8221; conferisce a ognuno di noi, perfino mentre siamo nel grembo materno, <strong>una dignità che non può essere messa in discussione in alcun modo</strong>. Ogni vita è stata creata per avere pace e comunione con Dio, è stato il peccato (le nostre scelte contrarie alla Sua volontà) a creare un muro di separazione che non ci consente di essere tutti Suoi figli, ed è per questo che <strong>Dio stesso è sceso tra di noi per abbattere questo muro e aprirci la Via</strong> che consente ad ogni donna e ogni uomo di far parte di una famiglia spirituale che non ha <strong>nessuna distinzione di sesso, etnia, origine, cultura</strong>.</p>
<p dir="ltr"><em>Poi Dio disse: Facciamo l&#8217;uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza &#8230; Dio creò l&#8217;uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.</em><br />
- Genesi 1:26, 27</p>
<p dir="ltr"><em>Lo Spirito di Dio mi ha creato, </em><em>e il soffio dell&#8217;Onnipotente mi dà la vita.</em><br />
- Giobbe 33:4</p>
<p dir="ltr"><em>Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre.</em><br />
<em>Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.</em><br />
<em>Meravigliose sono le tue opere, e l&#8217;anima mia lo sa molto bene.</em><br />
- Salmo 139:13, 14</p>
<p><em>Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.</em><br />
- Giovanni 3:16</p>
<p dir="ltr"><em>Lui, infatti, è la nostra pace &#8230; e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell&#8217;inimicizia.</em><br />
- Efesini 2:14</p>
<p><em>Non c&#8217;è qui né Giudeo né Greco; non c&#8217;è né schiavo né libero; non c&#8217;è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù.</em><br />
- Galati 3:28</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Compassione non è compromesso</h2>
<p dir="ltr">Questa velocissima riflessione ci fa capire che ogni singolo essere umano ha diritto ad essere rispettato e considerato prezioso indipendentemente da ciò che fa, dice e pensa, dalla sua origine, dai suoi vizi e dalle sue virtù. Questa è la base del rispetto e dell&#8217;amore che ognuno di noi deve al prossimo.</p>
<p dir="ltr">Ma anche che, se crediamo a ciò che ci dice la Bibbia, <strong>non possiamo comprometterne la verità e distorcerne il significato</strong>: anche il più nobile dei fini non giustifica questi mezzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Non fermarti qui, approfondisci</h2>
<p dir="ltr">Per approfondire gli argomenti connessi a questo discorso ci sono anche dei libri completi e molto utili che ti consigliamo:</p>
<ul>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.adimedia.it/digital/prodotto/non-tutte-le-strade-portano-in-cielo/">Non Tutte le Strade Portano in Cielo</a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.adimedia.it/digital/prodotto/ama-il-tuo-corpo/">Ama il Tuo Corpo</a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.adimedia.it/digital/prodotto/controcultura/">Controcultura </a></p>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Se vuoi saperne di più sul messaggio dell’Evangelo, puoi andare nelle pagine dedicate su questo sito:</p>
<ul>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.evangelo.it/wp/cose-levangelo/">Cos’è l’Evangelo?</a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.evangelo.it/wp/?page_id=4733">Chi è Gesù?</a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><a href="https://www.evangelo.it/wp/?page_id=3842">Perché ci definiamo evangelici?</a></p>
</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/non-tutti-figli-dio-tutti-possiamo-esserlo/">NO, NON SIAMO TUTTI FIGLI DI DIO. <br />MA TUTTI POSSIAMO ESSERLO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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		</item>
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		<title>ANDARE IN CHIESA SALVA LA VITA</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/andare-in-chiesa-salva-vita/</link>
		<comments>https://www.evangelo.it/wp/andare-in-chiesa-salva-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 13:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Scrivania del Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.evangelo.it/wp/?p=6587</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tyler VanderWeele, Professore di Salute Pubblica presso la Harvard School, afferma che nella crescita esponenziale delle morti per suicidio, uso di droghe o alcol in corso nella nostra società occidentale, cosiddetta civilizzata, frequentare la chiesa può risultare decisivo ai fini della salute mentale e fisica di una persona. I benefici correlati con la frequentazione di una comunità di credenti sono molteplici, e tutto ciò è opportunamente “certificato” da documenti, ricerche scientifiche e studi di carattere sociologico e psicologico. Perfino psicologi statunitensi dichiaratamente atei, come Jonathan Haidt, affermano: “I sondaggi hanno dimostrato da molto tempo che i credenti negli Stati Uniti sono più felici, più sani, più longevi e più generosi verso il prossimo di quanto non lo siano le persone laiche” (Fonte consultata il 13 luglio 2020). Ora, secondo quanto riporta l’Istat, anche in Italia non stiamo messi bene: circa 200 decessi per suicidio l’anno, su poco meno di 4.000 totali, riguardano ragazzi sotto i 24 anni. E poi c’è l’autolesionismo, anch’esso pericoloso e in forte crescita. A settembre 2019, nella giornata mondiale di prevenzione al suicidio, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma diffondeva dati allarmanti: le richieste urgenti in Pronto Soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi otto anni sono aumentate di 20 volte, coinvolgendo anche bambini di 10-11 anni (Fonte, consultata il 13 luglio 2020). La crisi Covid-19 ha generato una ulteriore ondata di suicidi a livello mondiale: l’isolamento, la crisi economica, l’insicurezza sul futuro… sono tutti fattori che destabilizzano la psiche umana con le conseguenze letali che ne derivano. Ebbene, gli scienziati dicono che andare in chiesa salva la vita: la preghiera, il canto, l’incontro [seppure distanziato] con il prossimo, l’ascolto, la meditazione sono tutti elementi che, carte alla mano, contribuiscono alla salute psichica e fisica di un credente. … mentre la pietà è utile a ogni cosa (I Timoteo 4:8). Quanto fin qui detto è interessante, e auspicabile dal punto di vista medico, ma se è vero, sempre carte alla mano, che frequentare la chiesa è utile al fisico e alla mente, è sicuramente ancora più utile allo spirito. Andare in chiesa salva la vita spirituale del credente! Durante il periodo di lockdown, e quindi di isolamento forzato dovuto al Covid-19, ci si è trovati costretti ad adottare comportamenti diversi dai consueti, anche per quanto riguarda la partecipazione ai culti. Tutti sappiamo del proliferare di ogni sorta di iniziative digitali [chi scrive ha adottato la sua]: Zoom, YouTube, Facebook, etc. nessuno è voluto rimanere indietro e ci si è attrezzati al meglio. La necessità imponeva una soluzione digitale immediata e virale. Siamo stati letteralmente bombardati da messaggi WhatsApp, richieste di iscrizione a vari siti, di partecipazioni a riunioni catodiche… Insomma, sappiamo tutti bene del delirio digitale scatenatosi negli ultimi due/tre mesi. Se, da una parte, si è voluto agevolare l’uso di mezzi tecnologici, senza i quali ci saremmo davvero trovati isolati dal resto dei credenti e dei pastori, dall’altro – come ahimè spesso accade – non si è riusciti a domare il mostro e i “culti digitali” che dovevano limitarsi al momento di emergenza Covid-19, sembra stiano proseguendo con buona pace dei pastori e dei credenti, innescando un effetto di ritorno spiritualmente preoccupante. Perché andare in chiesa? Perché muoversi da casa? Perché rischiare la propria incolumità?… Perché andare in chiesa salva la vita! Facendo un passo indietro, il problema vero è un altro. C&#8217;è un distanziamento che ci protegge dal contagio del virus, ma allo stesso tempo c&#8217;è n&#8217;è un altro che ci espone a un virus ancora più grave che attacca lo spirito e non il corpo. La disubbidienza alla Parola di Dio, il distanziamento da essa e dai modelli in essa contenuti, scatena un’indolenza fatale che degenera anche in un allontanamento dalla chiesa e dal Signore stesso: una nuova forma di persecuzione che sta attaccando in modo subdolo la chiesa di oggi, iper-digitale ma forse ipo-spirituale. L’isolamento sociale ha generato effetti spaventosi: i già citati suicidi, overdose di stupefacenti, malattie legate all&#8217;alcolismo e violenza domestica, ma l’isolamento spirituale dal “corpo-chiesa”, il distanziamento fraterno e lo scardinamento dei più elementari insegnamenti biblici riguardanti “i fratelli che dimorano assieme” e il “non abbandonare la comune adunanza”, scatenano un virus che non attacca tanto il corpo quanto l’anima, minando la salute eterna del singolo credente. Siamo stanchi di sentire discorsi del tipo: “Ma tanto il Signore è a casa con me, io lo prego anche a casa mia …”, “Il Signore mi benedice lo stesso e poi posso seguire ormai tanti culti, quando voglio io, fatti da chi voglio io”… Ma dov’è il concetto di corpo? Dov’è il senso della comunità locale? Siamo vittime di un virus che spersonalizza il credente, che lacera l’identità dell’essere parte di una comunità locale, che esiste e si manifesta nella koinonia, nella compartecipazione, dove, per questo, bisogna essere presenti “non in spirito” ma fisicamente e dare il proprio fattivo contributo perché, non dimentichiamolo mai: “Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l&#8217;aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell&#8217;amore” (Efesini 4:16). Sì, abbiamo adottato e continueremo ad adottare tutte le precauzioni del caso. Ma, attenzione, la chiesa digitale non è chiesa a tutti gli effetti, il corpo per essere tale dev’essere tangibile; ritrovarsi insieme sui social è soltanto un surrogato della realtà e quello che potrebbe sembrare, per la comodità di tutti, un incontro fraterno si rivela una trappola fatale. A.W. Tozer, in tempi non sospetti, disse: “Il culto non è vera adorazione quando riflette la cultura intorno a noi più del Cristo dentro di noi”. Non abbandoniamo la comune adunanza perché… andare in chiesa salva la vita.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6588" alt="chiesa-salva-vita" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2020/10/chiesa-salva-vita.jpg" width="1200" height="630" /></p>
<p>Tyler VanderWeele, Professore di Salute Pubblica presso la Harvard School, afferma che nella crescita esponenziale delle morti per suicidio, uso di droghe o alcol in corso nella nostra società occidentale, cosiddetta civilizzata, frequentare la chiesa può risultare decisivo ai fini della salute mentale e fisica di una persona.</p>
<p>I benefici correlati con la frequentazione di una comunità di credenti sono molteplici, e tutto ciò è opportunamente “certificato” da documenti, ricerche scientifiche e studi di carattere sociologico e psicologico. Perfino psicologi statunitensi dichiaratamente atei, come Jonathan Haidt, affermano: “I sondaggi hanno dimostrato da molto tempo che i credenti negli Stati Uniti sono più felici, più sani, più longevi e più generosi verso il prossimo di quanto non lo siano le persone laiche” (<a href="https://www.edge.org/conversation/jonathan_haidt-moral-psychology-andthe- misunderstanding-of-religion">Fonte consultata</a> il 13 luglio 2020).</p>
<p>Ora, secondo quanto riporta l’Istat, anche in Italia non stiamo messi bene: <strong>circa 200 decessi per suicidio l’anno, su poco meno di 4.000 totali, riguardano ragazzi sotto i 24 anni.</strong> E poi c’è l’autolesionismo, anch’esso pericoloso e in forte crescita. A settembre 2019, nella giornata mondiale di prevenzione al suicidio, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma diffondeva dati allarmanti: le richieste urgenti in Pronto Soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi otto anni sono aumentate di 20 volte, coinvolgendo anche bambini di 10-11 anni (<a href="https:// www.infodata.ilsole24ore.com/2020/06/26/un-adolescente-su-6-almondo- ha-pensato-al-suicidio-nellultimo-anno-e-gli-africani-stannopeggio- di-tutti/?refresh_ce=1">Fonte</a>, consultata il 13 luglio 2020).</p>
<p><strong>La crisi Covid-19 ha generato una ulteriore ondata di suicidi a livello mondiale:</strong> l’isolamento, la crisi economica, l’insicurezza sul futuro… sono tutti fattori che destabilizzano la psiche umana con le conseguenze letali che ne derivano. Ebbene, gli scienziati dicono che andare in chiesa salva la vita: la preghiera, il canto, l’incontro [seppure distanziato] con il prossimo, l’ascolto, la meditazione sono tutti elementi che, carte alla mano, contribuiscono alla salute psichica e fisica di un credente.</p>
<h2><em>… mentre la pietà è utile a ogni cosa (I Timoteo 4:8).</em></h2>
<p>Quanto fin qui detto è interessante, e auspicabile dal punto di vista medico, ma se è vero, sempre carte alla mano, che frequentare la chiesa è utile al fisico e alla mente, <strong>è sicuramente ancora più utile allo spirito.</strong> Andare in chiesa salva la vita spirituale del credente! Durante il periodo di lockdown, e quindi di isolamento forzato dovuto al Covid-19, ci si è trovati costretti ad adottare comportamenti diversi dai consueti, anche per quanto riguarda la partecipazione ai culti. Tutti sappiamo del proliferare di ogni sorta di iniziative digitali [chi scrive ha adottato la sua]: Zoom, YouTube, Facebook, etc. nessuno è voluto rimanere indietro e ci si è attrezzati al meglio.</p>
<p><strong>La necessità imponeva una soluzione digitale immediata e virale.</strong> Siamo stati letteralmente bombardati da messaggi WhatsApp, richieste di iscrizione a vari siti, di partecipazioni a riunioni catodiche… Insomma, sappiamo tutti bene del delirio digitale scatenatosi negli ultimi due/tre mesi. Se, da una parte, si è voluto agevolare l’uso di mezzi tecnologici, senza i quali ci saremmo davvero trovati isolati dal resto dei credenti e dei pastori, dall’altro – come ahimè spesso accade – non si è riusciti a domare il mostro e i “culti digitali” che dovevano limitarsi al momento di emergenza Covid-19, sembra stiano proseguendo con buona pace dei pastori e dei credenti, innescando un effetto di ritorno spiritualmente preoccupante. Perché andare in chiesa? Perché muoversi da casa? <strong>Perché rischiare la propria incolumità?… Perché andare in chiesa salva la vita!</strong></p>
<p>Facendo un passo indietro, il problema vero è un altro. C&#8217;è un distanziamento che ci protegge dal contagio del virus, ma allo stesso tempo c&#8217;è n&#8217;è un altro che ci espone a un virus ancora più grave che attacca lo spirito e non il corpo. La disubbidienza alla Parola di Dio, <strong>il distanziamento da essa e dai modelli in essa contenuti</strong>, scatena un’indolenza fatale che degenera anche in un allontanamento dalla chiesa e dal Signore stesso: una nuova forma di persecuzione che sta attaccando in modo subdolo la chiesa di oggi, iper-digitale ma forse ipo-spirituale.</p>
<p>L’isolamento sociale ha generato effetti spaventosi: i già citati suicidi, overdose di stupefacenti, malattie legate all&#8217;alcolismo e violenza domestica, ma l’isolamento spirituale dal “corpo-chiesa”, il distanziamento fraterno e lo scardinamento dei più elementari insegnamenti biblici riguardanti “i fratelli che dimorano assieme” e il “non abbandonare la comune adunanza”, scatenano un virus che non attacca tanto il corpo quanto l’anima, minando la salute eterna del singolo credente. Siamo stanchi di sentire discorsi del tipo: “Ma tanto il Signore è a casa con me, io lo prego anche a casa mia …”, “Il Signore mi benedice lo stesso e poi posso seguire ormai tanti culti, quando voglio io, fatti da chi voglio io”… <strong>Ma dov’è il concetto di corpo? Dov’è il senso della comunità locale?</strong> Siamo vittime di un virus che spersonalizza il credente, che lacera l’identità dell’essere parte di una comunità locale, che esiste e si manifesta nella <em>koinonia</em>, nella compartecipazione, dove, per questo, bisogna essere presenti “non in spirito” ma fisicamente e dare il proprio fattivo contributo perché, non dimentichiamolo mai: “Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l&#8217;aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell&#8217;amore” (Efesini 4:16).</p>
<p><strong>Sì, abbiamo adottato e continueremo ad adottare tutte le precauzioni del caso.</strong> Ma, attenzione, la chiesa digitale non è chiesa a tutti gli effetti, il corpo per essere tale dev’essere tangibile; ritrovarsi insieme sui social è soltanto un surrogato della realtà e quello che potrebbe sembrare, per la comodità di tutti, un incontro fraterno si rivela una trappola fatale. A.W. Tozer, in tempi non sospetti, disse: “<em>Il culto non è vera adorazione quando riflette la cultura intorno a noi più del Cristo dentro di noi”</em>. <strong>Non abbandoniamo la comune adunanza perché… andare in chiesa salva la vita.</strong></p>
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		<title>IL FERRO FORBISCE IL FERRO</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 11:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Scrivania del Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Il ferro forbisce il ferro, cosí l&#8217;uomo affila il volto del suo compagno” (Proverbi 27:17) &#160; Secondo un vocabolario della lingua italiana, forbire significa: “Nettare, pulire, specialmente metalli, stoviglie, cristalli, ecc., conferendo loro lucentezza; anche, con senso più generico, pulire, tergere”, che si alligna maggiormente al significato reso dal Diodati che traduce con “pulisce”. Altre traduzioni rendono con “aguzzare”, “affilare”. C’è un vantaggio reciproco nello strofinare due lame di ferro l’una contro l’altra, diventano più affilate, rendendo entrambi i coltelli più efficaci nel loro compito. Allo stesso modo, la Parola di Dio è una &#8220;spada a due tagli&#8221; (Ebrei 4:12), ed è con questa che dobbiamo affilarci l’un l’altro, durante un incontro fraterno, in comunione con Dio o in qualsiasi altra interazione spirituale. Il Proverbio indica anche il bisogno di comunione l’uno con l’altro. L’uomo non è stato creato per il distanziamento sociale, per l’isolamento, infatti, il Signore ha detto questo, sin dalla Genesi del mondo: “Non è bene che l&#8217;uomo sia solo…” (Genesi 2:18). Ovviamente, dal lockdown fino alla fase 2, abbiamo seguito e continueremo a seguire tutte le indicazioni delle nostre Autorità. Ma è quando i fratelli dimorano assieme che l’olio scende fino all’orlo dei vestimenti d’Aaronne, è quando i fratelli dimorano assieme che la rugiada bagna la terra per produrvi frutto. Chiaramente, tale esigenza fu riconosciuta dai credenti della prima chiesa, i quali si incontravano per attendere all’insegnamento, alla preghiera e alla comunione fraterna &#8211; tutte attività di gruppo, che fornivano l’opportunità di “affilarsi” l’un l’altro e, quando si riunivano, lodavano Dio per il favore che avevano trovato gli uni negli altri, oltre che da tutto il resto del popolo. Bisogna fare due considerazioni sul proverbio citato sopra. Prima di tutto, l’incontro di due persone nel nome del Signore garantirà sempre una benedizione. Si tratta di un mezzo di grazia che il Signore stesso ha concesso ai Suoi e al quale segue una promessa: dove due o più sono riuniti nel Suo nome, Egli è tra di loro (Matteo 18:20); ed è lì che Egli ha ordinato vi sia la benedizione e la vita in eterno. Inoltre, vediamo un significato analogo in Malachia perché quelli che temevano il Signore parlavano l’uno con l’atro; il Signore ascoltava e sentiva (3:16). Ebbene, quando ci “affiliamo” l’un l’altro nella comunione fraterna, il Signore ascolta dal Cielo ed è compiaciuto. Non sfugge alla Sua attenzione alcuna parola che concorra alla Sua gloria. La fragranza dell’unità e dell’utilità della comunione fraterna si percepisce in maniera vivida nella relazione intercorsa tra Davide e Gionatan, figlio di Saul. Quando Davide era perseguitato da Saul, Gionatan lo raggiunse nella foresta dov’era fuggito per avere salva la vita e “gli fortificò la sua fiducia in Dio” (I Samuele 23:16). Ritornando alla nostra analogia: se il coltello ha perso il filo, continua a essere un coltello, ma meno efficace, meno utile, ecco perché dobbiamo stare insieme, esortandoci, incoraggiandoci, e condividendo vicendevolmente la Parola di Dio, affilando la nostra fede, pregando per i bisogni della nostra chiesa locale, affinché diventiamo più efficaci nel servizio che il Signore ha assegnato a ciascuno di noi. Infine, un coltello affilato brillerà di più perché dalla sua superficie sarà stata eliminata, per via dell’uso, via la parte opaca. Allo stesso modo, brilleremo meglio per il nostro Signore se facciamo le cose menzionate sopra in modo consistente e continuato. In buona sintesi: “Facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci all&#8217;amore e alle buone opere,  non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno&#8221; (Ebrei 10:24, 25).</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6578" alt="ferro-ferro-evangelo" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2020/06/ferro-ferro-evangelo.jpg" width="1200" height="630" /></p>
<h2><i>“Il ferro forbisce il ferro, cosí l&#8217;uomo affila il volto del suo compagno” (Proverbi 27:17)</i></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo un vocabolario della lingua italiana, <i>forbire</i> significa: “Nettare, pulire, specialmente metalli, stoviglie, cristalli, ecc., conferendo loro lucentezza; anche, con senso più generico, pulire, tergere”, che si alligna maggiormente al significato reso dal Diodati che traduce con “pulisce”. Altre traduzioni rendono con “aguzzare”, “affilare”.</p>
<p>C’è un vantaggio reciproco nello strofinare due lame di ferro l’una contro l’altra, diventano più affilate, rendendo entrambi i coltelli più efficaci nel loro compito. Allo stesso modo, la Parola di Dio è una &#8220;spada a due tagli&#8221; (Ebrei 4:12), ed è con questa che dobbiamo affilarci l’un l’altro, durante un incontro fraterno, in comunione con Dio o in qualsiasi altra interazione spirituale.</p>
<p>Il Proverbio indica anche il bisogno di comunione l’uno con l’altro. <strong>L’uomo non è stato creato per il distanziamento sociale, per l’isolamento</strong>, infatti, il Signore ha detto questo, sin dalla Genesi del mondo: “Non è bene che l&#8217;uomo sia solo…” (Genesi 2:18).</p>
<p>Ovviamente, dal lockdown fino alla fase 2, abbiamo seguito e continueremo a seguire tutte le indicazioni delle nostre Autorità. Ma è quando i fratelli <i>dimorano assieme</i> che <b>l’olio</b> scende fino all’orlo dei vestimenti d’Aaronne, è quando i fratelli <i>dimorano assieme</i> che la <b>rugiada</b> bagna la terra per produrvi frutto. Chiaramente, tale esigenza fu riconosciuta dai credenti della prima chiesa, i quali si incontravano per attendere all’insegnamento, alla preghiera e alla comunione fraterna &#8211; tutte attività di gruppo, che fornivano l’opportunità di “affilarsi” l’un l’altro e, quando si riunivano, lodavano Dio per il favore che avevano trovato gli uni negli altri, oltre che da tutto il resto del popolo.</p>
<p>Bisogna fare due considerazioni sul proverbio citato sopra. <strong>Prima di tutto, l’incontro di due persone nel nome del Signore garantirà sempre una benedizione.</strong> Si tratta di un mezzo di grazia che il Signore stesso ha concesso ai Suoi e al quale segue una promessa: dove due o più sono riuniti nel Suo nome, Egli è tra di loro (Matteo 18:20); ed è lì che Egli ha ordinato vi sia la benedizione e la vita in eterno. Inoltre, vediamo un significato analogo in Malachia perché quelli che temevano il Signore parlavano l’uno con l’atro; il Signore ascoltava e sentiva (3:16). Ebbene, quando ci “affiliamo” l’un l’altro nella comunione fraterna, il Signore ascolta dal Cielo ed è compiaciuto. Non sfugge alla Sua attenzione alcuna parola che concorra alla Sua gloria.</p>
<p>La fragranza dell’unità e dell’utilità della comunione fraterna si percepisce in maniera vivida nella relazione intercorsa tra Davide e Gionatan, figlio di Saul. Quando Davide era perseguitato da Saul, Gionatan lo raggiunse nella foresta dov’era fuggito per avere salva la vita e <em>“gli fortificò la sua fiducia in Dio”</em> (I Samuele 23:16).</p>
<p>Ritornando alla nostra analogia: se il coltello ha perso il filo, continua a essere un coltello, ma meno efficace, meno utile, ecco perché dobbiamo stare insieme, esortandoci, incoraggiandoci, e condividendo vicendevolmente la Parola di Dio, affilando la nostra fede, pregando per i bisogni della nostra chiesa locale, affinché <strong>diventiamo più efficaci nel servizio</strong> che il Signore ha assegnato a ciascuno di noi.</p>
<p>Infine, un coltello affilato brillerà di più perché dalla sua superficie sarà stata eliminata, per via dell’uso, via la parte opaca. Allo stesso modo, <strong>brilleremo meglio per il nostro Signore</strong> se facciamo le cose menzionate sopra in modo consistente e continuato. In buona sintesi:</p>
<p><em>“Facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci all&#8217;amore e alle buone opere,  non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno&#8221;</em> (Ebrei 10:24, 25).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/ferro-forbisce-ferro/">IL FERRO FORBISCE IL FERRO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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		<title>ASCOLTA IL SILENZIO</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2020 16:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
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		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio” [Daniele 10:15] &#160; Sì, sì ascolta il silenzio, ascolta in silenzio, seppure questa sia una virtù di pochi: ascoltare senza scalpitare, reagire o aggredire verbalmente chi ti sta parlando. Daniele, mentre l’angelo gli parlava, non replicava, teneva il capo chino e ascoltava in silenzio… soltanto dopo essere stato toccato avrebbe parlato, non prima. Ma c’era silenzio. E la condizione migliore per ascoltare è stare in silenzio e, nel silenzio, udire la voce di Dio. &#160; Una delle cose inquietanti che hanno caratterizzato la prima fase di questo periodo di pandemia è stato il silenzio, surreale. Mi ricordo che stavo parlando al telefono con mio fratello Daniele in Spagna, mentre là ancora facevano baldoria per le strade, e gli dicevo proprio della sensazione stranissima di non sentire automobili, rumore e il consueto clamore delle strade romane. Visto il movimento in corso adesso, forse già ci viene difficile ricordare il silenzio assordante, le strade vuote, la serrata dei negozi… tutto era come sospeso, non c’erano rumori. Le immagini impressionanti che hanno fatto il giro dei notiziari nel mese di marzo erano quelle delle nostre città vuote, senza attività, senza movimento, tutto era stato fatto tacere: concerti musicali, eventi sportivi, parchi di divertimento …   Ce lo stiamo lasciando alle spalle, appena si apre uno spiraglio, tutto riparte ai massimi regimi e con il consueto frastuono. Siamo per natura una specie rumorosa. Anche in questo isolamento, che ormai sta scivolando via, cerchiamo con ansia di tornare alle nostre attività precedenti e a tutto il baccano che ne deriva. Temo che il rumore tornerà. &#160; Il prezzo pagato fin qui è stato molto alto, ma c’è da chiedersi se è già un ricordo del passato e non abbiamo saputo approfittare di cogliere l’occasione per calmare la nostra anima al cospetto di Dio, quanto piuttosto siamo stati presi dalla frenesia di Zoom, di YouTube… e del delirio mediatico che ne è derivato. Senza passare per un mistico, mi chiedo se siamo stati capaci di approfittare di questa quiete, di questo isolamento forzato, seppure senza rifugiarci in qualche eremo. Forse è proprio nell&#8217;immobilità che percepiamo di più la presenza di Dio e siamo meglio in grado di discernere la Sua voce dolce e sommessa. &#160; Rimaniamo ancora in silenzio per un minuto, con un’attitudine di preghiera, e prestiamo attenzione a ciò che la Parola di Dio dice sul silenzio. Ecco quattro potenti ammonizioni del Signore: &#160; “Ma il Signore è nel suo tempio santo; tutta la terra faccia silenzio in sua presenza!” [Abacuc 2:20] &#160; “Ogni creatura faccia silenzio alla presenza del Signore, perché egli si è destato dalla sua santa dimora” [Zaccaria 2:13] &#160; “Sta&#8217; in silenzio davanti al Signore, e aspettalo” [Salmi 37:7] &#160; “È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore” [Lamentazioni 3:26] &#160; Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio. Chiniamo il capo davanti a Dio, ascoltiamo il silenzio, ascoltiamo in silenzio il suono dolce e sommesso dello Spirito Santo. &#160; Giorgio Botturi   &#160;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6569" alt="ascolta-silenzio-evangelo" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2020/05/ascolta-silenzio-evangelo.png" width="1200" height="630" /></p>
<h2><i>“Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio” [Daniele 10:15]</i></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, sì ascolta il silenzio, ascolta in silenzio, seppure questa sia una virtù di pochi: ascoltare senza scalpitare, reagire o aggredire verbalmente chi ti sta parlando.</p>
<p>Daniele, mentre l’angelo gli parlava, non replicava, teneva il capo chino e ascoltava in silenzio… soltanto dopo essere stato toccato avrebbe parlato, non prima.</p>
<p>Ma c’era silenzio. E la condizione migliore per ascoltare è stare in silenzio e, nel silenzio, udire la voce di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Una delle cose inquietanti che hanno caratterizzato la prima fase di questo periodo di pandemia è stato il silenzi</strong>o, surreale. Mi ricordo che stavo parlando al telefono con mio fratello Daniele in Spagna, mentre là ancora facevano baldoria per le strade, e gli dicevo proprio della sensazione stranissima di non sentire automobili, rumore e il consueto clamore delle strade romane.</p>
<p>Visto il movimento in corso adesso, forse già ci viene difficile ricordare il silenzio assordante, le strade vuote, la serrata dei negozi… tutto era come sospeso, non c’erano rumori.</p>
<p>Le immagini impressionanti che hanno fatto il giro dei notiziari nel mese di marzo erano quelle delle nostre città vuote, senza attività, senza movimento, tutto era stato fatto tacere: concerti musicali, eventi sportivi, parchi di divertimento …</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Ce lo stiamo lasciando alle spalle, appena si apre uno spiraglio, tutto riparte ai massimi regimi e con il consueto frastuono.</b> Siamo per natura una specie rumorosa. Anche in questo isolamento, che ormai sta scivolando via, cerchiamo con ansia di tornare alle nostre attività precedenti e a tutto il baccano che ne deriva. Temo che il rumore tornerà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Il prezzo pagato fin qui è stato molto alto, ma c’è da chiedersi se è già un ricordo del passato e non abbiamo saputo approfittare di cogliere l’occasione</b> per calmare la nostra anima al cospetto di Dio, quanto piuttosto siamo stati presi dalla frenesia di Zoom, di YouTube… e del delirio mediatico che ne è derivato. Senza passare per un mistico, mi chiedo se siamo stati capaci di approfittare di questa quiete, di questo isolamento forzato, seppure senza rifugiarci in qualche eremo. Forse è proprio nell&#8217;immobilità che percepiamo di più la presenza di Dio e siamo meglio in grado di discernere la Sua voce dolce e sommessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rimaniamo ancora in silenzio per un minuto, con un’attitudine di preghiera, e prestiamo attenzione a ciò che la Parola di Dio dice sul silenzio. Ecco quattro potenti ammonizioni del Signore:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Ma il Signore è nel suo tempio santo; tutta la terra faccia silenzio in sua presenza!”</p>
<p>[Abacuc 2:20]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>“Ogni creatura faccia silenzio alla presenza del Signore, perché egli si è destato dalla sua santa dimora”</i></p>
<p>[Zaccaria 2:13]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>“Sta&#8217; in silenzio davanti al Signore, e aspettalo”</i></p>
<p>[Salmi 37:7]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>“È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore”</i></p>
<p>[Lamentazioni 3:26]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio. Chiniamo il capo davanti a Dio, ascoltiamo il silenzio, ascoltiamo in silenzio il suono dolce e sommesso dello Spirito Santo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giorgio Botturi</em></p>
<p style="text-align: right;"><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DAL GRIDO AL CANTO &#8211; Video Sermone</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 15:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il messaggio tratto dal Salmo 57 di domenica 8 marzo 2020 nella chiesa di Roma Gianicolense</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Il messaggio tratto dal Salmo 57 di domenica 8 marzo 2020 nella chiesa di Roma Gianicolense</span></em></h2>
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		<title>RALLEGRARSI NELLE SOFFERENZE</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 16:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Meditazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“… rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare” [I Pietro 4:3] Se vogliamo essere usati da Dio dobbiamo mettere in conto questa eventualità: Egli ci condurrà attraverso una serie di esperienze difficili per farci comprendere ciò che avviene anche nella vita degli altri. Le “sofferenze di Cristo” non erano quelle citate altrove da Pietro: “Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida, o ladro, o malfattore, o perché si immischia nei fatti altrui” (4:15), ma quelle che il credente affronta soffrendo &#8220;secondo la volontà di Dio&#8221; (4:19), quelle cioè che s’incontrano rimanendo a fedeli Lui, vivendo una vita di santità in una società caratterizza dalla dissolutezza e l’ingiustizia. Nel tenere alta la Parola della Vita, in un contesto sociale avverso al Signore e all’Evangelo, dobbiamo mettere in conto queste sofferenze che si incontrano &#8220;lungo la via di casa&#8221;. Non è il caso di perderci d&#8217;animo quando s&#8217;accende il fuoco della prova; ma il sentiero da percorrere sta nel rimettere con fiducia le nostre anime in mano al Signore, dichiarando con Paolo: “È anche per questo motivo che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono convinto che egli ha il potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno” (II Timoteo 1:12), perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Anche se oggi incontriamo sofferenze, domani ci rallegreremo.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6519" alt="3b309f77-3340-4745-89e0-753447a36d89" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2019/11/3B309F77-3340-4745-89E0-753447A36D89.jpeg" width="1200" height="630" /></p>
<p><i>“… rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare</i>”</p>
<p>[I Pietro 4:3]</p>
<p>Se vogliamo essere usati da Dio dobbiamo mettere in conto questa eventualità: Egli ci condurrà attraverso una serie di esperienze difficili per farci comprendere ciò che avviene anche nella vita degli altri. Le “sofferenze di Cristo” non erano quelle citate altrove da Pietro: “Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida, o ladro, o malfattore, o perché si immischia nei fatti altrui” (4:15), ma quelle che il credente affronta soffrendo &#8220;secondo la volontà di Dio&#8221; (4:19), quelle cioè che s’incontrano rimanendo a fedeli Lui, vivendo una vita di santità in una società caratterizza dalla dissolutezza e l’ingiustizia. Nel tenere alta la Parola della Vita, in un contesto sociale avverso al Signore e all’Evangelo, dobbiamo mettere in conto queste sofferenze che si incontrano &#8220;lungo la via di casa&#8221;. Non è il caso di perderci d&#8217;animo quando s&#8217;accende il fuoco della prova; ma il sentiero da percorrere sta nel rimettere con fiducia le nostre anime in mano al Signore, dichiarando con Paolo: “È anche per questo motivo che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono convinto che egli ha il potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno” (II Timoteo 1:12), perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Anche se oggi incontriamo sofferenze, domani ci rallegreremo.</p>
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		<title>LA CURA PER LO STRESS</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/cura-per-stress/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2019 13:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[comunione]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[riposo]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare. Partirono dunque con la barca per andare in un luogo solitario in disparte. Marco 6:30-32 SEI STRESSATO? Se dovessimo chiedere: “Quanti si sentono stressati?”. Credo che la maggioranza di noi alzerebbe la mano. Siamo costantemente messi sotto pressione da una serie infinita d’impegni: la casa, il lavoro, la famiglia … Tra l’altro, viviamo in una società che continua a stressare la gente: una miriade di attività, il tempo non è mai sufficiente, le cose si accavallano, la tensione dovuta a una sorta di obbligo a rispondere alle aspettative degli altri, siano essi datori di lavoro, coniugi, fratelli … lo stress da prestazione. Inoltre, la gente vuole successi immediati, numeri alti, raggiungere mete e traguardi in termini di risultati considerevoli a livello finanziario, lavorativo, sessuale … e pur di tenere i ritmi alti ci si droga, si vive nell’antagonismo e nella competizione. La &#8220;rat race&#8221; la chiamano gli inglesi: corsa sfrenata, vita frenetica… In questo passaggio, si evince che gli stessi apostoli tornarono stanchi dalla loro missione e prima di affrontare altri impegni, di essere ancora di aiuto per altri, Gesù disse loro di stare con Lui in disparte. Questo brano ci insegna alcune importanti lezioni per affrontare lo stress delle nostre giornate convulse: IL BISOGNO DI STARE INSIEME TRA NOI: “Gli apostoli si riunirono … attorno a Gesù” Gli apostoli erano stati mandati, ora erano tornati e avevano bisogno di nuovo di stare insieme tra loro. • Stare insieme. “Nessun uomo è un’isola”. Una delle caratteristiche della prima chiesa era di vedere i credenti “stare insieme” (Atti 4:32). Insieme per la preghiera, il rompere il pane, per ricevere l’insegnamento. L’ekklesia è questa: adunanza dei chiamati fuori, la comunione dei credenti. Nei più autorevoli testi scientifici sulla longevità e la qualità della vita, viene dichiara ufficialmente l’importanza di sviluppare delle sane relazioni umane. Espressione del bisogno gli uni degli altri, del senso di chiesa, di comunità, di corpo. • Stare insieme con Gesù. Fare comunella non serve a niente: se non c’è Gesù, saremmo come un club o qualsiasi altra forma di aggregazione sociale. Una versione avanzata di dopolavoro ferroviario o di setta religiosa che si raccoglie intorno al proprio capo carismatico. Ma i discepoli non si raccolsero soltanto tra loro, ma attorno a Gesù. Tornarono da Colui che era il vero punto di riferimento, la fonte di ogni risorsa. Se vogliamo allentare lo stress, andiamo a Gesù che continua a dirci: “Venite a me voi che siete stanchi e carichi e io vi darò riposo”. IL BISOGNO DI PARLARE CON GESÙ: “… gli riferirono tutto …” Volevano trarre il massimo da quell’occasione e raccontare a Gesù le loro esperienze. Volevano accertarsi di aver fatto e detto le cose giuste. Quando siamo stanchi e stressati, prendiamoci del tempo per mantenere con Gesù una conversazione aperta: preghiera (noi a Lui); Parola (Lui a noi). Se siamo stressati o se non vogliamo diventarlo, dobbiamo riservarci del tempo per: • Condividere con Lui le nostre esperienze. Quello che ci succede, quello che abbiamo fatto e che vorremmo fare. Spesse volte ci troviamo nei guai semplicemente perché non ci siamo prima confidati con Gesù, non abbiamo parlato con Lui dei nostri problemi, non Gli abbiamo chiesto consiglio… Prima di affrontare l’arena delle tua giornata, confidati con Gesù. La giornata prenderà un’altra piega. • Confrontare con Lui quanto diciamo. Se vogliamo capire se quanto diciamo, crediamo e annunciamo sia corretto o no – non cerchiamo su Google – ma confrontiamoci con Gesù. Gli apostoli volevano rappresentarlo al meglio e perciò si assicuravano di dire ciò che era giusto. Abbiamo bisogno di confrontarci con la Parola del Signore, chiedergli sapienza per poter dire e agire secondo la Sua volontà: “Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5, 6). IL BISOGNO DI APPARTARSI CON GESÙ: “Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco” L’ambiente in cui vivevano i discepoli era ostile, il lavoro non era facile, erano circondati da non credenti che li osteggiavano e non era facile per loro trovare motivi d’incoraggiamento. Gesù percepisce questa situazione e la loro condizione, che è la nostra e, come disse loro, così dice a noi: • Venitevene. Gesù usa un tono perentorio, voleva indurre gli apostoli a fare qualcosa senza esitazione: lasciare una condizione o una situazione per calarsi in un’altra; muoversi da un luogo a un altro. Dobbiamo decidere di lasciare certe posizioni e condizioni per stare con Gesù, sennò vivremo uno stress continuo! • Ora. Ci sono cose che non sono procrastinabili. La frase di Gesù voleva significare 1) “l’immediatezza” della cosa. Non si poteva rimandare, quell’ora sta per “subito” senza indugiare, adesso e 2) “il frangente”; ci sono sempre quelli che aspettano che le cose cambino prima di cambiare, ma non si rendono conto che le cose potranno cambiare soltanto se cambiano prima loro! • In disparte. Gesù aveva in mente per i discepoli un luogo solitario nel quale raccogliersi. Ma, ovviamente, non si tratta tanto di un luogo materiale quanto di una realtà spirituale: il luogo solitario non è un eremo sulla montagna, ma sono i nostri momenti di solitudine con Gesù, senza fracasso, angustie, pensieri, con Gesù a faccia a faccia. Separiamoci da tutto ciò che ci tiene lontano da Gesù e stiamo con Lui: questo farà la differenza nella nostra vita! (cfr. Atti 4). • E riposatevi un poco. Quegli apostoli erano probabilmente esausti fisicamente, emotivamente e spiritualmente, perciò avevano bisogno di staccare un attimo. Uno dei modi per rendere più efficace un arco è quello di far riposare i flettenti, allentando la corda… Anche se ciò per loro [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6505" alt="stress-evangelo-head" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2019/02/stress-evangelo-head.jpg" width="1998" height="613" /></p>
<blockquote><p><em>Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare. Partirono dunque con la barca per andare in un luogo solitario in disparte.</em><br />
<em><strong>Marco 6:30-32</strong></em></p></blockquote>
<h2>SEI STRESSATO?</h2>
<p>Se dovessimo chiedere: “Quanti si sentono stressati?”. Credo che la maggioranza di noi alzerebbe la mano. Siamo costantemente messi sotto pressione da una serie infinita d’impegni: la casa, il lavoro, la famiglia … Tra l’altro, viviamo in una società che continua a stressare la gente: una miriade di attività, il tempo non è mai sufficiente, le cose si accavallano, la tensione dovuta a una sorta di obbligo a rispondere alle aspettative degli altri, siano essi datori di lavoro, coniugi, fratelli … lo stress da prestazione. Inoltre, la gente vuole successi immediati, numeri alti, raggiungere mete e traguardi in termini di risultati considerevoli a livello finanziario, lavorativo, sessuale … e pur di tenere i ritmi alti ci si droga, si vive nell’antagonismo e nella competizione. La <em>&#8220;rat race&#8221;</em> la chiamano gli inglesi: corsa sfrenata, vita frenetica…</p>
<p>In questo passaggio, si evince che gli stessi apostoli tornarono stanchi dalla loro missione e prima di affrontare altri impegni, di essere ancora di aiuto per altri, Gesù disse loro di stare con Lui in disparte.<br />
Questo brano ci insegna alcune importanti lezioni per affrontare lo stress delle nostre giornate convulse:</p>
<h2>IL BISOGNO DI STARE INSIEME TRA NOI: <em>“Gli apostoli si riunirono … attorno a Gesù”</em></h2>
<p>Gli apostoli erano stati mandati, ora erano tornati e avevano bisogno di nuovo di stare insieme tra loro.</p>
<p>• <strong>Stare insieme.</strong> <em>“Nessun uomo è un’isola”</em>. Una delle caratteristiche della prima chiesa era di vedere i credenti “stare insieme” (Atti 4:32). Insieme per la preghiera, il rompere il pane, per ricevere l’insegnamento. L’ekklesia è questa: adunanza dei chiamati fuori, la comunione dei credenti.<br />
Nei più autorevoli testi scientifici sulla longevità e la qualità della vita, viene dichiara ufficialmente l’importanza di sviluppare delle sane relazioni umane. Espressione del bisogno gli uni degli altri, del senso di chiesa, di comunità, di corpo.<br />
• <strong>Stare insieme con Gesù.</strong> Fare comunella non serve a niente: se non c’è Gesù, saremmo come un club o qualsiasi altra forma di aggregazione sociale. Una versione avanzata di dopolavoro ferroviario o di setta religiosa che si raccoglie intorno al proprio capo carismatico.</p>
<p>Ma i discepoli non si raccolsero soltanto tra loro, ma attorno a Gesù. Tornarono da Colui che era il vero punto di riferimento, la fonte di ogni risorsa. Se vogliamo allentare lo stress, andiamo a Gesù che continua a dirci: “Venite a me voi che siete stanchi e carichi e io vi darò riposo”.</p>
<h2>IL BISOGNO DI PARLARE CON GESÙ: <em>“… gli riferirono tutto …”</em></h2>
<p>Volevano trarre il massimo da quell’occasione e raccontare a Gesù le loro esperienze. Volevano accertarsi di aver fatto e detto le cose giuste. Quando siamo stanchi e stressati, prendiamoci del tempo per mantenere con Gesù una conversazione aperta: preghiera (noi a Lui); Parola (Lui a noi). Se siamo stressati o se non vogliamo diventarlo, dobbiamo riservarci del tempo per:</p>
<p>• <strong>Condividere con Lui le nostre esperienze.</strong> Quello che ci succede, quello che abbiamo fatto e che vorremmo fare. Spesse volte ci troviamo nei guai semplicemente perché non ci siamo prima confidati con Gesù, non abbiamo parlato con Lui dei nostri problemi, non Gli abbiamo chiesto consiglio… Prima di affrontare l’arena delle tua giornata, confidati con Gesù. La giornata prenderà un’altra piega.<br />
• <strong>Confrontare con Lui quanto diciamo.</strong> Se vogliamo capire se quanto diciamo, crediamo e annunciamo sia corretto o no – non cerchiamo su Google – ma confrontiamoci con Gesù. Gli apostoli volevano rappresentarlo al meglio e perciò si assicuravano di dire ciò che era giusto. Abbiamo bisogno di confrontarci con la Parola del Signore, chiedergli sapienza per poter dire e agire secondo la Sua volontà: “Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5, 6).</p>
<h2>IL BISOGNO DI APPARTARSI CON GESÙ: “Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco”</h2>
<p>L’ambiente in cui vivevano i discepoli era ostile, il lavoro non era facile, erano circondati da non credenti che li osteggiavano e non era facile per loro trovare motivi d’incoraggiamento.<br />
Gesù percepisce questa situazione e la loro condizione, che è la nostra e, come disse loro, così dice a noi:<br />
• <strong>Venitevene.</strong> Gesù usa un tono perentorio, voleva indurre gli apostoli a fare qualcosa senza esitazione: lasciare una condizione o una situazione per calarsi in un’altra; muoversi da un luogo a un altro. Dobbiamo decidere di lasciare certe posizioni e condizioni per stare con Gesù, sennò vivremo uno stress continuo!<br />
• <strong>Ora.</strong> Ci sono cose che non sono procrastinabili. La frase di Gesù voleva significare 1) “l’immediatezza” della cosa. Non si poteva rimandare, quell’ora sta per “subito” senza indugiare, adesso e 2) “il frangente”; ci sono sempre quelli che aspettano che le cose cambino prima di cambiare, ma non si rendono conto che le cose potranno cambiare soltanto se cambiano prima loro!<br />
• <strong>In disparte.</strong> Gesù aveva in mente per i discepoli un luogo solitario nel quale raccogliersi. Ma, ovviamente, non si tratta tanto di un luogo materiale quanto di una realtà spirituale: il luogo solitario non è un eremo sulla montagna, ma sono i nostri momenti di solitudine con Gesù, senza fracasso, angustie, pensieri, con Gesù a faccia a faccia. Separiamoci da tutto ciò che ci tiene lontano da Gesù e stiamo con Lui: questo farà la differenza nella nostra vita! (cfr. Atti 4).<br />
• <strong>E riposatevi un poco.</strong> Quegli apostoli erano probabilmente esausti fisicamente, emotivamente e spiritualmente, perciò avevano bisogno di staccare un attimo.<br />
Uno dei modi per rendere più efficace un arco è quello di far riposare i flettenti, allentando la corda… Anche se ciò per loro non avvenne, noi di certo abbiamo bisogno:</p>
<p>• <strong>di allentare ogni tensione:</strong> “… era tanta la gente che andava e veniva …” che richiedeva la loro attenzione, il loro impegno e rischiavano di distrarre la loro attenzione da Gesù. Ci sono tanti bisogni che spesso richiedono il nostro intervento, ma non perdiamo mai di vista Gesù!<br />
• <strong>di riprendere nuove forze:</strong> “… non avevano neppure il tempo per mangiare …”. Se, da una parte è importante continuare a focalizzare Gesù, dall’altra dobbiamo pure prenderci del tempo da dedicare alla nostra alimentazione: corriamo da una parte all’altra, facciamo questo e quest’altro, ma dobbiamo continuare a cibarci della Parola che ci dà forza e nuove energie. Accostiamoci ogni giorno alla tavola del Maestro, parliamo con Dio: questo ci ridurrà lo stress e ci farà essere cristiani pieni di energie.</p>
<h2>LA SOLUZIONE</h2>
<p>Sembra quasi che non si possa vivere senza essere stressati. Sembra sia diventato parte della nostra stessa cultura. Ma questo brano c’insegna come gestire le tensioni prodotte dalla nostra frenetica vita quotidiana.</p>
<p>Quei discepoli erano esausti e, prima di fare fronte ad altri bisogni, Gesù disse loro:<br />
«Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco».</p>
<p>Il famoso predicatore e scrittore Vance Havner disse: “Se non vai in disparte [con Gesù], finirai a pezzi”.</p>
<p>Forse sei stanco del viaggio, degli impegni, delle più diverse occupazioni, rispondi al comando di Gesù: “Ora venitevene in disparte con me e riposatevi un poco”.</p>
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		<title>COME L&#8217;ORO</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Nov 2017 09:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Scrivania del Pastore]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà. [Isaia 43:2] Nel nostro cammino cristiano si alternano momenti gioiosi di benedizione ad altri di sofferenza e difficoltà. È facile riconoscere la presenza di Dio presso di noi quando tutte le cose vanno bene. Allora la presenza del Signore ci ristora l&#8217;anima e il sentiero che percorriamo ci appare luminoso e costellato di benedizioni. Tuttavia, altre volte, la mano di Dio ci conduce in sentieri costellati da sofferenze e difficoltà, ci guida attraverso acque tumultuose o nel fuoco delle prove. In ogni caso, la Parola di Dio ci conferma che Egli è vicino a noi in ogni situazione e in ogni frangente della vita. Qual è la situazione che stai attraversando? Dio ha aperto una strada nel mare a Israele e ha protetto i giovani ebrei nella fornace ardente. Gesù è sempre con te: non annegherai nelle acque e non sarai consumato dal fuoco della prova. Anzi, ne uscirai come l’oro! Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/come-oro/">COME L&#8217;ORO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà.<br />
[Isaia 43:2]<br />
</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6388"  src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2017/11/come-oro-post.png" width="940" height="314" /></p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Nel nostro cammino cristiano si alternano momenti gioiosi di benedizione ad altri di sofferenza e difficoltà. È facile riconoscere la presenza di Dio presso di noi quando tutte le cose vanno bene. Allora la presenza del Signore ci ristora l&#8217;anima e il sentiero che percorriamo ci appare luminoso e costellato di benedizioni. Tuttavia, altre volte, la mano di Dio ci conduce in sentieri costellati da sofferenze e difficoltà, ci guida attraverso acque tumultuose o nel fuoco delle prove. In ogni caso, la Parola di Dio ci conferma che Egli è vicino a noi in ogni situazione e in ogni frangente della vita. </p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Qual è la situazione che stai attraversando? Dio ha aperto una strada nel mare a Israele e ha protetto i giovani ebrei nella fornace ardente. Gesù è sempre con te: non annegherai nelle acque e non sarai consumato dal fuoco della prova. <strong>Anzi, ne uscirai come l’oro!</strong></p>
<hr />
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		<title>CRISTIANI E HALLOWEEN</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 16:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Halloween: di anno in anno questo nome, con la festa che descrive, anche dalle nostre parti si afferma con forza sempre maggiore. Per conoscerne l&#8217;origine ripercorriamone in breve la storia. Si tratta di un&#8217;antica festa celtica (Samhain), una festa di capodanno che segnava la fine dei raccolti e l&#8217;inizio della stagione fredda, periodo in cui è importante stringersi e affermare la comunità. Si svolgeva fra il 31 ottobre e il 1° novembre, in quello che si credeva un interregno fra i due anni, momento in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si toccavano. I Romani, che dinanzi a feste e divinità straniere non facevano mai una piega, vi riconobbero i meccanismi di certe liturgie che loro celebravano durante i Lemuria o i Parentalia: tutte feste in cui gli spiriti dei morti venivano esorcizzati, celebrati, placati. Nel 609 papa Bonifacio IV istituì la festa di Ognissanti, da celebrare il 13 maggio (data in cui venivano festeggiati i Lemuria romani); il secolo successivo papa Gregorio III la spostò però al 1°novembre, così da installarla sul Samhain celtico. Una tattica ricorrente: la festa pagana viene “coperta” con una nuova festa riconsacrata alla religione cattolico romana. Ma con la Riforma (di cui giusto oggi ricorre il cinquecentesimo anniversario) la festa voluta dal papa smise d&#8217;esser celebrata nei territori protestanti. Svestiti i panni cristiani, tornò laica, tornò pagana &#8211; pur mantenendo un nome cristiano ed evolvendo nei secoli fino all&#8217;Halloween che conosciamo oggi, coi suoi simboli macabri e le usanze grottesche coperte da una sfavillante patina consumistica. E il cristiano? Come può approcciare tutto questo? Scorrendo la Bibbia si trovano molti avvertimenti e divieti contro pratiche spiritistiche e di contatto con i defunti (alcuni riferimenti si trovano in Lev. 19:31; 20:6; Is. 8:19) mentre Gesù e la Sua opera sono continuamente paragonati alla luce che splende nelle tenebre (Giov. 1:5; 3:19; 8:12; Rom. 13:12; II Cor. 4:6) e alla vita che sconfigge la morte (Giov. 5:24; Rom. 6:23; I Giov. 3:14). Anche se questa notte il mondo sarà un po’ più immerso nelle tenebre della morte, noi abbiamo ancora una volta l’occasione di condividere un messaggio che è luce di vita. “Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”. Gesù, in Giovanni 12:46 Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Halloween: di anno in anno questo nome, con la festa che descrive, anche dalle nostre parti si afferma con forza sempre maggiore.<br />
</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6388"  src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2017/10/halloween-evangelo.png" width="940" height="314" /></p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Per conoscerne l&#8217;origine ripercorriamone in breve la storia. Si tratta di un&#8217;antica festa celtica (<em>Samhain</em>), una festa di capodanno che segnava la fine dei raccolti e l&#8217;inizio della stagione fredda, periodo in cui è importante stringersi e affermare la comunità. Si svolgeva fra il 31 ottobre e il 1° novembre, in quello che si credeva un interregno fra i due anni, momento in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si toccavano. I Romani, che dinanzi a feste e divinità straniere non facevano mai una piega, vi riconobbero i meccanismi di certe liturgie che loro celebravano durante i <em>Lemuria </em>o i <em>Parentalia</em>: tutte feste in cui gli spiriti dei morti venivano esorcizzati, celebrati, placati.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Nel 609 papa Bonifacio IV istituì la festa di Ognissanti, da celebrare il 13 maggio (data in cui venivano festeggiati i Lemuria romani); il secolo successivo papa Gregorio III la spostò però al 1°novembre, così da installarla sul Samhain celtico. Una tattica ricorrente: la festa pagana viene “coperta” con una nuova festa riconsacrata alla religione cattolico romana. Ma con la Riforma (di cui giusto oggi ricorre il cinquecentesimo anniversario) la festa voluta dal papa smise d&#8217;esser celebrata nei territori protestanti. Svestiti i panni cristiani, tornò laica, tornò pagana &#8211; pur mantenendo un nome cristiano ed evolvendo nei secoli fino all&#8217;Halloween che conosciamo oggi, coi suoi simboli macabri e le usanze grottesche coperte da una sfavillante patina consumistica.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">E il cristiano? Come può approcciare tutto questo? Scorrendo la Bibbia si trovano molti avvertimenti e divieti contro pratiche spiritistiche e di contatto con i defunti (alcuni riferimenti si trovano in <a href="https://www.bible.com/bible/123/LEV.19.31" rel="noopener" target="_blank">Lev. 19:31</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/LEV.20.6" rel="noopener" target="_blank">20:6</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/ISA.8.19" rel="noopener" target="_blank">Is. 8:19</a>) mentre Gesù e la Sua opera sono continuamente paragonati alla luce che splende nelle tenebre (<a href="https://www.bible.com/bible/123/JHN.1.5" rel="noopener" target="_blank">Giov. 1:5</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/JHN.3.19" rel="noopener" target="_blank">3:19</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/JHN.8.12" rel="noopener" target="_blank">8:12</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/ROM.13.12" rel="noopener" target="_blank">Rom. 13:12</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/2CO.4.6" rel="noopener" target="_blank">II Cor. 4:6</a>) e alla vita che sconfigge la morte (<a href="https://www.bible.com/bible/123/JHN.5.24" rel="noopener" target="_blank">Giov. 5:24</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/ROM.6.23" rel="noopener" target="_blank">Rom. 6:23</a>; <a href="https://www.bible.com/bible/123/1JN.3.14" rel="noopener" target="_blank">I Giov. 3:14</a>).</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Anche se questa notte il mondo sarà un po’ più immerso nelle tenebre della morte, noi abbiamo ancora una volta l’occasione di condividere un messaggio che è luce di vita.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;"><em>“Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”.</em><br />
<strong>Gesù, in Giovanni 12:46</strong></p>
<p><iframe width="940" height="500" src="https://www.youtube.com/embed/shx2pVLw64E?rel=0&amp;showinfo=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
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		<title>RICORDIAMOCI</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/ricordiamoci/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 10:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ma ora così parla il Signore, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! [Isaia 43:1] Cristo è l’adempimento di tutte le promesse: “Infatti tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l&#8217;Amen alla gloria di Dio” (II Corinzi 1:20). - Ricordiamoci che Lui ci ha formato: “Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10). - Ricordiamoci che Lui ci ha riscattato, infatti: “Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone” (Tito 2:14). - Ricordiamoci che Lui ci ha chiamato e la Sua promessa è di custodirci e guidarci: “Io, il Signore, ti ho chiamato secondo giustizia e ti prenderò per la mano; ti custodirò e farò di te l&#8217;alleanza del popolo, la luce delle nazioni” (Isaia 42:6). Facciamo nostre queste Sue benedette promesse anche oggi! Dalla Scrivania del Pastore Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Ma ora così parla il Signore, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!<br />
[Isaia 43:1]<br />
</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6388"  src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2017/10/ricordiamoci-post.png" width="940" height="314" /></p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Cristo è l’adempimento di tutte le promesse: <i>“Infatti tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l&#8217;Amen alla gloria di Dio”</i> (II Corinzi 1:20).</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">- Ricordiamoci che Lui ci ha formato: “Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10). </p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">- Ricordiamoci che Lui ci ha riscattato, infatti: <em>“Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone” (Tito 2:14).</em>  </p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">- Ricordiamoci che Lui ci ha chiamato e la Sua promessa è di custodirci e guidarci: <em>“Io, il Signore, ti ho chiamato secondo giustizia e ti prenderò per la mano; ti custodirò e farò di te l&#8217;alleanza del popolo, la luce delle nazioni”</em> (Isaia 42:6).</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Facciamo nostre queste Sue benedette promesse anche oggi!</p>
<p style="color: #000000; font-size: 14px; text-align:right"><em><strong>Dalla Scrivania del Pastore</strong></em></p>
<hr />
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		<title>DIO VEDE E PROVVEDE</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/dio-vede-provvede/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 17:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli occhi di tutti sono rivolti a te, e tu dai loro il cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano, e dai cibo a volontà a tutti i viventi. [Salmo 145:15, 16] Il Signore ci promette di provvedere ai nostri bisogni: “Ora se Dio veste in questa maniera l&#8217;erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?” (Matteo 6:26) Egli è pronto a donarci ciò che Gli chiediamo e che corrisponde alla Sua volontà per noi: “Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù”; “Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce” (I Giovanni 5:14). Dalla Scrivania del Pastore Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Gli occhi di tutti sono rivolti a te, e tu dai loro il cibo a suo tempo.<br />
Tu apri la tua mano, e dai cibo a volontà a tutti i viventi.<br />
[Salmo 145:15, 16]<br />
</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6388"  src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/dio-provvede-post.png" width="940" height="314" /></p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Il Signore ci promette di provvedere ai nostri bisogni:</p>
<blockquote><p>“Ora se Dio veste in questa maniera l&#8217;erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?”<br /> (Matteo 6:26)</p></blockquote>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Egli è pronto a donarci ciò che Gli chiediamo e che corrisponde alla Sua volontà per noi: <em>“Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù”; “Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce”</em> (I Giovanni 5:14).</p>
<p style="color: #000000; font-size: 14px; text-align:right"><em><strong>Dalla Scrivania del Pastore</strong></em></p>
<hr />
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/dio-vede-provvede/">DIO VEDE E PROVVEDE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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		<title>VISITA DI GREG MUNDIS</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/visita-greg-mundis/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 17:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.evangelo.it/wp/?p=6412</guid>
		<description><![CDATA[<p>Una gradita visita da oltreoceano Domenica 10 settembre abbiamo avuto il privilegio di avere con noi il pastore Greg Mundis, direttore esecutivo delle missioni mondiali delle Assemblies of God USA. Basandosi sul versetto di Atti 17:6 il pastore Mundis ha delineato un ritratto storico di come Cristo e i credenti che hanno risposto alla Sua chiamata abbiano messo sottosopra il mondo. La riforma protestante, sorta nel 1517, rivoluziona il mondo teologico fino a quel momento dominato dalla teologia cattolica romana, rimettendo al centro l&#8217;opera di grazia compiuta da Gesù. La nostra vita con Dio è prima di tutto una relazione piuttosto che una religione e la chiesa non è stata fondata per essere un&#8217;organizzazione, ma un organismo. La croce è al centro della nostra fede, perché è il sacrificio di Gesù che ci ha portato ad avere una relazione con Dio. Negli stessi anni è il movimento anabattista a creare una seconda rivoluzione, questa volta nel mondo delle missioni. Al di là dei riformatori, come Lutero e Calvino, che avevano dato un apporto fondamentale alla teologia, gli anabattisti riscoprirono il valore di una scelta consapevole per Cristo per convertirsi ed essere battezzati e fondarono una vasta opera missionaria. Nella loro impronta, il Conte Zindendorf accolse centinaia di credenti perseguitati e indice continue riunioni di preghiera. Da una sola riunione di preghiera partirono 26 missionari in tutto il mondo, perché quando siamo ripieni di Spirito Santo siamo spinti ad essere testimoni ovunque Dio ci voglia mandare. La terza rivoluzione vissuta in quegli anni fu tecnologica: la stampa. Le nuove tecnologie favorirono la diffusione del messaggio dell&#8217;Evangelo in tutto il mondo in pochi anni. Oggi noi viviamo una rivoluzione simile, con i nuovi media, con cui possiamo trasmettere il messaggio di Cristo! Siamo figli della riforma, perché ancora oggi proclamiamo che &#8220;il giusto vivrà per fede&#8221;. Oggi nel mondo ci sono ancora 3 miliardi di persone che non conoscono l&#8217;Evangelo. Non possiamo tenere questo messaggio per noi. Il Signore vuole usare tutti i mezzi a disposizione per parlare di Lui.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Una gradita visita da oltreoceano</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6388" alt="post-verita-post" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/mundis-evangelo.png" width="940" height="314" /></p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Domenica 10 settembre abbiamo avuto il privilegio di avere con noi il pastore Greg Mundis, direttore esecutivo delle missioni mondiali delle Assemblies of God USA.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Basandosi sul versetto di <a href="http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=atti+17%3A6&#038;versioni[]=Nuova+Riveduta" rel="noopener" target="_blank">Atti 17:6</a> il pastore Mundis ha delineato un ritratto storico di come Cristo e i credenti che hanno risposto alla Sua chiamata abbiano messo sottosopra il mondo.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">La riforma protestante, sorta nel 1517, rivoluziona il mondo teologico fino a quel momento dominato dalla teologia cattolica romana, rimettendo al centro l&#8217;opera di grazia compiuta da Gesù. La nostra vita con Dio è prima di tutto una relazione piuttosto che una religione e la chiesa non è stata fondata per essere un&#8217;organizzazione, ma un organismo. La croce è al centro della nostra fede, perché è il sacrificio di Gesù che ci ha portato ad avere una relazione con Dio.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Negli stessi anni è il movimento anabattista a creare una seconda rivoluzione, questa volta nel mondo delle missioni. Al di là dei riformatori, come Lutero e Calvino, che avevano dato un apporto fondamentale alla teologia, gli anabattisti riscoprirono il valore di una scelta consapevole per Cristo per convertirsi ed essere battezzati e fondarono una vasta opera missionaria. Nella loro impronta, il Conte Zindendorf accolse centinaia di credenti perseguitati e indice continue riunioni di preghiera. Da una sola riunione di preghiera partirono 26 missionari in tutto il mondo, perché quando siamo ripieni di Spirito Santo siamo spinti ad essere testimoni ovunque Dio ci voglia mandare.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">La terza rivoluzione vissuta in quegli anni fu tecnologica: la stampa. Le nuove tecnologie favorirono la diffusione del messaggio dell&#8217;Evangelo in tutto il mondo in pochi anni. Oggi noi viviamo una rivoluzione simile, con i nuovi media, con cui possiamo trasmettere il messaggio di Cristo!</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Siamo figli della riforma, perché ancora oggi proclamiamo che &#8220;il giusto vivrà per fede&#8221;. Oggi nel mondo ci sono ancora 3 miliardi di persone che non conoscono l&#8217;Evangelo. Non possiamo tenere questo messaggio per noi. Il Signore vuole usare tutti i mezzi a disposizione per parlare di Lui.</p>
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		<title>LA VERITÀ NELL’EPOCA DELLA &#8220;POST VERITÀ&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 12:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[evangelo]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più confuso esiste ancora la verità? Secondo l’autorevole Oxford Dictionary la parola dell’anno 2016 è “post truth”: post verità. Viviamo un periodo che, anche grazie allo sviluppo dei social network, ha visto svilupparsi in maniera esponenziale delle verità parziali, delle notizie create con il solo scopo di creare consensi su una o su un’altra visione del mondo, delle “bufale” costruite per denigrare avversari, istituzioni, generare sospetti ed esplodere in modo virale. Non interessa più quale sia la verità, ma quanto sia diffusa un’idea, quanto sia virale, quanto sia efficace nel creare emozioni: entusiasmo, indignazione, rabbia, sospetto. Il risultato è che i fatti si fanno sempre più confusi, le mezze verità dilagano e ognuno cerca una realtà a proprio uso e consumo, delle notizie che alimentino soltanto la propria narrativa, la propria visione del mondo. LA VERITÀ È LIBERTÀ Una delle frasi più famose di Gesù è “La verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32). Ma oggi come oggi ci si potrebbe chiedere: “Quale verità? Ce ne sono tante! Io ho la mia, tu hai la tua … l’importante è crederci”. Gesù stava parlando con dei religiosi che si ritenevano giusti, delle persone cresciute con la convinzione che la loro discendenza, il loro gruppo sociale e la loro stirpe gli dessero certezze rispetto a tutti quelli che li circondavano. Per questo che Gesù, poco dopo aggiunge: “In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato … Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:34, 36). Gesù non si inserisce in una battaglia di idee, di visioni sociali o politiche, di questioni di discendenza e convinzioni, spariglia le carte mettendo tutti sullo stesso piano. Dà una cattiva notizia: ognuno è segnato dal peccato, non importa quanto si ritiene giusto o pensi di avere ragione, a quale gruppo appartenga e quale sia la sua visione del mondo. Il peccato mette ogni uomo e donna sullo stesso piano, tutti sono “schiavi” e tutti hanno bisogno di libertà. Ecco la buona notizia, ecco la verità: è il “Figlio” che fa liberi, la libertà è stata conquistata. Non da una delle tante “verità”, non da una visione del mondo, ma da una persona: Gesù. Morto per tutti, a prescindere dalla religione, dal sesso, dalla razza, dalle convinzioni, dalle opinioni che ha. Il problema è universale: il peccato. La soluzione è una: Gesù. Una realtà chiara, semplice, inequivocabile: la buona notizia della salvezza ottenuta grazie a Cristo e che possiamo fare nostra comprendendo il nostro bisogno e credendo in Lui e in ciò che ha fatto per noi. In un mondo di sospetti, faziosità, complottismi, guerre di opinioni esiste la verità che dona libertà: si chiama Gesù. Mettilo alla prova, rivolgiGli una semplice preghiera e chiediGli di darti la libertà che ha promesso a tutti. Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/la-verita-nella-epoca-della-post-verita/">LA VERITÀ NELL’EPOCA <br />DELLA &#8220;POST VERITÀ&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">In un mondo sempre più confuso esiste ancora la verità?</span></em></h2>
<p><img src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/11/post-verita-post.png" alt="post-verita-post" width="940" height="314" class="aligncenter size-full wp-image-6388" /><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;">Secondo l’autorevole Oxford Dictionary la parola dell’anno 2016 è <em>“post truth”</em>: post verità.</span></p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Viviamo un periodo che, anche grazie allo sviluppo dei social network, ha visto svilupparsi in maniera esponenziale delle verità parziali, delle notizie create con il solo scopo di creare consensi su una o su un’altra visione del mondo, delle “bufale” costruite per denigrare avversari, istituzioni, generare sospetti ed esplodere in modo virale.<br /><br />
Non interessa più quale sia la verità, ma quanto sia diffusa un’idea, quanto sia virale, quanto sia efficace nel creare emozioni: entusiasmo, indignazione, rabbia, sospetto. Il risultato è che i fatti si fanno sempre più confusi, le mezze verità dilagano e ognuno cerca una realtà a proprio uso e consumo, delle notizie che alimentino soltanto la propria narrativa, la propria visione del mondo.</p>
<h2>LA VERITÀ È LIBERTÀ</h2>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Una delle frasi più famose di Gesù è <em>“La verità vi farà liberi”</em> (Giovanni 8:32). Ma oggi come oggi ci si potrebbe chiedere: “Quale verità? Ce ne sono tante! Io ho la mia, tu hai la tua … l’importante è crederci”.<br /><br />
Gesù stava parlando con dei religiosi che si ritenevano giusti, delle persone cresciute con la convinzione che la loro discendenza, il loro gruppo sociale e la loro stirpe gli dessero certezze rispetto a tutti quelli che li circondavano. Per questo che Gesù, poco dopo aggiunge: <em>“In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato … Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi”</em> (Giovanni 8:34, 36).<br /><br />
Gesù non si inserisce in una battaglia di idee, di visioni sociali o politiche, di questioni di discendenza e convinzioni, spariglia le carte mettendo tutti sullo stesso piano. Dà una cattiva notizia: ognuno è segnato dal peccato, non importa quanto si ritiene giusto o pensi di avere ragione, a quale gruppo appartenga e quale sia la sua visione del mondo. Il peccato mette ogni uomo e donna sullo stesso piano, tutti sono “schiavi” e tutti hanno bisogno di libertà. Ecco la buona notizia, ecco la verità: è il “Figlio” che fa liberi, la libertà è stata conquistata. Non da una delle tante “verità”, non da una visione del mondo, ma da una persona: Gesù. Morto per tutti, a prescindere dalla religione, dal sesso, dalla razza, dalle convinzioni, dalle opinioni che ha. Il problema è universale: il peccato. La soluzione è una: Gesù.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">Una realtà chiara, semplice, inequivocabile: la buona notizia della salvezza ottenuta grazie a Cristo e che possiamo fare nostra comprendendo il nostro bisogno e credendo in Lui e in ciò che ha fatto per noi.</p>
<p style="color: #000000; font-size: 20px;">In un mondo di sospetti, faziosità, complottismi, guerre di opinioni esiste la verità che dona libertà: si chiama Gesù. Mettilo alla prova, rivolgiGli una semplice preghiera e chiediGli di darti la libertà che ha promesso a tutti.</p>
<hr/>
<h3>Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</h3>
<h2><a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=276" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">RELIGIONE O EVANGELO? →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=4733" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">CHI È GESÙ →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=3842" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">PERCHÉ EVANGELICI →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=188" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">UN MESSAGGIO PER TE →</a></h2>
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		<title>IL RUMORE DELLE NAZIONI</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 10:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
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		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come trovare pace in un mondo di incertezze Alleanze che si rompono, nazioni che tremano, unioni che vacillano, borse che crollano, governi che cadono. In questi giorni il mondo si è ritrovato ancora una volta scaraventato in una tempesta di incertezze. In queste ore presidenti, analisti, ministri, ambasciatori e consulenti stanno febbrilmente tessendo nuove strategie, nuovi piani, nuovi progetti per scenari in continuo mutamento. I figli di Core, circa 2500 anni fa, scrissero nel Salmo 46 “Le nazioni rumoreggiano, i regni vacillano”. “LE NAZIONI RUMOREGGIANO” Da ogni parte del globo si sentono questi rumori: voci indignate della protesta, grida degli operatori di borsa nel panico, fitte telefonate colme di tensione tra capi di stato, conferenze stampa, atti terroristici, urla disperate di chi fugge dalle guerre, cigolii di legname che cede di barconi stracolmi di persone fluttuanti tra le onde, sirene di allarme, parole sprezzanti delle campagne elettorali, combattimenti vicini e lontani … le nazioni sono avvolte da un immenso rumore che entra nelle nostre case quotidianamente dalle notizie dei telegiornali, dai video sui social network, dalle colonne dei giornali. “I REGNI VACILLANO” Nessuno è al sicuro, tutto è incerto e precario. Crisi finanziarie, scandali politici, guerre, persecuzioni e terrorismo rendono i regni di questo mondo instabili, le alleanze fragili, le unioni traballanti. Dalle crudeli lotte tra i signori della guerra nelle giungle alle fastose sale del potere finanziario, l&#8217;uomo non sembra trovare una sicurezza certa, una stabilità reale, una pace vera. Nessuna istituzione, nessuna alleanza, nessun sistema politico o finanziario garantisce sicurezze, la storia può cambiare da un momento all&#8217;altro nel secolo dell&#8217;istantaneo. Il mondo vacilla sempre più pericolosamente. &#8220;Purtroppo lo scenario appare fosco, ma, continuando la lettura del Salmo, ecco la svolta: Il Signore degli eserciti è con noi, il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio. Venite, guardate le opere del Signore, egli fa sulla terra cose stupende. Fa cessare le guerre fino all&#8217;estremità della terra; rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra. «Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio. Io sarò glorificato fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra»”. “FERMATEVI E RICONOSCETE CHE IO SONO DIO” Dio si eleva su questa situazione caotica come il rifugio, il creatore, il pacificatore. Dio si mostra all&#8217;uomo come la vera soluzione, la certezza che non si trova da nessun&#8217;altra parte. Le nazioni, confuse e incerte, ricevono un invito appassionato: “Fermatevi”. Tutto sembra fare silenzio, il rumore delle nazioni cessa, il vacillare si arresta, Dio è lì e chiede a ognuno di noi di riconoscere chi sia veramente. Il padre amorevole, il rifugio inespugnabile pronto ad accogliere quanti cercano la vera pace, la stabilità e la sicurezza. Il Signore vuole che sperimenti quella meravigliosa certezza che trovi nello stesso salmo: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”. Non è una “stampella psicologica”, è la semplice verità sperimentata da milioni di persone lungo tutta la storia.In questo mondo chiassoso e vacillante, puoi trovare la vera pace in Cristo. Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Come trovare pace in un mondo di incertezze</span></em></h2>
<p><img src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/06/rumore-nazioni-post.jpg" alt="rumore-nazioni-post" width="960" height="320" class="alignnone size-full wp-image-6322" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Alleanze che si rompono, nazioni che tremano, unioni che vacillano, borse che crollano, governi che cadono. In questi giorni il mondo si è ritrovato ancora una volta scaraventato in una tempesta di incertezze. In queste ore presidenti, analisti, ministri, ambasciatori e consulenti stanno febbrilmente tessendo nuove strategie, nuovi piani, nuovi progetti per scenari in continuo mutamento.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">I figli di Core, circa 2500 anni fa, scrissero nel Salmo 46 </span><br /><br /></p>
<blockquote><p>“Le nazioni rumoreggiano, i regni vacillano”.
</p></blockquote>
<p><br /><br />
<h2>“LE NAZIONI RUMOREGGIANO”</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Da ogni parte del globo si sentono questi rumori: voci indignate della protesta, grida degli operatori di borsa nel panico, fitte telefonate colme di tensione tra capi di stato, conferenze stampa, atti terroristici, urla disperate di chi fugge dalle guerre, cigolii di legname che cede di barconi stracolmi di persone fluttuanti tra le onde, sirene di allarme, parole sprezzanti delle campagne elettorali, combattimenti vicini e lontani … le nazioni sono avvolte da un immenso rumore che entra nelle nostre case quotidianamente dalle notizie dei telegiornali, dai video sui social network, dalle colonne dei giornali.</span><br /><br /></p>
<h2>“I REGNI VACILLANO”</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Nessuno è al sicuro, tutto è incerto e precario. Crisi finanziarie, scandali politici, guerre, persecuzioni e terrorismo rendono i regni di questo mondo instabili, le alleanze fragili, le unioni traballanti. Dalle crudeli lotte tra i signori della guerra nelle giungle alle fastose sale del potere finanziario, l&#8217;uomo non sembra trovare una sicurezza certa, una stabilità reale, una pace vera. Nessuna istituzione, nessuna alleanza, nessun sistema politico o finanziario garantisce sicurezze, la storia può cambiare da un momento all&#8217;altro nel secolo dell&#8217;istantaneo. Il mondo vacilla sempre più pericolosamente.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">&#8220;Purtroppo lo scenario appare fosco, ma, continuando la lettura del Salmo, ecco la svolta:</span><br /><br /></p>
<blockquote><p>Il Signore degli eserciti è con noi,<br />
il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio.<br />
Venite, guardate le opere del Signore,<br />
egli fa sulla terra cose stupende.<br />
Fa cessare le guerre fino all&#8217;estremità della terra;<br />
rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra.<br />
<strong>«Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio.<br />
Io sarò glorificato fra le nazioni,<br />
sarò glorificato sulla terra»”.</strong>
</p></blockquote>
<p><br /><br />
<h2>“FERMATEVI E RICONOSCETE CHE IO SONO DIO”</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Dio si eleva su questa situazione caotica come il rifugio, il creatore, il pacificatore. Dio si mostra all&#8217;uomo come la vera soluzione, la certezza che non si trova da nessun&#8217;altra parte. Le nazioni, confuse e incerte, ricevono un invito appassionato: “Fermatevi”. Tutto sembra fare silenzio, il rumore delle nazioni cessa, il vacillare si arresta, Dio è lì e chiede a ognuno di noi di riconoscere chi sia veramente. Il padre amorevole, il rifugio inespugnabile pronto ad accogliere quanti cercano la vera pace, la stabilità e la sicurezza.<br /><br /><br />
Il Signore vuole che sperimenti quella meravigliosa certezza che trovi nello stesso salmo: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”. Non è una “stampella psicologica”, è la semplice verità sperimentata da milioni di persone lungo tutta la storia.<br /><strong>In questo mondo chiassoso e vacillante, puoi trovare la vera pace in Cristo.</strong></span><br /><br /></p>
<h3>Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</h3>
<h2><a href="http://www.evangelo.it/wp/cose-levangelo/" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">L&#8217;EVANGELO →</a><a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=276" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">RELIGIONE O EVANGELO? →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=4733" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">CHI È GESÙ →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=3842" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">PERCHÉ EVANGELICI →</a></h2>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/il-rumore-delle-nazioni-come-trovare-vera-pace-in-mondo-incerto/">IL RUMORE DELLE NAZIONI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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		<title>Unioni gay? Niente panico</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2016 08:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Perché la chiesa di Cristo non deve spaventarsi di fronte all&#8217;avanzata delle unioni omosessuali Prima di tutto, la Chiesa non deve intimorirsi. Le istituzioni possono fare molte cose, ma di certo non possono rimettere Gesù dentro una tomba. Gesù di Nazareth è ancora vivo e continua a chiamare il mondo in vista del Suo regno. Mentre queste decisioni indeboliscono la famiglia, la base stessa della società, l’Evangelo non ha bisogno dei “valori tradizionali” per fiorire. La chiesa, storicamente, spesso fiorisce quando è in forte contrasto con la cultura che la circonda. Come nel caso di Efeso, Filippi, Corinto e Roma, tutte società in cui la visione del matrimonio e della sessualità era in aperta opposizione a quella delle Scritture. Più si andrà avanti e meno le persone comprenderanno e accetteranno la visione biblica del matrimonio. Non potremmo parlare semplicemente di matrimonio in termini di valori, di cultura o vantaggio per la società. Dovremo parlare del matrimonio nel modo in cui Gesù e gli apostoli hanno insegnato – legato a doppio filo con l’Evangelo stesso, l’immagine dell’unione di Cristo con la chiesa (Efesini 5:32). Facendo questo, non potremmo semplicemente esporre la nostra visione del matrimonio, ma dovremo incarnare noi stessi una cultura del matrimonio evangelica. Troppo spesso si dà una cattiva testimonianza, troppo spesso la chiesa è stata la prima a infamare il matrimonio, troppo spesso non è stata applicata la disciplina nei casi in cui sono stati volontariamente distrutti matrimoni. Bisogna che la chiesa per prima dimostri cosa significhi il matrimonio, continuando a seguire i “sentieri antichi”. Abbiamo una grandiosa opportunità di realizzare ciò che Gesù ci ha chiamato a fare con i nostri matrimoni: essere luce nell’oscurità. Dei matrimoni permanenti e stabili costituiti da famiglie con una madre e un padre ci potranno rendere unici nella cultura del 21° secolo. Non dobbiamo avere paura di essere strani. Perché crediamo in cose ancora più “strane”: crediamo che un uomo morto sia risorto e che un giorno apparirà tra le nuvole su un cavallo; crediamo che l’Evangelo doni speranza e perdono a peccatori come noi e ci renda figli e figlie di Dio. Abbracciamo la “stranezza” dell’Evangelo. Se abbiamo ragione sul matrimonio, e credo che abbiamo ragione, molte persone che abbracceranno queste nuove “forme” ne rimarranno deluse. Molte persone intorno a noi credono che una redefinizione del concetto di matrimonio semplicemente ne espanderà i confini (e, siamo onesti, molti vorranno continuare ad espanderlo in nuove forme). Naturalmente è un’illusione, perché la base del matrimonio è la complementarietà sessuale, e la chiesa si deve preparare a ricevere “profughi” di questa “rivoluzione sessuale”. Dobbiamo prepararci per quanti, come la donna emotivamente e sessualmente instabile al pozzo di Samaria, vagheranno assetati alla ricerca di un’acqua che neanche conoscono. Ci sono due tipi di chiese che saranno incapaci di raggiungere queste persone. Da una parte una Chiesa che ha abbandonato la verità delle scritture, anche quella sul matrimonio e la sessualità, e che non ha nulla da dire ad un mondo caduto. Dall’altra una chiesa che urla con rabbia a chiunque non è d’accordo non avrà niente da dire a chi ha bisogno della grazia di Dio. Dobbiamo schierarci con convinzione e bontà, con verità e con grazia. Dobbiamo reggere sull’insegnamento biblico e mostrare amore a chi ci odia per questo. Non dobbiamo soltanto parlare di verità cristiane, ma con modi cristiani. Abbiamo il compito di annunciare ciò che Gesù ci ha rivelato, e dirlo come avrebbe fatto Gesù: con grazia e con l’invito ad una nuova vita. Molti credenti saranno tentati di arrabbiarsi con il mondo intorno a noi evocando una narrativa di declino, ma sbaglierebbero. Dio ha il controllo di ogni cosa, abbiamo lo Spirito Santo e l’Evangelo. Pensare di dover per forza vivere in tempi diversi e in una società diversa significa dire a Dio che non ci piace il luogo e il tempo in cui Lui ci ha posto. Marciamo gioiosi verso Sion. Cerchiamo il regno e la giustizia di Dio. Testimoniamo dell’Evangelo. Temiamo Dio. Ma non temiamo la missione che ci ha affidato. Articolo di Russell Moore apparso sul Washington Post</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Perché la chiesa di Cristo non deve spaventarsi di fronte all&#8217;avanzata delle unioni omosessuali</span></em></h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6200" alt="la chiesa e le unioni gay" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/05/unioni-post.jpg" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Prima di tutto, la Chiesa non deve intimorirsi. Le istituzioni possono fare molte cose, ma di certo non possono rimettere Gesù dentro una tomba. Gesù di Nazareth è ancora vivo e continua a chiamare il mondo in vista del Suo regno.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Mentre queste decisioni indeboliscono la famiglia, la base stessa della società, l’Evangelo non ha bisogno dei “valori tradizionali” per fiorire. <strong>La chiesa, storicamente, spesso fiorisce quando è in forte contrasto con la cultura che la circonda.</strong> Come nel caso di Efeso, Filippi, Corinto e Roma, tutte società in cui la visione del matrimonio e della sessualità era in aperta opposizione a quella delle Scritture.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Più si andrà avanti e meno le persone comprenderanno e accetteranno la visione biblica del matrimonio. Non potremmo parlare semplicemente di matrimonio in termini di valori, di cultura o vantaggio per la società. Dovremo parlare del matrimonio nel modo in cui Gesù e gli apostoli hanno insegnato – legato a doppio filo con l’Evangelo stesso, l’immagine dell’unione di Cristo con la chiesa (Efesini 5:32).</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Facendo questo, non potremmo semplicemente esporre la nostra visione del matrimonio, ma dovremo incarnare noi stessi una cultura del matrimonio evangelica. Troppo spesso si dà una cattiva testimonianza, troppo spesso la chiesa è stata la prima a infamare il matrimonio, troppo spesso non è stata applicata la disciplina nei casi in cui sono stati volontariamente distrutti matrimoni. Bisogna che la chiesa per prima dimostri cosa significhi il matrimonio, continuando a seguire i “sentieri antichi”.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Abbiamo una grandiosa opportunità di realizzare ciò che Gesù ci ha chiamato a fare con i nostri matrimoni: essere luce nell’oscurità.</strong> Dei matrimoni permanenti e stabili costituiti da famiglie con una madre e un padre ci potranno rendere unici nella cultura del 21° secolo.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Non dobbiamo avere paura di essere strani. Perché crediamo in cose ancora più “strane”: crediamo che un uomo morto sia risorto e che un giorno apparirà tra le nuvole su un cavallo; crediamo che l’Evangelo doni speranza e perdono a peccatori come noi e ci renda figli e figlie di Dio. Abbracciamo la “stranezza” dell’Evangelo.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Se abbiamo ragione sul matrimonio, e credo che abbiamo ragione, molte persone che abbracceranno queste nuove “forme” ne rimarranno deluse. Molte persone intorno a noi credono che una redefinizione del concetto di matrimonio semplicemente ne espanderà i confini (e, siamo onesti, molti vorranno continuare ad espanderlo in nuove forme). Naturalmente è un’illusione, perché la base del matrimonio è la complementarietà sessuale, e la chiesa si deve preparare a ricevere “profughi” di questa “rivoluzione sessuale”. Dobbiamo prepararci per quanti, come la donna emotivamente e sessualmente instabile al pozzo di Samaria, vagheranno assetati alla ricerca di un’acqua che neanche conoscono.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Ci sono due tipi di chiese che saranno incapaci di raggiungere queste persone. Da una parte una Chiesa che ha abbandonato la verità delle scritture, anche quella sul matrimonio e la sessualità, e che non ha nulla da dire ad un mondo caduto. Dall’altra una chiesa che urla con rabbia a chiunque non è d’accordo non avrà niente da dire a chi ha bisogno della grazia di Dio.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Dobbiamo schierarci con convinzione e bontà, con verità e con grazia. Dobbiamo reggere sull’insegnamento biblico e mostrare amore a chi ci odia per questo. <strong>Non dobbiamo soltanto parlare di verità cristiane, ma con modi cristiani.</strong> Abbiamo il compito di annunciare ciò che Gesù ci ha rivelato, e dirlo come avrebbe fatto Gesù: con grazia e con l’invito ad una nuova vita.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Molti credenti saranno tentati di arrabbiarsi con il mondo intorno a noi evocando una narrativa di declino, ma sbaglierebbero. Dio ha il controllo di ogni cosa, abbiamo lo Spirito Santo e l’Evangelo. Pensare di dover per forza vivere in tempi diversi e in una società diversa significa dire a Dio che non ci piace il luogo e il tempo in cui Lui ci ha posto. Marciamo gioiosi verso Sion.</span><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Cerchiamo il regno e la giustizia di Dio. Testimoniamo dell’Evangelo. Temiamo Dio. Ma non temiamo la missione che ci ha affidato.</strong></span><br /><br /></p>
<p style="text-align: right; font-size: 14px"><strong>Articolo di Russell Moore</strong> apparso sul Washington Post</p>
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		<title>Cristianesimo e Massoneria</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/cristianesimo-massoneria/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2016 19:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le credenze della massoneria sono compatibili con la Parola di Dio? La Massoneria, e altre simili organizzazioni “segrete”, non possono dirsi in alcun modo compatibili con il Cristianesimo biblico. Anche se all&#8217;apparenza sembrano “promuovere” la fede in Dio, ad un esame più attento si capisce che gli aderenti debbano semplicemente credere all&#8217;esistenza di un generico “Essere Supremo” che include tutte le divinità di tutte le religioni. Le credenze e le pratiche non bibliche e anti-cristiane di questa organizzazione sono meramente mascherate da un&#8217;apparente compatibilità con il cristianesimo. Di seguito metteremo a confronto alcune dottrine bibliche fondamentali con il punto di vista della Massoneria: SALVEZZA DAI PECCATI La Bibbia: Soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, unico Sommo Sacerdote, sono indispensabili per la purificazione dal peccato di chiunque Lo accetta come salvatore e Signore. (Romani 3:22-25; Atti 2:38; I Pietro 1:18,19; Efesini 2:18) Il punto di vista massonico: una persona viene “salvata” come risultato delle proprie buone azioni, dal miglioramento e dall&#8217;elevazione della propria persona. Unirsi ad una Loggia significa quindi ignorare l&#8217;esclusività di Gesù come Salvatore. L&#8217;AUTORITÀ DELLE SCRITTURE La Bibbia: l’intera Bibbia è la Parola di Dio ispirata, unica, infallibile ed autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta. (II Timoteo 3:15-17; Romani 1:16; I Tessalonicesi 2:13). Il punto di vista massonico: la Bibbia è uno dei tanti “Libri della Sacra Legge” che hanno un valore uguale nella Massoneria (come il Dhammapada buddhista, la Gîtâ hindù, l&#8217;Adi Granth sikh, il Corano islamico, lo Zend Avesta zoroastriano). La Bibbia quindi non è considerata la sola e unica Parola di Dio, né l&#8217;unica rivelazione di Dio all&#8217;umanità; ma soltanto una, importante, fonte di conoscenza religiosa, una buona guida morale. L&#8217;UNICO VERO DIO La Bibbia: c&#8217;è un unico vero Dio. Adorare o invocare altre divinità è idolatria, un peccato che porta alla separazione eterna da Dio. (Efesini 4:6; Esodo 20:3; I Corinzi 10:14; Apocalisse 21:8) Il punto di vista massonico: i membri della massoneria devono credere ad una divinità, non al Dio della Bibbia. Per la Massoneria tutte le religioni si rivolgono allo stesso dio, chiamandolo con nomi diversi. La Massoneria accoglie persone di tutte le fedi che, anche se usano nomi diversi, adorano lo stesso “Principio Creativo” o “Grande Architetto dell&#8217;Universo”. GESÙ E LA TRINITÀ La Bibbia: L’unico vero Dio è Eterno, Onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte persone: Padre, Figliolo e Spirito Santo. (Matteo 28:19; Luca 3:21-22; I Giovanni 5:7). Il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo ed assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo. (Giovanni 1:1,2,14; Luca 1:34,35; Matteo 1:23). La vita di Gesù è stata senza peccato, ed è fondamentale la fede nei Suoi miracoli, nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nella Sua ascensione alla destra del Padre, come unico mediatore, nel suo personale, imminente ritorno per i redenti e poi sulla terra in potenza per stabilire il Suo regno. (I Pietro 2:22; II Corinzi 5:21; Atti 2:22; I Pietro 3:18; Romani 1:4; 2:24; I Corinzi 15:4; Atti 1:9-11; Giovanni 14:1-3; I Corinzi 15:25; I Timoteo 2:5) Il punto di vista massonico: non c&#8217;è esclusività in Gesù Cristo o nel Dio Trino, Gesù quindi non è Dio. Per la massoneria credere che Gesù sia l&#8217;unica Via di salvezza contrasta il principio che mette sullo stesso piano tutte le religioni. Il nome di Gesù è stato omesso nei versetti biblici usati nei rituali della Massoneria. Gesù non è altro che allo stesso livello dei fondatori delle altre religioni, considerato uno dei tanti &#8220;profeti&#8221;. L&#8217;UOMO E IL PECCATO La Bibbia: tutti gli uomini nascono con una natura tendente al peccato, compiono peccato e hanno bisogno di un Salvatore (Romani 3:23; 5:12; Efesini 2:1). A causa del peccato, l&#8217;umanità è incapace di trovare da sola la perfezione morale (I Giovanni 1:8-10; Romani 1:18-25). Il punto di vista massonico: attraverso la propria simbologia, la Massoneria insegna che l&#8217;uomo non è nel peccato ma “rozzo e imperfetto”. Gli uomini possono migliorare il proprio carattere e comportamento in molti modi, con azioni caritatevoli, condotta morigerata e impegno civile. L&#8217;umanità, secondo la Massoneria, possiede l&#8217;abilità di ottenere la perfezione. Riassumendo I principi basilari della massoneria contengono queste dottrine completamente contrarie alla Parola di Dio e appartenere alla massoneria significa aderire a queste credenze: 1. La salvezza può essere ottenuta con buone azioni perché l&#8217;uomo è capace di raggiungere la perfezione da solo. 2. Il Dio della Bibbia non è l&#8217;unico e vero Dio, ma soltanto una delle tante rappresentazioni religiose del “Grande Architetto dell&#8217;Universo”. Gesù è uno dei tanti venerabili profeti e non è l&#8217;unica via per la salvezza. Mettendo sullo stesso piano tutte le religioni, si esclude il messaggio stesso di Gesù, che proclamò: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). 3. Proclamare l&#8217;Evangelo e affermare che la Bibbia sia l&#8217;unica rivelazione di Dio significa essere nell&#8217;oscurità spirituale e nell&#8217;ignoranza, mentre la Parola dice che chi crede in Cristo è nella Luce ed è “figlio di Luce” perché dimora nella “Luce del Mondo” &#8211; Cristo Gesù. Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it Fonti: “What is Free Masonry and what do Free Masons believe?” (Got Question Ministries); “Lineamenti Dottrinali” (Assemblee di Dio in Italia)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Le credenze della massoneria sono compatibili con la Parola di Dio?</span></em></h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6200" alt="cristianesimo e massoneria" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/05/massoneria-post2.png" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">La Massoneria, e altre simili organizzazioni “segrete”, non possono dirsi in alcun modo compatibili con il Cristianesimo biblico. Anche se all&#8217;apparenza sembrano “promuovere” la fede in Dio, ad un esame più attento si capisce che gli aderenti debbano semplicemente credere all&#8217;esistenza di un generico “Essere Supremo” che include tutte le divinità di tutte le religioni. Le credenze e le pratiche non bibliche e anti-cristiane di questa organizzazione sono meramente mascherate da un&#8217;apparente compatibilità con il cristianesimo. Di seguito metteremo a confronto alcune dottrine bibliche fondamentali con il punto di vista della Massoneria:</span><br /><br /></p>
<h2>SALVEZZA DAI PECCATI</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> Soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, unico Sommo Sacerdote, sono indispensabili per la purificazione dal peccato di chiunque Lo accetta come salvatore e Signore. (Romani 3:22-25; Atti 2:38; I Pietro 1:18,19; Efesini 2:18)</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> una persona viene “salvata” come risultato delle proprie buone azioni, dal miglioramento e dall&#8217;elevazione della propria persona. Unirsi ad una Loggia significa quindi ignorare l&#8217;esclusività di Gesù come Salvatore.</span><br /><br /></p>
<h2>L&#8217;AUTORITÀ DELLE SCRITTURE</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> l’intera Bibbia è la Parola di Dio ispirata, unica, infallibile ed autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta. (II Timoteo 3:15-17; Romani 1:16; I Tessalonicesi 2:13).</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> la Bibbia è uno dei tanti “Libri della Sacra Legge” che hanno un valore uguale nella Massoneria (come il <em>Dhammapada</em> buddhista, la <em>Gîtâ</em> hindù, l&#8217;<em>Adi Granth</em> sikh, il <em>Corano </em>islamico, lo <em>Zend Avesta</em> zoroastriano). La Bibbia quindi non è considerata la sola e unica Parola di Dio, né l&#8217;unica rivelazione di Dio all&#8217;umanità; ma soltanto una, importante, fonte di conoscenza religiosa, una buona guida morale.</span><br /><br /></p>
<h2>L&#8217;UNICO VERO DIO</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> c&#8217;è un unico vero Dio. Adorare o invocare altre divinità è idolatria, un peccato che porta alla separazione eterna da Dio. (Efesini 4:6; Esodo 20:3; I Corinzi 10:14; Apocalisse 21:8)</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> i membri della massoneria devono credere ad una divinità, non al Dio della Bibbia. Per la Massoneria tutte le religioni si rivolgono allo stesso dio, chiamandolo con nomi diversi. La Massoneria accoglie persone di tutte le fedi che, anche se usano nomi diversi, adorano lo stesso “Principio Creativo” o “Grande Architetto dell&#8217;Universo”.</span><br /><br /></p>
<h2>GESÙ E LA TRINITÀ</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> L’unico vero Dio è Eterno, Onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte persone: Padre, Figliolo e Spirito Santo. (Matteo 28:19; Luca 3:21-22; I Giovanni 5:7).<br />
Il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo ed assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo. (Giovanni 1:1,2,14; Luca 1:34,35; Matteo 1:23).<br />
La vita di Gesù è stata senza peccato, ed è fondamentale la fede nei Suoi miracoli, nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nella Sua ascensione alla destra del Padre, come unico mediatore, nel suo personale, imminente ritorno per i redenti e poi sulla terra in potenza per stabilire il Suo regno.<br />
(I Pietro 2:22; II Corinzi 5:21; Atti 2:22; I Pietro 3:18; Romani 1:4; 2:24; I Corinzi 15:4; Atti 1:9-11; Giovanni 14:1-3; I Corinzi 15:25; I Timoteo 2:5)</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> non c&#8217;è esclusività in Gesù Cristo o nel Dio Trino, Gesù quindi non è Dio. Per la massoneria credere che Gesù sia l&#8217;unica Via di salvezza contrasta il principio che mette sullo stesso piano tutte le religioni. Il nome di Gesù è stato omesso nei versetti biblici usati nei rituali della Massoneria. Gesù non è altro che allo stesso livello dei fondatori delle altre religioni, considerato uno dei tanti &#8220;profeti&#8221;.</span><br /><br /></p>
<h2>L&#8217;UOMO E IL PECCATO</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La Bibbia:</strong> tutti gli uomini nascono con una natura tendente al peccato, compiono peccato e hanno bisogno di un Salvatore (Romani 3:23; 5:12; Efesini 2:1). A causa del peccato, l&#8217;umanità è incapace di trovare da sola la perfezione morale (I Giovanni 1:8-10; Romani 1:18-25).</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Il punto di vista massonico:</strong> attraverso la propria simbologia, la Massoneria insegna che l&#8217;uomo non è nel peccato ma “rozzo e imperfetto”. Gli uomini possono migliorare il proprio carattere e comportamento in molti modi, con azioni caritatevoli, condotta morigerata e impegno civile. L&#8217;umanità, secondo la Massoneria, possiede l&#8217;abilità di ottenere la perfezione.</span><br /><br /></p>
<h2>Riassumendo</h2>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">I principi basilari della massoneria contengono queste dottrine completamente <strong>contrarie</strong> alla Parola di Dio e appartenere alla massoneria significa aderire a queste credenze:<br />
1. La salvezza può essere ottenuta con buone azioni perché l&#8217;uomo è capace di raggiungere la perfezione da solo.<br />
2. Il Dio della Bibbia non è l&#8217;unico e vero Dio, ma soltanto una delle tante rappresentazioni religiose del “Grande Architetto dell&#8217;Universo”. Gesù è uno dei tanti venerabili profeti e non è l&#8217;unica via per la salvezza. Mettendo sullo stesso piano tutte le religioni, si esclude il messaggio stesso di Gesù, che proclamò: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).<br />
3. Proclamare l&#8217;Evangelo e affermare che la Bibbia sia l&#8217;unica rivelazione di Dio significa essere nell&#8217;oscurità spirituale e nell&#8217;ignoranza, mentre la Parola dice che chi crede in Cristo è nella Luce ed è “figlio di Luce” perché dimora nella “Luce del Mondo” &#8211; Cristo Gesù.</span><br />
<br /><br /></p>
<h3>Vuoi saperne di più sull&#8217;Evangelo e la salvezza? Contattaci a info@evangelo.it</h3>
<h2><a href="http://www.evangelo.it/wp/cose-levangelo/" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">L&#8217;EVANGELO →</a><a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=276" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">RELIGIONE O EVANGELO? →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=4733" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">CHI È GESÙ →</a> <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=3842" target="_self" class="gdl-button large" style="color:#ffffff; background-color:#ba1000; ">PERCHÉ EVANGELICI →</a></h2>
<p style="text-align: right; font-size: 11px">Fonti:<br />
“What is Free Masonry and what do Free Masons believe?” (Got Question Ministries);<br />
“Lineamenti Dottrinali” (Assemblee di Dio in Italia)</p>
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		<title>Un appello alla Controcultura della fede</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 14:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[evangelo]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In una società allo sbando è l&#8217;Evangelo la vera Controcultura</p>
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<p><br /><br />
<iframe width="853" height="480" src="https://www.youtube.com/embed/JxNQ0lv1jWA?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Fai qualcosa di piccolo per Dio</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 16:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Chi potrebbe infatti disprezzare il giorno delle piccole cose?&#8221; (Zaccaria 4:10) Ci sono persone che hanno fatto tante cose grandiose per Dio. Un evangelista inglese del settecento, George Whitefield, mentre viaggiava su una nave diretta in America portò alla conversione rudi marinai, formò un coro e fece diversi studi biblici. Predicò a centinaia di migliaia di persone durante la sua vita. Anche oggi ci sono tanti credenti che fanno cose grandi per Dio. Certo, è facile paragonarsi altri altri. Possiamo essere tentati di invidiare i doni che hanno gli altri tanto da farci sentire “membri” inutili. Lo stesso apostolo Paolo dovette correggere i Corinzi su questo aspetto: “l&#8217;occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi»” (I Corinzi 12:21). Quando ci sentiamo frustrati nel non riuscire o non poter fare grandi cose per Dio, ecco che Lui stesso ci dice: “Fai piccole cose per me”. Gesù stesso paragonò l’evangelizzazione allo spargere semi. Un seme sembra insignificante. Un seme sembra avere poco valore. Quando parliamo di Gesù a qualcuno o chiediamo se si può pregare per altre persone, sembra insignificante. Quando riusciamo a leggere la Bibbia per 5 minuti ai nostri bambini distratti non sembra una gran cosa. Quando preghiamo per la salvezza o la guarigione di qualcuno, ci chiediamo se sia successo qualcosa. La maggior parte della nostra vita cristiana si concentra sul gettare piccoli semi. La maggior parte di noi non può offrire € 10.000 alla nostra chiesa. Ma possiamo dare un seme. Sedutosi di fronte alla cassa delle offerte, Gesù guardava come la gente metteva denaro nella cassa; molti ricchi ne mettevano assai. Venuta una povera vedova, vi mise due spiccioli che fanno un quarto di soldo. Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico che questa povera vedova ha messo nella cassa delle offerte più di tutti gli altri: poiché tutti vi hanno gettato del loro superfluo, ma lei, nella sua povertà, vi ha messo tutto ciò che possedeva, tutto quanto aveva per vivere». (Marco 12:41-44) La vedova poteva pensare “Perché dare questi due spiccioli? Non valgono quasi nulla, a cosa potrebbero servire?”. Ma Gesù disse che fu proprio lei a dare più di chiunque altro, perché era tutto ciò che poteva dare. Agli occhi di Dio era una cifra enorme. E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d&#8217;acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio. (Matteo 10:42) Cos’è un bicchiere d’acqua? Nulla. Quant’è difficile dare un bicchiere d’acqua a qualcuno? è semplicissimo, e quindi appare un gesto insignificante. Quanto ti costa? Nulla. Quindi non serve a nulla, giusto? Sbagliato! Gesù vede ogni singolo bicchiere d’acqua donato in Suo nome e ti ricompenserà grandemente. Possiamo pensare che se non facciamo grandi cose per Dio non facciamo nulla. Ma nulla di ciò che facciamo per Dio è piccolo dal suo punto di vista. Niente è piccolo per Dio quando lo facciamo per Lui. Dio non dimenticherà nulla e ci sorprenderà perfino nel Giorno del Giudizio: Allora il re dirà a quelli della sua destra: &#8220;Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v&#8217;è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi&#8221;. Allora i giusti gli risponderanno: &#8220;Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?&#8221; E il re risponderà loro: &#8220;In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l&#8217;avete fatto a me&#8221;. (Matteo 25:34-40) Quindi oggi fai una piccola cosa per Dio. Invia un messaggio incoraggiante a qualcuno. Prega per qualcun altro. Offri anche un solo euro per chi è nel bisogno. Loda Dio per qualcosa, anche se ti prende un solo secondo. Getta tanti piccoli semi, semi che al mondo sembrano insignificanti, ma che per Cristo sono un tesoro inestimabile.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">&#8220;Chi potrebbe infatti disprezzare il giorno delle piccole cose?&#8221; (Zaccaria 4:10)</span></em></h2>
<p><img src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/qualcosa-piccolo-post.png" alt="qualcosa-piccolo-post" width="960" height="320" class="alignnone size-full wp-image-6200" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Ci sono persone che hanno fatto tante cose grandiose per Dio. Un evangelista inglese del settecento, George Whitefield, mentre viaggiava su una nave diretta in America portò alla conversione rudi marinai, formò un coro e fece diversi studi biblici. Predicò a centinaia di migliaia di persone durante la sua vita. Anche oggi ci sono tanti credenti che fanno cose grandi per Dio.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Certo, è facile paragonarsi altri altri. Possiamo essere tentati di invidiare i doni che hanno gli altri tanto da farci sentire “membri” inutili. Lo stesso apostolo Paolo dovette correggere i Corinzi su questo aspetto: “l&#8217;occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi»” (I Corinzi 12:21).</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Quando ci sentiamo frustrati nel non riuscire o non poter fare grandi cose per Dio, ecco che Lui stesso ci dice: “Fai piccole cose per me”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Gesù stesso paragonò l’evangelizzazione allo spargere semi. Un seme sembra insignificante. Un seme sembra avere poco valore. Quando parliamo di Gesù a qualcuno o chiediamo se si può pregare per altre persone, sembra insignificante. Quando riusciamo a leggere la Bibbia per 5 minuti ai nostri bambini distratti non sembra una gran cosa. Quando preghiamo per la salvezza o la guarigione di qualcuno, ci chiediamo se sia successo qualcosa.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>La maggior parte della nostra vita cristiana si concentra sul gettare piccoli semi.</strong> La maggior parte di noi non può offrire € 10.000 alla nostra chiesa. Ma possiamo dare un seme.</span></p>
<blockquote><p>Sedutosi di fronte alla cassa delle offerte, Gesù guardava come la gente metteva denaro nella cassa; molti ricchi ne mettevano assai. Venuta una povera vedova, vi mise due spiccioli che fanno un quarto di soldo. Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico che questa povera vedova ha messo nella cassa delle offerte più di tutti gli altri: poiché tutti vi hanno gettato del loro superfluo, ma lei, nella sua povertà, vi ha messo tutto ciò che possedeva, tutto quanto aveva per vivere».<br />
(Marco 12:41-44)</p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">La vedova poteva pensare “Perché dare questi due spiccioli? Non valgono quasi nulla, a cosa potrebbero servire?”. Ma Gesù disse che fu proprio lei a dare più di chiunque altro, perché era tutto ciò che poteva dare. Agli occhi di Dio era una cifra enorme.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d&#8217;acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio. (Matteo 10:42)<br />
Cos’è un bicchiere d’acqua? Nulla. Quant’è difficile dare un bicchiere d’acqua a qualcuno? è semplicissimo, e quindi appare un gesto insignificante. Quanto ti costa? Nulla. Quindi non serve a nulla, giusto? Sbagliato! Gesù vede ogni singolo bicchiere d’acqua donato in Suo nome e ti ricompenserà grandemente.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Possiamo pensare che se non facciamo grandi cose per Dio non facciamo nulla. Ma nulla di ciò che facciamo per Dio è piccolo dal suo punto di vista.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;"><strong>Niente è piccolo per Dio quando lo facciamo per Lui.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Dio non dimenticherà nulla e ci sorprenderà perfino nel Giorno del Giudizio:</span></p>
<blockquote><p>Allora il re dirà a quelli della sua destra: &#8220;Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v&#8217;è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi&#8221;. Allora i giusti gli risponderanno: &#8220;Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?&#8221; E il re risponderà loro: &#8220;In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l&#8217;avete fatto a me&#8221;.<br />
(Matteo 25:34-40)</p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Quindi oggi fai una piccola cosa per Dio. Invia un messaggio incoraggiante a qualcuno. Prega per qualcun altro. Offri anche un solo euro per chi è nel bisogno. Loda Dio per qualcosa, anche se ti prende un solo secondo. Getta tanti piccoli semi, semi che al mondo sembrano insignificanti, ma che per Cristo sono un tesoro inestimabile.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/fai-qualcosa-piccolo-per-dio/">Fai qualcosa di piccolo per Dio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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		<title>Il Cristo di cui ho bisogno</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 18:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Post]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
		<category><![CDATA[consacrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gesù è l&#8217;unico in grado di riempire tutto il nostro essere. Ogni credente possiede una preziosa affinità con Cristo, vede il Salvatore come il perfetto adempimento di ogni bisogno, e Lo rende particolarmente prezioso. Ogni credente può esclamare: Lo vedo, è il Cristo di cui ho bisogno; la Sua pienezza colma il mio vuoto; il Suo sangue cancella la mia colpa; la Sua grazia sottomette il mio peccato; la Sua pazienza sopporta le mie cadute; la Sua dolcezza aiuta la mia debolezza; il Suo amore ravviva la mia ubbidienza; la Sua compassione dà sollievo al mio dolore; la Sua bellezza incanta i miei occhi. Lui è il Salvatore, il Cristo di cui ho bisogno, e nessuna parola può descrivere quanto sia prezioso al mio cuore. -Octavius Winslow</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Gesù è l&#8217;unico in grado di riempire tutto il nostro essere.</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6168" alt="cristo-bisogno-post" src="http://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2015/10/cristo-bisogno-post.png" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Ogni credente possiede una preziosa affinità con Cristo, vede il Salvatore come il perfetto adempimento di ogni bisogno, e Lo rende particolarmente prezioso.</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;">Ogni credente può esclamare:</span></p>
<blockquote><p>Lo vedo, è il Cristo di cui ho bisogno;<br />
la Sua pienezza colma il mio vuoto;<br />
il Suo sangue cancella la mia colpa;<br />
la Sua grazia sottomette il mio peccato;<br />
la Sua pazienza sopporta le mie cadute;<br />
la Sua dolcezza aiuta la mia debolezza;<br />
il Suo amore ravviva la mia ubbidienza;<br />
la Sua compassione dà sollievo al mio dolore;<br />
la Sua bellezza incanta i miei occhi.<br />
Lui è il Salvatore, il Cristo di cui ho bisogno,<br />
e nessuna parola può descrivere<br />
quanto sia prezioso al mio cuore.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;">-Octavius Winslow</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/cristo-bisogno/">Il Cristo di cui ho bisogno</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
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