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	<title>Evangelo.it &#124; Chiesa Cristiana Evangelica Roma &#187; bibbia</title>
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	<description>L&#039;Evangelo è il messaggio di Dio per tutti!</description>
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		<title>LA CURA PER LO STRESS</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/cura-per-stress/</link>
		<comments>https://www.evangelo.it/wp/cura-per-stress/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2019 13:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare. Partirono dunque con la barca per andare in un luogo solitario in disparte. Marco 6:30-32 SEI STRESSATO? Se dovessimo chiedere: “Quanti si sentono stressati?”. Credo che la maggioranza di noi alzerebbe la mano. Siamo costantemente messi sotto pressione da una serie infinita d’impegni: la casa, il lavoro, la famiglia … Tra l’altro, viviamo in una società che continua a stressare la gente: una miriade di attività, il tempo non è mai sufficiente, le cose si accavallano, la tensione dovuta a una sorta di obbligo a rispondere alle aspettative degli altri, siano essi datori di lavoro, coniugi, fratelli … lo stress da prestazione. Inoltre, la gente vuole successi immediati, numeri alti, raggiungere mete e traguardi in termini di risultati considerevoli a livello finanziario, lavorativo, sessuale … e pur di tenere i ritmi alti ci si droga, si vive nell’antagonismo e nella competizione. La &#8220;rat race&#8221; la chiamano gli inglesi: corsa sfrenata, vita frenetica… In questo passaggio, si evince che gli stessi apostoli tornarono stanchi dalla loro missione e prima di affrontare altri impegni, di essere ancora di aiuto per altri, Gesù disse loro di stare con Lui in disparte. Questo brano ci insegna alcune importanti lezioni per affrontare lo stress delle nostre giornate convulse: IL BISOGNO DI STARE INSIEME TRA NOI: “Gli apostoli si riunirono … attorno a Gesù” Gli apostoli erano stati mandati, ora erano tornati e avevano bisogno di nuovo di stare insieme tra loro. • Stare insieme. “Nessun uomo è un’isola”. Una delle caratteristiche della prima chiesa era di vedere i credenti “stare insieme” (Atti 4:32). Insieme per la preghiera, il rompere il pane, per ricevere l’insegnamento. L’ekklesia è questa: adunanza dei chiamati fuori, la comunione dei credenti. Nei più autorevoli testi scientifici sulla longevità e la qualità della vita, viene dichiara ufficialmente l’importanza di sviluppare delle sane relazioni umane. Espressione del bisogno gli uni degli altri, del senso di chiesa, di comunità, di corpo. • Stare insieme con Gesù. Fare comunella non serve a niente: se non c’è Gesù, saremmo come un club o qualsiasi altra forma di aggregazione sociale. Una versione avanzata di dopolavoro ferroviario o di setta religiosa che si raccoglie intorno al proprio capo carismatico. Ma i discepoli non si raccolsero soltanto tra loro, ma attorno a Gesù. Tornarono da Colui che era il vero punto di riferimento, la fonte di ogni risorsa. Se vogliamo allentare lo stress, andiamo a Gesù che continua a dirci: “Venite a me voi che siete stanchi e carichi e io vi darò riposo”. IL BISOGNO DI PARLARE CON GESÙ: “… gli riferirono tutto …” Volevano trarre il massimo da quell’occasione e raccontare a Gesù le loro esperienze. Volevano accertarsi di aver fatto e detto le cose giuste. Quando siamo stanchi e stressati, prendiamoci del tempo per mantenere con Gesù una conversazione aperta: preghiera (noi a Lui); Parola (Lui a noi). Se siamo stressati o se non vogliamo diventarlo, dobbiamo riservarci del tempo per: • Condividere con Lui le nostre esperienze. Quello che ci succede, quello che abbiamo fatto e che vorremmo fare. Spesse volte ci troviamo nei guai semplicemente perché non ci siamo prima confidati con Gesù, non abbiamo parlato con Lui dei nostri problemi, non Gli abbiamo chiesto consiglio… Prima di affrontare l’arena delle tua giornata, confidati con Gesù. La giornata prenderà un’altra piega. • Confrontare con Lui quanto diciamo. Se vogliamo capire se quanto diciamo, crediamo e annunciamo sia corretto o no – non cerchiamo su Google – ma confrontiamoci con Gesù. Gli apostoli volevano rappresentarlo al meglio e perciò si assicuravano di dire ciò che era giusto. Abbiamo bisogno di confrontarci con la Parola del Signore, chiedergli sapienza per poter dire e agire secondo la Sua volontà: “Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5, 6). IL BISOGNO DI APPARTARSI CON GESÙ: “Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco” L’ambiente in cui vivevano i discepoli era ostile, il lavoro non era facile, erano circondati da non credenti che li osteggiavano e non era facile per loro trovare motivi d’incoraggiamento. Gesù percepisce questa situazione e la loro condizione, che è la nostra e, come disse loro, così dice a noi: • Venitevene. Gesù usa un tono perentorio, voleva indurre gli apostoli a fare qualcosa senza esitazione: lasciare una condizione o una situazione per calarsi in un’altra; muoversi da un luogo a un altro. Dobbiamo decidere di lasciare certe posizioni e condizioni per stare con Gesù, sennò vivremo uno stress continuo! • Ora. Ci sono cose che non sono procrastinabili. La frase di Gesù voleva significare 1) “l’immediatezza” della cosa. Non si poteva rimandare, quell’ora sta per “subito” senza indugiare, adesso e 2) “il frangente”; ci sono sempre quelli che aspettano che le cose cambino prima di cambiare, ma non si rendono conto che le cose potranno cambiare soltanto se cambiano prima loro! • In disparte. Gesù aveva in mente per i discepoli un luogo solitario nel quale raccogliersi. Ma, ovviamente, non si tratta tanto di un luogo materiale quanto di una realtà spirituale: il luogo solitario non è un eremo sulla montagna, ma sono i nostri momenti di solitudine con Gesù, senza fracasso, angustie, pensieri, con Gesù a faccia a faccia. Separiamoci da tutto ciò che ci tiene lontano da Gesù e stiamo con Lui: questo farà la differenza nella nostra vita! (cfr. Atti 4). • E riposatevi un poco. Quegli apostoli erano probabilmente esausti fisicamente, emotivamente e spiritualmente, perciò avevano bisogno di staccare un attimo. Uno dei modi per rendere più efficace un arco è quello di far riposare i flettenti, allentando la corda… Anche se ciò per loro [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6505" alt="stress-evangelo-head" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2019/02/stress-evangelo-head.jpg" width="1998" height="613" /></p>
<blockquote><p><em>Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare. Partirono dunque con la barca per andare in un luogo solitario in disparte.</em><br />
<em><strong>Marco 6:30-32</strong></em></p></blockquote>
<h2>SEI STRESSATO?</h2>
<p>Se dovessimo chiedere: “Quanti si sentono stressati?”. Credo che la maggioranza di noi alzerebbe la mano. Siamo costantemente messi sotto pressione da una serie infinita d’impegni: la casa, il lavoro, la famiglia … Tra l’altro, viviamo in una società che continua a stressare la gente: una miriade di attività, il tempo non è mai sufficiente, le cose si accavallano, la tensione dovuta a una sorta di obbligo a rispondere alle aspettative degli altri, siano essi datori di lavoro, coniugi, fratelli … lo stress da prestazione. Inoltre, la gente vuole successi immediati, numeri alti, raggiungere mete e traguardi in termini di risultati considerevoli a livello finanziario, lavorativo, sessuale … e pur di tenere i ritmi alti ci si droga, si vive nell’antagonismo e nella competizione. La <em>&#8220;rat race&#8221;</em> la chiamano gli inglesi: corsa sfrenata, vita frenetica…</p>
<p>In questo passaggio, si evince che gli stessi apostoli tornarono stanchi dalla loro missione e prima di affrontare altri impegni, di essere ancora di aiuto per altri, Gesù disse loro di stare con Lui in disparte.<br />
Questo brano ci insegna alcune importanti lezioni per affrontare lo stress delle nostre giornate convulse:</p>
<h2>IL BISOGNO DI STARE INSIEME TRA NOI: <em>“Gli apostoli si riunirono … attorno a Gesù”</em></h2>
<p>Gli apostoli erano stati mandati, ora erano tornati e avevano bisogno di nuovo di stare insieme tra loro.</p>
<p>• <strong>Stare insieme.</strong> <em>“Nessun uomo è un’isola”</em>. Una delle caratteristiche della prima chiesa era di vedere i credenti “stare insieme” (Atti 4:32). Insieme per la preghiera, il rompere il pane, per ricevere l’insegnamento. L’ekklesia è questa: adunanza dei chiamati fuori, la comunione dei credenti.<br />
Nei più autorevoli testi scientifici sulla longevità e la qualità della vita, viene dichiara ufficialmente l’importanza di sviluppare delle sane relazioni umane. Espressione del bisogno gli uni degli altri, del senso di chiesa, di comunità, di corpo.<br />
• <strong>Stare insieme con Gesù.</strong> Fare comunella non serve a niente: se non c’è Gesù, saremmo come un club o qualsiasi altra forma di aggregazione sociale. Una versione avanzata di dopolavoro ferroviario o di setta religiosa che si raccoglie intorno al proprio capo carismatico.</p>
<p>Ma i discepoli non si raccolsero soltanto tra loro, ma attorno a Gesù. Tornarono da Colui che era il vero punto di riferimento, la fonte di ogni risorsa. Se vogliamo allentare lo stress, andiamo a Gesù che continua a dirci: “Venite a me voi che siete stanchi e carichi e io vi darò riposo”.</p>
<h2>IL BISOGNO DI PARLARE CON GESÙ: <em>“… gli riferirono tutto …”</em></h2>
<p>Volevano trarre il massimo da quell’occasione e raccontare a Gesù le loro esperienze. Volevano accertarsi di aver fatto e detto le cose giuste. Quando siamo stanchi e stressati, prendiamoci del tempo per mantenere con Gesù una conversazione aperta: preghiera (noi a Lui); Parola (Lui a noi). Se siamo stressati o se non vogliamo diventarlo, dobbiamo riservarci del tempo per:</p>
<p>• <strong>Condividere con Lui le nostre esperienze.</strong> Quello che ci succede, quello che abbiamo fatto e che vorremmo fare. Spesse volte ci troviamo nei guai semplicemente perché non ci siamo prima confidati con Gesù, non abbiamo parlato con Lui dei nostri problemi, non Gli abbiamo chiesto consiglio… Prima di affrontare l’arena delle tua giornata, confidati con Gesù. La giornata prenderà un’altra piega.<br />
• <strong>Confrontare con Lui quanto diciamo.</strong> Se vogliamo capire se quanto diciamo, crediamo e annunciamo sia corretto o no – non cerchiamo su Google – ma confrontiamoci con Gesù. Gli apostoli volevano rappresentarlo al meglio e perciò si assicuravano di dire ciò che era giusto. Abbiamo bisogno di confrontarci con la Parola del Signore, chiedergli sapienza per poter dire e agire secondo la Sua volontà: “Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5, 6).</p>
<h2>IL BISOGNO DI APPARTARSI CON GESÙ: “Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco”</h2>
<p>L’ambiente in cui vivevano i discepoli era ostile, il lavoro non era facile, erano circondati da non credenti che li osteggiavano e non era facile per loro trovare motivi d’incoraggiamento.<br />
Gesù percepisce questa situazione e la loro condizione, che è la nostra e, come disse loro, così dice a noi:<br />
• <strong>Venitevene.</strong> Gesù usa un tono perentorio, voleva indurre gli apostoli a fare qualcosa senza esitazione: lasciare una condizione o una situazione per calarsi in un’altra; muoversi da un luogo a un altro. Dobbiamo decidere di lasciare certe posizioni e condizioni per stare con Gesù, sennò vivremo uno stress continuo!<br />
• <strong>Ora.</strong> Ci sono cose che non sono procrastinabili. La frase di Gesù voleva significare 1) “l’immediatezza” della cosa. Non si poteva rimandare, quell’ora sta per “subito” senza indugiare, adesso e 2) “il frangente”; ci sono sempre quelli che aspettano che le cose cambino prima di cambiare, ma non si rendono conto che le cose potranno cambiare soltanto se cambiano prima loro!<br />
• <strong>In disparte.</strong> Gesù aveva in mente per i discepoli un luogo solitario nel quale raccogliersi. Ma, ovviamente, non si tratta tanto di un luogo materiale quanto di una realtà spirituale: il luogo solitario non è un eremo sulla montagna, ma sono i nostri momenti di solitudine con Gesù, senza fracasso, angustie, pensieri, con Gesù a faccia a faccia. Separiamoci da tutto ciò che ci tiene lontano da Gesù e stiamo con Lui: questo farà la differenza nella nostra vita! (cfr. Atti 4).<br />
• <strong>E riposatevi un poco.</strong> Quegli apostoli erano probabilmente esausti fisicamente, emotivamente e spiritualmente, perciò avevano bisogno di staccare un attimo.<br />
Uno dei modi per rendere più efficace un arco è quello di far riposare i flettenti, allentando la corda… Anche se ciò per loro non avvenne, noi di certo abbiamo bisogno:</p>
<p>• <strong>di allentare ogni tensione:</strong> “… era tanta la gente che andava e veniva …” che richiedeva la loro attenzione, il loro impegno e rischiavano di distrarre la loro attenzione da Gesù. Ci sono tanti bisogni che spesso richiedono il nostro intervento, ma non perdiamo mai di vista Gesù!<br />
• <strong>di riprendere nuove forze:</strong> “… non avevano neppure il tempo per mangiare …”. Se, da una parte è importante continuare a focalizzare Gesù, dall’altra dobbiamo pure prenderci del tempo da dedicare alla nostra alimentazione: corriamo da una parte all’altra, facciamo questo e quest’altro, ma dobbiamo continuare a cibarci della Parola che ci dà forza e nuove energie. Accostiamoci ogni giorno alla tavola del Maestro, parliamo con Dio: questo ci ridurrà lo stress e ci farà essere cristiani pieni di energie.</p>
<h2>LA SOLUZIONE</h2>
<p>Sembra quasi che non si possa vivere senza essere stressati. Sembra sia diventato parte della nostra stessa cultura. Ma questo brano c’insegna come gestire le tensioni prodotte dalla nostra frenetica vita quotidiana.</p>
<p>Quei discepoli erano esausti e, prima di fare fronte ad altri bisogni, Gesù disse loro:<br />
«Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco».</p>
<p>Il famoso predicatore e scrittore Vance Havner disse: “Se non vai in disparte [con Gesù], finirai a pezzi”.</p>
<p>Forse sei stanco del viaggio, degli impegni, delle più diverse occupazioni, rispondi al comando di Gesù: “Ora venitevene in disparte con me e riposatevi un poco”.</p>
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		<title>IL PERDONO NELLA BIBBIA</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/perdono-bibbia/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2015 10:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nella Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dodici versetti biblici che ci aiutano a comprendere la realtà del perdono. Perché dobbiamo perdonare gli altri? Come possiamo perdonare una persona? La Bibbia può darci risposte, ispirazione e guida. Il perdono non riguarda solo il prossimo, ma coinvolge anche la nostra crescita spirituale. L&#8217;amore e il perdono non possono essere separati. Se vogliamo realizzare l&#8217;amore di Dio nella nostra vita, il perdono non è un&#8217;opzione. Dato che siamo peccatori bisognosi di perdono, dobbiamo perdonare gli altri: Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. -Matteo 6:14, 15 Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo. -Efesini 4:31, 32 Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. -Colossesi 3:13 Dobbiamo essere pronti a perdonare continuamente: Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. -Matteo 18:21, 22 Senza esagerare nella giusta disciplina, dobbiamo riabilitare chi ci ha offeso: Or se qualcuno è stato causa di tristezza, egli ha rattristato non tanto me quanto, in qualche misura, per non esagerare, tutti voi. Basta a quel tale la punizione inflittagli dalla maggioranza; quindi ora, al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e confortarlo, perché non abbia a rimanere oppresso da troppa tristezza. Perciò vi esorto a confermargli il vostro amore. - II Corinzi 2:5-8 Il vero amore ci spinge a perdonare gli altri: L&#8217;amore è paziente, è benevolo; l&#8217;amore non invidia; l&#8217;amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s&#8217;inasprisce, non addebita il male, non gode dell&#8217;ingiustizia, ma gioisce con la verità. - I Corinzi 13:4-6 Il perdono è una priorità per adorare il Signore con un cuore puro: Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull&#8217;altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all&#8217;altare, e va&#8217; prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta. - Matteo 5:23, 24 Perdoniamo gli altri invece di giudicarli: Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato. - Luca 6:37 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». - Giovanni 8:7 Guardiamo agli straordinari esempi biblici di perdono &#8230; E lapidarono Stefano che invocava Gesù e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi, messosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». E detto questo si addormentò. - Atti 7:59, 60 &#8230; avendo sempre Gesù come modello perfetto: Quando furono giunti al luogo detto «il Teschio», vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l&#8217;altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». - Luca 23:33, 34 Gesù stesso ci ha comandato di perdonare: State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca, riprendilo; e se si ravvede, perdonalo. Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice: &#8220;Mi pento&#8221;, perdonalo». - Luca 17:3, 4 Il perdono si estende anche ai nostri nemici, trovando nella nostra testimonianza un&#8217;occasione di forte riflessione: Anzi, «se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo». - Romani 12:20 Quando perdoniamo la nostra vita è benedetta. Scegli di perdonare gli altri, la tua decisione potrà trasformarsi in un&#8217;opportunità di redenzione per qualcuno. Preghiamo che questi versetti ti siano stati utili &#8230; se vuoi metterti in contatto con noi scrivici a info@evangelo.it</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Dodici versetti biblici che ci aiutano a comprendere la realtà del perdono.</span></em></h2>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6157" alt="perdono-nella-bibbia-post" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2015/10/perdono-nella-bibbia-post.jpg" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Perché dobbiamo perdonare gli altri? Come possiamo perdonare una persona? La Bibbia può darci risposte, ispirazione e guida.<br />
Il perdono non riguarda solo il prossimo, ma coinvolge anche la nostra crescita spirituale. L&#8217;amore e il perdono non possono essere separati. Se vogliamo realizzare l&#8217;amore di Dio nella nostra vita, il perdono non è un&#8217;opzione.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Dato che siamo peccatori bisognosi di perdono, dobbiamo perdonare gli altri:</span></p>
<blockquote><p>Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>-Matteo 6:14, 15</strong></span></p></blockquote>
<blockquote><p>Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>-Efesini 4:31, 32</strong></span></p></blockquote>
<blockquote><p>Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>-Colossesi 3:13</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Dobbiamo essere pronti a perdonare continuamente:</span></p>
<blockquote><p>Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>-Matteo 18:21, 22</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Senza esagerare nella giusta disciplina, dobbiamo riabilitare chi ci ha offeso:</span></p>
<blockquote><p>Or se qualcuno è stato causa di tristezza, egli ha rattristato non tanto me quanto, in qualche misura, per non esagerare, tutti voi. Basta a quel tale la punizione inflittagli dalla maggioranza; quindi ora, al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e confortarlo, perché non abbia a rimanere oppresso da troppa tristezza. Perciò vi esorto a confermargli il vostro amore.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- II Corinzi 2:5-8</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Il vero amore ci spinge a perdonare gli altri:</span></p>
<blockquote><p>L&#8217;amore è paziente, è benevolo; l&#8217;amore non invidia; l&#8217;amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s&#8217;inasprisce, non addebita il male, non gode dell&#8217;ingiustizia, ma gioisce con la verità.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- I Corinzi 13:4-6</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Il perdono è una priorità per adorare il Signore con un cuore puro:</span></p>
<blockquote><p>Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull&#8217;altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all&#8217;altare, e va&#8217; prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- Matteo 5:23, 24</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Perdoniamo gli altri invece di giudicarli:</span></p>
<blockquote><p>Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- Luca 6:37</strong></span></p></blockquote>
<blockquote><p>E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- Giovanni 8:7</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Guardiamo agli straordinari esempi biblici di perdono &#8230;</span></p>
<blockquote><p>E lapidarono Stefano che invocava Gesù e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi, messosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». E detto questo si addormentò.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- Atti 7:59, 60</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">&#8230; avendo sempre Gesù come modello perfetto:</span></p>
<blockquote><p>Quando furono giunti al luogo detto «il Teschio», vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l&#8217;altro a sinistra.<br />
Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno».<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- Luca 23:33, 34</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Gesù stesso ci ha comandato di perdonare:</span></p>
<blockquote><p>State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca, riprendilo; e se si ravvede, perdonalo. Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice: &#8220;Mi pento&#8221;, perdonalo».<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- Luca 17:3, 4</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Il perdono si estende anche ai nostri nemici, trovando nella nostra testimonianza un&#8217;occasione di forte riflessione:</span></p>
<blockquote><p>Anzi, «se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo».<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>- Romani 12:20</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000; font-size: 20px;">Quando perdoniamo la nostra vita è benedetta. Scegli di perdonare gli altri, la tua decisione potrà trasformarsi in un&#8217;opportunità di redenzione per qualcuno.</span><br />
<span style="color: #000000; font-size: 20px;">Preghiamo che questi versetti ti siano stati utili &#8230; se vuoi metterti in contatto con noi scrivici a <span style="color: #800000;"><em><strong>info@evangelo.it</strong></em></span></span></p>
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		<title>&#8220;Slow food&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sprazzi di Luce]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Io mediterò sui tuoi precetti e considererò i tuoi sentieri” (Salmo 119:15) &#160; Nei primi anni ottanta mi recavo regolarmente negli Stati Uniti e, in una cittadina della Lousiana, ebbi l’occasione di andare in un ristorante “All you can eat”. La filosofia era quella di mangiare tutto il possibile in mezz’ora, per pagare la metà del prezzo &#8211; già basso &#8211; del pasto. L’approccio dell’avventore era quello della velocità e della quantità, sicuramente a scapito del gusto e della qualità (e della salute!). Lo spettacolo era, in certi casi, tutt’altro che decoroso, persone che ingurgitavano una quantità di cibo da far paura, per uscire rimpinzati e soddisfatti dell’affare: mangiare tanto, seppure in fretta, e sentirsi satolli. Ma quanto assimilavano? Quella quantità di cibo si trasformava in salute e forza, oppure provocava indigestioni e mal di pancia? Spiritualmente parlando possiamo imparare una lezione importante: come per il cibo materiale, abbiamo bisogno di gustare quello spirituale nella maniera giusta: la giusta porzione, il giusto tempo da dedicarvi nella “masticazione” e “assimilazione”; soltanto così potremo stare in salute. Non vogliamo accostarci alla Parola di Dio come se andassimo ad un “buffet espresso”, leggiamola, meditiamola, gustandoci tutti i sapori che da essa possiamo trarre. Se vuoi sapere di più sulla salvezza in Cristo, scrivici: info@evangelo.it LEGGI TUTTI GLI &#8220;SPRAZZI DI LUCE&#8221;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color:#808080; font-family: pt serif; font-weight:normal">“Io mediterò sui tuoi precetti e considererò i tuoi sentieri” (Salmo 119:15)</span></em></h2>
<hr />
<p>&nbsp;<br />
Nei primi anni ottanta mi recavo regolarmente negli Stati Uniti e, in una cittadina della Lousiana, ebbi l’occasione di andare in un ristorante “All you can eat”. La filosofia era quella di mangiare tutto il possibile in mezz’ora, per pagare la metà del prezzo &#8211; già basso &#8211; del pasto. L’approccio dell’avventore era quello della velocità e della quantità, sicuramente a scapito del gusto e della qualità (e della salute!). Lo spettacolo era, in certi casi, tutt’altro che decoroso, persone che ingurgitavano una quantità di cibo da far paura, per uscire rimpinzati e soddisfatti dell’affare: mangiare tanto, seppure in fretta, e sentirsi satolli. Ma quanto assimilavano? Quella quantità di cibo si trasformava in salute e forza, oppure provocava indigestioni e mal di pancia?<br />
Spiritualmente parlando possiamo imparare una lezione importante: come per il cibo materiale, abbiamo bisogno di gustare quello spirituale nella maniera giusta: la giusta porzione, il giusto tempo da dedicarvi nella “masticazione” e “assimilazione”; soltanto così potremo stare in salute. Non vogliamo accostarci alla Parola di Dio come se andassimo ad un “buffet espresso”, leggiamola, meditiamola, gustandoci tutti i sapori che da essa possiamo trarre. </p>
<p>Se vuoi  sapere di più sulla salvezza in Cristo, scrivici: <strong><a href="mailto:info@evangelo.it">info@evangelo.it</a></strong></p>
<p><a href="http://www.evangelo.it/wp/?cat=40"><strong>LEGGI TUTTI GLI &#8220;SPRAZZI DI LUCE&#8221;</strong></a></p>
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		<title>Il Significato della Gioia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 23:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questa parola può essere così generica e retorica... nel mondo si usa la parola gioia in modo facile e si applica soprattutto a cose che danno soddisfazioni momentanee, divertimenti o sfizi che ci lasciano a bocca asciutta dopo poco tempo.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>Letture bibliche per la nostra meditazione</strong></span></p>
<p>Questa parola può essere così generica e retorica&#8230; nel mondo si usa la parola gioia in modo facile e si applica soprattutto a cose che danno soddisfazioni momentanee, divertimenti o sfizi che ci lasciano a bocca asciutta dopo poco tempo.<br />
Se guardiamo nella Bibbia (in questo caso, nel libro degli Atti degli Apostoli e nell&#8217;epistola di Paolo ai Romani) la situazione è ben diversa: stando vicini a Dio e seguendo la sua Via, avremo una gioia diversa&#8230; una gioia che resisterà nei nostri cuori per sempre.</p>
<p><em>Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita. Tu mi riempirai di gioia con la tua presenza.<br />
<strong>Atti 2:28</strong></em></p>
<p><em>E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore,<br />
<strong>Atti 2:46</strong></em></p>
<p><em>E vi fu grande gioia in quella città.<br />
<strong>Atti 8:8</strong></em></p>
<p><em>i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.<br />
<strong>Atti 13:52</strong></em></p>
<p><em>Essi dunque, accompagnati per un tratto dalla chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione degli stranieri e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.<br />
<strong>Atti 15:3</strong></em></p>
<p><em>Ma non faccio nessun conto della mia vita, come se mi fosse preziosa, pur di condurre a termine con gioia la mia corsa e il servizio affidatomi dal Signore Gesú, cioè di testimoniare del vangelo della grazia di Dio.<br />
</em><strong><em>Atti 20:24 </em></strong></p>
<p><em>In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando cosí, e ricordarsi delle parole del Signore Gesú, il quale disse egli stesso: &#8220;Vi è piú gioia nel dare che nel ricevere&#8221;.<br />
<strong>Atti 20:35</strong></em></p>
<p><em>… chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia.<br />
<strong>Romani 12:8</strong></em></p>
<p><em>perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.<br />
<strong>Rom. 14:17</strong></em></p>
<p><em>Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.<br />
<strong>Rom. 15:13</strong></em></p>
<p><strong><em>Altri riferimenti biblici:</em></strong><br />
<em>Galati 5:22; Filippesi 1:4, 25; 2:2; Colossesi 1:12; Ebrei 12:2, 11; Giacomo 1:2; III Giovanni 4; </em></p>
<p>Se vuoi vivere una vita cristiana gioiosa, leggi e medita attentamente questi versetti della Bibbia, applicali alla tua vita ed onora il Signore con la tua ubbidienza. Dio ti benedirà e ti aiuterà a sperimentare la Sua gioia nelle prove, a rafforzare la tua fede e a crescere nelle Sue vie.</p>
<p><em>“A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria, al Dio unico, nostro Salvatore per mezzo di Gesú Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potere prima di tutti i tempi, ora e per tutti i secoli. Amen” <strong>(Giuda 24, 25)</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Uomo Saggio</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 16:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito & Vita]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[saggezza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La saggezza è una virtù ormai poco considerata dalla nostra società.<br />
Per Dio e per il credente invece non è così, è invece una virtù che deve essere coltivata ed acquisita giorno per giorno.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/luomo-saggio/">L&#8217;Uomo Saggio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>Letture bibliche per la nostra meditazione</strong></span></p>
<p>La saggezza è una virtù ormai poco considerata dalla nostra società.<br />
Per Dio e per il credente invece non è così, è invece una virtù che deve essere coltivata ed acquisita giorno per giorno. Saggezza non è solo esperienza di vita, ma anche di fede e di conoscenza della Parola di Dio, che come leggeremo di seguito, è piena di indicazioni a riguardo:</p>
<h2>NEI SALMI</h2>
<p><a name="OLE_LINK5"></a><a name="OLE_LINK6"></a> La legge del Signore è perfetta, essa ristora l&#8217;anima; la testimonianza del Signore è veritiera, rende saggio il semplice.<br />
<strong>Sal. 19:7</strong></p>
<p>Insegnaci dunque a contar bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio.<br />
<strong>Sal. 90:12</strong></p>
<p>Chi è saggio osservi queste cose e consideri la bontà del Signore.<br />
<strong>Sal. 107:43</strong></p>
<p>I tuoi comandamenti mi rendono piú saggio dei miei nemici; perché sono sempre con me.<br />
<strong>Sal. 119:98</strong></p>
<h2>NEI PROVERBI</h2>
<p>Il saggio ascolterà e accrescerà il suo sapere; l&#8217;uomo intelligente ne otterrà buone direttive<br />
<strong>Prov. 1:5</strong></p>
<p>Non ti stimare saggio da te stesso; temi il Signore e allontanati dal male;<br />
<strong>Prov. 3:7</strong></p>
<p>Va&#8217;, pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio!<br />
<strong>Prov. 6:6</strong></p>
<p>Non riprendere il beffardo, per evitare che ti odi; riprendi il saggio, e ti amerà (Eccl. 7:5).<br />
<strong>Prov. 9:8</strong></p>
<p>Istruisci il saggio, e diventerà piú saggio che mai; insegna al giusto e accrescerà il suo sapere.<br />
<strong>Prov. 9:9</strong></p>
<p>Chi ha il cuore saggio accetta i precetti, ma chi ha le labbra stolte va in rovina.<br />
<strong>Prov. 10:8</strong></p>
<p>Il frutto del giusto è un albero di vita, e il saggio attira a sé le persone.<br />
<strong>Prov. 11:30</strong></p>
<p>La via dello stolto è diritta ai suoi occhi, ma chi ascolta i consigli è saggio.<br />
<strong>Prov. 12:15</strong></p>
<p>Il figlio saggio ascolta l&#8217;istruzione di suo padre, ma il beffardo non ascolta rimproveri.<br />
<strong>Prov. 13:1</strong></p>
<p>L&#8217;insegnamento del saggio è una fonte di vita per schivare le insidie della morte.<br />
<strong>Prov. 13:14</strong></p>
<p>Chi va con i saggi diventa saggio, ma il compagno degli insensati diventa cattivo.<br />
<strong>Prov. 13:20</strong></p>
<p>Il saggio teme, ed evita il male; ma lo stolto è arrogante e presuntuoso.<br />
<strong>Prov. 14:16</strong></p>
<p>Il cuore del saggio gli rende assennata la bocca, e aumenta il sapere sulle sue labbra.<br />
<strong>Prov. 16:23</strong></p>
<p>Anche lo stolto, quando tace, passa per saggio; chi tiene chiuse le labbra è un uomo intelligente.<br />
<strong>Prov. 17:28</strong></p>
<p>Ascolta il consiglio e ricevi l&#8217;istruzione, affinché tu diventi saggio per il resto della vita.<br />
<strong>Prov. 19:20</strong></p>
<p>Hai mai visto un uomo che si crede saggio? C&#8217;è piú da imparare da uno stolto che da lui.<br />
<strong>Prov. 26:12</strong></p>
<p>Chi confida nel proprio cuore è uno stolto, ma chi cammina da saggio scamperà.<br />
<strong>Prov. 28:26</strong></p>
<p>Lo stolto dà sfogo a tutta la sua ira, ma il saggio trattiene la propria.<br />
<strong>Prov. 29:11</strong></p>
<h2>ALTRI RIFERIMENTI BIBLICI</h2>
<p><strong><em>Ecclesiaste 2:14; 7:4, 5, 10, 16, 19; 8:5; 10:12.</em></strong></p>
<p><em>Se vuoi essere saggio, leggi e medita su queste promesse della Bibbia, applicale alla tua vita ed onora il Signore con la tua ubbidienza. Dio benedirà la tua esistenza, perché Egli onora sempre la Sua Parola e quanti la praticano in umiltà.<br />
</em></p>
<p><em>“Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data”<br />
<strong>(Giacomo 1:5)</strong></em></p>
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		<title>La Vera Pasqua</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/la-vera-pasqua/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[festivita']]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La festa della pasqua non è solo una data del calendario liturgico, ma nasconde un messaggio ben più profondo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/la-vera-pasqua/">La Vera Pasqua</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>La festa della pasqua non è solo una data del calendario liturgico, ma nasconde un messaggio ben più profondo</strong></span></p>
<p>Al pari di altre feste religiose, anche la Pasqua è un appuntamento consueto. Ma, oltre ad essere una fra le date del calendario liturgico o annoverata tra le cosiddette “feste comandate”, che cosa significa davvero Pasqua?</p>
<p><strong>La Bibbia</strong> ci fa andare indietro di secoli, quando, in origine, Dio stabilisce la celebrazione della Pasqua per commemorare la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto. L’ultima piaga si sarebbe abbattuta sul Faraone ed il suo popolo: l’Angelo dell’Eterno sarebbe passato a colpire i primogeniti degli egiziani, “passando oltre” le famiglie d’Israele che, secondo l’ordine di Dio, avevano segnato le proprie case con il sangue di un agnello: “Infatti, il Signore passerà per colpire gli Egiziani; e, quando vedrà il sangue sull’architrave e sugli stipiti, allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nelle vostre case per colpirvi” (Esodo 12:23). La presenza o l’assenza del sangue avrebbe fatto la differenza!</p>
<p><strong>La Pasqua</strong>, perciò, non si riduce ad una semplice festività religiosa, da celebrare con mangiate di dolciumi, essa ha un grande significato; è intesa a ricordarci che Dio ha provveduto anche per noi un Agnello e che per il Suo sangue sparso c’è stata offerta salvezza e liberazione. Giovanni il battista, additando a Gesù, esclama: “Ecco l&#8217;Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29). Noi tutti siamo meritevoli di giudizio, a causa del nostro peccato, ma in Cristo possiamo ottenere salvezza perché: “…anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata” (I Corinzi 5:7).</p>
<p><strong>L’Agnello è stato offerto</strong>, la salvezza provveduta. Ora spetta a noi “segnare” il nostro cuore con il Suo sangue, perché: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi … ma il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato” (I Giovanni 1:7, 8), infatti, siamo stati riscattati “con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia” (I Pietro 1:19). Dio ha detto: “Quando vedrò il sangue, passerò oltre”; non quando vedrò le tue buone opere, i tuoi meriti, le tue funzioni religiose… Il passaggio da una vita di schiavitù ad una di libertà, da una di giudizio ad una di salvezza deve essere contrassegnato dal sangue di Gesù; riponi la tua fede in quel sacrificio e sarai salvato.</p>
<p>Caro amico, oggi puoi festeggiare la vera Pasqua, ubbidire alla Parola del Signore che ti invita a fare di Gesù il tuo Salvatore, il Quale disse: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).</p>
<p>Se vuoi saperne di più e conoscere meglio il messaggio della salvezza scrivici a <strong>info@evangelo.it</strong> oppure <a href="http://www.evangelo.it/wp/?page_id=475"><strong>clicca qui</strong></a></p>
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		<title>Sollievo per la Carne</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/sollievo-per-la-carne/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[festivita']]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una festa fatta di eccessi alla luce della Bibbia Questo è il significato letterale della parola “carnevale” (carne levare), una delle tante feste, di origine pagana, che affolla il nostro calendario. Gli elementi caratteristici della festa sono principalmente la baldoria, le maschere, gli scherzi… LE ORIGINI Se dovessimo fare un esame attento sull’origine del Carnevale, saremmo sconcertati dal sapere che, ciò che viene considerato innocente e distensivo, affonda le radici in veri e propri riti pagani che ispiravano orge, atti illeciti collegati direttamente alle feste dionisiache greche (Dionisio era il dio greco del vino) caratterizzate dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza ed esaltazione, dando libero sfogo agli istinti più sfrenati. Esiste anche un collegamento alle feste pagane dei saturnali (feste romane celebrate in onore del dio Saturno), cerimonie religiose di carattere licenzioso che prevedevano, tra l’altro, la temporanea sospensione – semplicemente consentita per opportunismo &#8211; del rapporto servo-padrone a significare la libertà di operare contrariamente all’ordine comune: a carnevale ogni scherzo vale! Ribaltando i ruoli, ogni follia era lecita! L’avvento del cristianesimo istituzionalizzato privò del contenuto magico e rituale questa e tante altre feste pagane, tuttavia le pratiche rimasero inalterate. Il clero medievale tollerò i riti popolari collegati al carnevale nonostante la loro grossolanità: festa dell’asino, dei folli ed altri ancora. LE MASCHERE Le prime testimonianze documentarie riguardanti il Carnevale confermano la caratteristica dell’uso sregolato dei cibi, delle bevande e dei piaceri sensuali, sovvertendo intenzionalmente l’ordine vigente delle cose e scambiando i ruoli sociali. Tutto ciò nascondendo la vecchia identità dietro le maschere. La storia ci racconta di Enrico II di Francia che attraversò Parigi in maschera per sentire ciò che i sudditi dicevano di lui. Dopo di lui Enrico IV. In seguito, nel 1655, il Re Sole comparve mascherato ad una festa e da allora fu ripresa definitivamente questa tradizione, ancora fortemente radicata nella nostra cultura. Ormai, carri allegorici e maschere sono la caratteristica predominante del carnevale, basti pensare al Carnevale di Rio de Janeiro, di Venezia, Viareggio e molti altri ancora dal nord al sud della Penisola. Secondo alcuni esperti, la maschera nera sul viso di Arlecchino, il volto bipartito di Pulcinella, il corpetto e i campanacci sul dorso dei mamutones sardi, sono richiami all’occulto, per non parlare, poi, dell’uso delle maschere tribali in Africa o quelle degli sciamani usate in Niger o in Messico che sono utilizzate per allontanare i demoni. Le popolazioni della Malesia usavano invece travestirsi come auspicio per la fertilità del suolo. Anche se oggi le maschere hanno perduto l’atavico retaggio dell’occulto, sono ancora il segno di una cultura che non ha mai smesso di essere pagana dove è costante il gusto per l’osceno, il travestimento, la simulazione, l’esibizionismo e la morte. LA BIBBIA Ovviamente, non c’è scritto da nessuna parte nella Parola di Dio che i nostri figli non si debbano mascherare da Batman, Robin, Spiderman, come nel passato ci si mascherava da Zorro, Cenerentola e via dicendo. Ma è assolutamente vero, però, che la Bibbia presenta dei principi che rispecchiano lo Spirito di santità e di grazia proprie del Signore, che hanno decisamente poco a che fare con il disordine e la sensualità che contraddistinguono il Carnevale. L’ordine che tale festa vuole infrangere si scontra chiaramente con quello che Dio ha stabilito sin da principio (cfr. Gen. 1:11, 21, 25); tutto ciò è in abominio al Signore: “La donna non si vestirà da uomo, e l&#8217;uomo non si vestirà da donna poiché il Signore, il tuo Dio, detesta chiunque fa tali cose” (Deut. 22:5; cfr. anche II Cor. 11:4:16). Il cristiano nato di nuovo deve essere ispirato ad un principio di santità: “Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell&#8217;ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: &#8220;Siate santi, perché io sono santo” (I Pietro 14-16) e non deve farsi avviluppare dal sistema di cose che agita questa nostra travagliata società: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2). Il vero credente non ha paura di andare controcorrente rispetto all’andazzo del mondo – anche se rischia di essere tacciato di bigottismo – perché egli non è schiavo delle mode del momento e tantomeno di certe festività che si rifanno a principi estranei alla sobrietà e all’equilibrio biblico, perciò siamo chiamati ad esaminare ciò che sia accetto al Signore ed agire di conseguenza: “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele” (Efesini 5:10, 11). Il credente in Cristo vive una vita nuova che non è un travestimento o una mascheratura ma una dismissione di ciò che non gli appartiene più: “…avete svestito l&#8217;uomo vecchio con i suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l&#8217;ha creato” (Colossesi 3:10). Il Carnevale, come Halloween, e come ogni altra festività religiosa o pagana che sia, divenga per ogni vero credente consacrato a Dio una testimonianza di fedeltà e di santità. Egli non bisogno di liberarsi da inibizioni terrene o sfogarsi da pulsioni carnali represse, ma di vivere appieno la propria libertà cristiana, scevro da ogni senso di inferiorità rispetto a ciò che fa la maggioranza ma, soprattutto, felice della propria identità da non mascherare e né nascondere perché: “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitú” (Galati 5:1).</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>Una festa fatta di eccessi alla luce della Bibbia</strong></span></p>
<p>Questo è il significato letterale della parola “carnevale” (<em>carne levare</em>), una delle tante feste, di origine pagana, che affolla il nostro calendario. Gli elementi caratteristici della festa sono principalmente la baldoria, le maschere, gli scherzi…</p>
<h2>LE ORIGINI</h2>
<p>Se dovessimo fare un esame attento sull’origine del Carnevale, saremmo sconcertati dal sapere che, ciò che viene considerato innocente e distensivo, affonda le radici in veri e propri riti pagani che ispiravano orge, atti illeciti collegati direttamente alle feste dionisiache greche (Dionisio era il dio greco del vino) caratterizzate dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza ed esaltazione, dando libero sfogo agli istinti più sfrenati. Esiste anche un collegamento alle feste pagane dei saturnali (feste romane celebrate in onore del dio Saturno), cerimonie religiose di carattere licenzioso che prevedevano, tra l’altro, la temporanea sospensione – semplicemente consentita per opportunismo &#8211; del rapporto servo-padrone a significare la libertà di operare contrariamente all’ordine comune: a carnevale ogni scherzo vale! Ribaltando i ruoli, ogni follia era lecita!</p>
<p>L’avvento del cristianesimo istituzionalizzato privò del contenuto magico e rituale questa e tante altre feste pagane, tuttavia le pratiche rimasero inalterate. Il clero medievale tollerò i riti popolari collegati al carnevale nonostante la loro grossolanità: festa dell’asino, dei folli ed altri ancora.</p>
<h2>LE MASCHERE</h2>
<p>Le prime testimonianze documentarie riguardanti il Carnevale confermano la caratteristica dell’uso sregolato dei cibi, delle bevande e dei piaceri sensuali, sovvertendo intenzionalmente l’ordine vigente delle cose e scambiando i ruoli sociali. Tutto ciò nascondendo la vecchia identità dietro le maschere. La storia ci racconta di Enrico II di Francia che attraversò Parigi in maschera per sentire ciò che i sudditi dicevano di lui. Dopo di lui Enrico IV. In seguito, nel 1655, il Re Sole comparve mascherato ad una festa e da allora fu ripresa definitivamente questa tradizione, ancora fortemente radicata nella nostra cultura. Ormai, carri allegorici e maschere sono la caratteristica predominante del carnevale, basti pensare al Carnevale di Rio de Janeiro, di Venezia, Viareggio e molti altri ancora dal nord al sud della Penisola. Secondo alcuni esperti, la maschera nera sul viso di Arlecchino, il volto bipartito di Pulcinella, il corpetto e i campanacci sul dorso dei mamutones sardi, sono richiami all’occulto, per non parlare, poi, dell’uso delle maschere tribali in Africa o quelle degli sciamani usate in Niger o in Messico che sono utilizzate per allontanare i demoni. Le popolazioni della Malesia usavano invece travestirsi come auspicio per la fertilità del suolo.</p>
<p>Anche se oggi le maschere hanno perduto l’atavico retaggio dell’occulto, sono ancora il segno di una cultura che non ha mai smesso di essere pagana dove è costante il gusto per l’osceno, il travestimento, la simulazione, l’esibizionismo e la morte.</p>
<h2>LA BIBBIA</h2>
<p>Ovviamente, non c’è scritto da nessuna parte nella Parola di Dio che i nostri figli non si debbano mascherare da Batman, Robin, Spiderman, come nel passato ci si mascherava da Zorro, Cenerentola e via dicendo. Ma è assolutamente vero, però, che la Bibbia presenta dei principi che rispecchiano lo Spirito di santità e di grazia proprie del Signore, che hanno decisamente poco a che fare con il disordine e la sensualità che contraddistinguono il Carnevale. L’ordine che tale festa vuole infrangere si scontra chiaramente con quello che Dio ha stabilito sin da principio (cfr. Gen. 1:11, 21, 25); tutto ciò è in abominio al Signore: “La donna non si vestirà da uomo, e l&#8217;uomo non si vestirà da donna poiché il Signore, il tuo Dio, detesta chiunque fa tali cose” (Deut. 22:5; cfr. anche II Cor. 11:4:16).</p>
<p>Il cristiano nato di nuovo deve essere ispirato ad un principio di santità: “Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell&#8217;ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: &#8220;Siate santi, perché io sono santo” (I Pietro 14-16) e non deve farsi avviluppare dal sistema di cose che agita questa nostra travagliata società: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2). Il vero credente non ha paura di andare controcorrente rispetto all’andazzo del mondo – anche se rischia di essere tacciato di bigottismo – perché egli non è schiavo delle mode del momento e tantomeno di certe festività che si rifanno a principi estranei alla sobrietà e all’equilibrio biblico, perciò siamo chiamati ad esaminare ciò che sia accetto al Signore ed agire di conseguenza: “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele” (Efesini 5:10, 11).</p>
<p>Il credente in Cristo vive una vita nuova che non è un travestimento o una mascheratura ma una dismissione di ciò che non gli appartiene più: “…avete svestito l&#8217;uomo vecchio con i suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l&#8217;ha creato” (Colossesi 3:10).</p>
<p>Il Carnevale, come Halloween, e come ogni altra festività religiosa o pagana che sia, divenga per ogni vero credente consacrato a Dio una testimonianza di fedeltà e di santità. Egli non bisogno di liberarsi da inibizioni terrene o sfogarsi da pulsioni carnali represse, ma di vivere appieno la propria libertà cristiana, scevro da ogni senso di inferiorità rispetto a ciò che fa la maggioranza ma, soprattutto, felice della propria identità da non mascherare e né nascondere perché: “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitú” (Galati 5:1).</p>
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		<title>Dietro l&#8217;Epifania</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[festivita']]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Cosa c'è nelle origini della festa della befana...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>Cosa c&#8217;è nelle origini della festa della befana&#8230;</strong></span><br />
<em><br />
Epifania.</em> Ovvero “apparizione, manifestazione” di Cristo sulla Terra. Per molti si ricollega alla visita e l’adorazione dei magi, ma questa festività ha dietro di sé diverse tradizioni e realtà che ben poco hanno a che fare con il vero cristianesimo.</p>
<h2>LE ORIGINI DELLA FESTA</h2>
<p>Nei primi tempi della cristianità non si festeggiava alcun giorno in particolare per ricordare un qualsiasi evento della vita di Gesù; la domenica era “il primo giorno della settimana” (cfr. Atti 20:7; I Corinzi 16:2), “il giorno del Signore” (cfr. Apocalisse 1:10) nel quale si celebrava il culto a Dio e si ricordava l’opera di Cristo. Non si festeggiava neanche il natale, perché, secondo Origene, l’usanza di festeggiare un giorno natalizio sarebbe stata al pari di un costume pagano, come facevano Faraone ed Erode.</p>
<p>Nel II secolo però, i seguaci dello gnostico alessandrino Basilide, festeggiavano il battesimo di Cristo il 6 gennaio, secondo un’opinione per cui la natura divina di Cristo si sarebbe manifestata per la prima volta al battesimo di Gesù (negando così la Sua divinità). Ma perché i basilidiani celebravano questa festa proprio il 6 gennaio?</p>
<p>Nella tradizione pagana del dionisismo, il 6 gennaio si celebrava una festività in relazione all’allungarsi del giorno, e proprio ad Alessandria si festeggiava quel giorno la nascita di Eone dalla vergine Kore (gli eoni, in molti sistemi gnostici, rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l&#8217;Uno, la Monade, Aion Teleos &#8211; l&#8217;Eone Perfetto) e, in aggiunta, quel giorno era anche consacrato ad Osiride (è il dio egiziano della morte e dell’oltretomba). Nella notte del 6 gennaio anche le acque del Nilo dovevano acquistare una speciale forza miracolosa.</p>
<p>Da queste basi gnostico-pagane si sviluppò la festa dell’epifania, che nel tempo fu associata anche alla nascita di Cristo, prima che si istituisse il natale romano festeggiato il 25 dicembre.</p>
<h2>VIVA, VIVA LA BEFANA!</h2>
<p>Durante i secoli, in Italia, si aggiunse alla festa dell’epifania un’altra figura, quella della Befana (dal latino volgare befanìa, derivante dalla parola epifania stessa).<br />
La sua storia è intrecciata con quella dei Re Magi che, secondo la tradizione, nel loro cammino verso Betlemme persero la strada, videro in lontananza il fumo di un camino, si diressero in quella direzione e trovarono una casetta. Bussarono alla porta e andò loro incontro una vecchina che tuttavia si rifiutò di aiutarli. Una volta partiti, però, la donna si rese conto di aver sbagliato, così uscì di casa per raggiungerli. La vecchia, cercando di raggiungere i Magi, si fermava di casa in casa donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.</p>
<p>La festa della Befana deriverebbe però anche da antichi elementi folcloristici e pagani, recepiti ed adattati dalla tradizione cattolica romana.</p>
<p>Ad esempio, in Grecia, era una dea notturna a percorrere il cielo portando doni e abbondanza durante dodici notti solstiziali. Questa dea, legata ad Artemide, era la dea notturna per eccellenza, che soprintendeva al noto “Corteo di Diana”, in cui le sacerdotesse esercitavano diverse pratiche magiche. Donne che, dopo l’avvento del Cristianesimo, furono considerate pagane, malvagie e dissolute. Questa decadenza spiega anche, con tutta probabilità, l’aspetto attuale delle Befane: donne brutte e sdentate, dai capelli arruffati e coperte di miseri stracci, proprio come le streghe proprie dell’immaginario collettivo.</p>
<p>Anticamente la notte dell’epifania era l’occasione per praticare tutta una serie di riti esorcizzanti. Ancora oggi è diffusa l&#8217;usanza di “ardere la vecchia”: un enorme pupazzo, composto da legna, stracci e fascine, di forma umana, viene posto su di una pila di legna e dato alle fiamme.</p>
<p>La figura della “vecia” era anticamente una specie di capro espiatorio per esorcizzare tutto il male e per propiziarsi l’abbondanza e la fertilità dei campi. Con la distruzione della vecchia (forse un antico retaggio di sacrifici umani o animali) si intendeva rappresentare la fine di tutti i mali. La stessa cosa avviene la notte di Capodanno, quando si lanciano oggetti vecchi dalle finestre.<br />
In alcune località del Veneto e del Friuli si lanciano delle ruote di legno incendiate lungo i pendii dei monti; il rito viene detto “rito della stella”, perché anticamente le ruote rappresentavano la corsa del sole nel cielo.<br />
Nel trevigiano era in uso fino a pochi decenni fa la tradizione della “notte del panevin”. Si accendevano grandi fuochi, appiccati dai bambini più piccoli del paese, e tutti prendevano a danzare attorno al falò intonando un canto.</p>
<h2>DOVE FINISCE LA VERITA&#8217;?</h2>
<p>Come in molte altre occasioni, anche quella dell’epifania, insomma, si rivela una mera mescolanza di festività, ricorrenze e tradizioni pagane assimilate negli anni dalle istituzioni ecclesiastiche, che ben poco hanno a che fare con il cristianesimo che ha, nel messaggio dell’Evangelo di Cristo, il suo unico punto di riferimento. La vera “manifestazione” è stata quella dell’amore di Dio, che ha dato a tutti gli uomini la possibilità di salvezza eterna, infatti: “Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesú fin dall&#8217;eternità, ma che è stata ora manifestata con l&#8217;apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesú, il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l&#8217;immortalità mediante il vangelo” (II Epistola di Timoteo 1:9, 10).</p>
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