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	<title>Evangelo.it &#124; Chiesa Cristiana Evangelica Roma &#187; compromesso</title>
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	<description>L&#039;Evangelo è il messaggio di Dio per tutti!</description>
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		<title>Il peccato accettabile</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2015 09:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Pagliuzza & La Trave]]></category>
		<category><![CDATA[compromesso]]></category>
		<category><![CDATA[insoddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sì, c&#8217;è un peccato che forse abbiamo imparato ad accettare, e di cui si parla poco Gran parte dei Cristiani oggi afferma tranquillamente che tutti i peccati sono &#8220;uguali&#8221; agli occhi di Dio, che non c&#8217;è una scala gerarchica del peccato, che una bugia bianca o un omicidio sono stati entrambi oggetto della morte di Cristo sulla croce. Passiamo poi dalla teoria alla pratica. C&#8217;è un peccato in particolare che ha pervaso la nostra società e le nostre chiese in maniera subdola tanto che raramente ci pensiamo su, ed è la costante bramosia per &#8220;qualcosa di più&#8221; di ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Un peccato conosciuto, in termini più arcaici, come &#8220;ghiottoneria&#8221;. Quando penso alla ghiottoneria, mi immagino a rimpinzarmi la bocca con una dozzina di ciambelle (naturalmente ben glassate) o, se preferite il salato, di patatine fritte. Molti di noi potrebbero pensare alla ghiottoneria e dire &#8220;No, non credo sia un mio problema&#8221; oppure &#8220;Ma è veramente un peccato? Conosco tanti bravi credenti che mangiano in continuazione, eppure non sono considerati meno spirituali o degli sviati&#8221; Ma la ghiottoneria non è mera dipendenza da cibo. Se guardiamo alla sua originale definizione e nel contesto biblico, la ghiottoneria ci appare molto più vicina di quanto tenderemmo ad ammettere. La ghiottoneria, in poche parole, è la dipendenza dell&#8217;anima all&#8217;eccesso. Quando il desiderio, la brama, supera l&#8217;effettivo bisogno. E nella nostra società, dove &#8220;andare oltre&#8221; è diventata una parola d&#8217;ordine, è spesso difficile distinguere la differenza tra un legittimo desiderio e un pigro capriccio. In questo senso, anche i più atletici e tonici tra noi possono essere dei ghiottoni. Ognuno di noi lo può essere. Tutto il desiderio per l&#8217;eccesso nasce dalla mancanza di soddisfazione. Non sono soddisfatto da ciò che ho nel piatto, del mio matrimonio, del mio conto in banca. Non mi basta, quindi voglio di più. Ma ogni porzione è una parte finita di qualcosa di finito, quindi sarò alla ricerca di qualcosa che non potrà mai appagare i miei appetiti. Questa è la storia di Genesi 3. Il primo peccato in Eden non è stato altro che un desiderio di qualcosa di più. Adamo ed Eva avevano ogni cosa a disposizione, non provavano né tristezza né vergogna, ma non era questo ciò che rendeva quel giardino un paradiso. Era tale perché Dio camminava &#8220;sul far della sera&#8221; con loro. Eppure, la caduta di Adamo ed Eva fu causata dalla convinzione che tutto questo non fosse abbastanza. Non erano contenti della loro porzione di paradiso: un&#8217;insoddisfazione che portò al disastro. Proprio come loro, siamo esseri rapaci. In noi rinchiudiamo voglie spasmodiche che ci spingono alla prossima novità, in un vortice senza fine. &#8220;Insaziabili sono gli occhi degli uomini&#8221; afferma Proverbi 27:20. Sempre alla ricerca di qualcosa che possa appagare una sete mai doma. Questa spinta costante è il motore della ghiottoneria, il propellente verso l&#8217;eccesso. Eppure, questo desiderio per &#8220;qualcosa di più&#8221; può volgersi al bene. Ciò di cui abbiamo bisogno è un insaziabile appetito per il divino. Abbiamo bisogno di una &#8220;santa voracità&#8221;. Le nostre anime assetate possono essere placate dalle delizie che troviamo alla presenza di un Dio glorioso. Esiste un&#8217;unica infinita fonte di soddisfazione che può davvero appagarci. Un assaggio della grazia suprema è abbastanza per saziare un&#8217;anima che ha trangugiato per troppo tempo le misere porzioni del peccato. Se i piaceri del mondo hanno viziato il palato senza soddisfarlo, il pane della vita lo appagherà con un cibo eterno. E c&#8217;è pure uno strano effetto collaterale: più ci ciberemo dell&#8217;amore sconfinato dell&#8217;Eterno, più i nostri gusti cambieranno. La gustosa polpa della grazia placherà anche gli appetiti più insaziabili. Il Salmo 34 ci sfida a provare la differenza in prima persona: &#8220;Provate e vedrete quanto il Signore è buono&#8221;. Paolo conosceva perfettamente questo versetto quando disse al popolo di Listra che è Dio che provvede ai nostri bisogni in modo da farci volgere dalle vanità alla completa soddisfazione, fisica e spirituale (Atti 14:15-17). Ti senti insoddisfatto? Vuoi &#8220;qualcosa di più&#8221;? Vai a Colui che può fare &#8221; infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo&#8221;. (Efesini 3:20) Preghiamo che questo articolo ti si stato utile&#8230; se vuoi metterti in contatto con noi scrivici a info@evangelo.it</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Sì, c&#8217;è un peccato che forse abbiamo imparato ad accettare, e di cui si parla poco</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6035" alt="peccato-accettabile-post" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2015/07/peccato-accettabile-post.jpg" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="font-size: 20px;"><br />
Gran parte dei Cristiani oggi afferma tranquillamente che <strong>tutti i peccati sono &#8220;uguali&#8221; agli occhi di Dio</strong>, che non c&#8217;è una scala gerarchica del peccato, che una bugia bianca o un omicidio sono stati entrambi oggetto della morte di Cristo sulla croce.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Passiamo poi dalla teoria alla pratica. C&#8217;è un peccato in particolare che ha pervaso la nostra società e le nostre chiese in maniera subdola tanto che raramente ci pensiamo su, ed è la costante bramosia per &#8220;qualcosa di più&#8221; di ciò di cui abbiamo realmente bisogno.<br />
Un peccato conosciuto, in termini più arcaici, come <strong>&#8220;ghiottoneria&#8221;</strong>.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Quando penso alla ghiottoneria, mi immagino a rimpinzarmi la bocca con una dozzina di ciambelle (naturalmente ben glassate) o, se preferite il salato, di patatine fritte. Molti di noi potrebbero pensare alla ghiottoneria e dire &#8220;No, non credo sia un mio problema&#8221; oppure &#8220;Ma è veramente un peccato? Conosco tanti bravi credenti che mangiano in continuazione, eppure non sono considerati meno spirituali o degli sviati&#8221;<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
<strong>Ma la ghiottoneria non è mera dipendenza da cibo.</strong> Se guardiamo alla sua originale definizione e nel contesto biblico, la ghiottoneria ci appare molto più vicina di quanto tenderemmo ad ammettere.</p>
<blockquote><p>La ghiottoneria, in poche parole, è la dipendenza dell&#8217;anima all&#8217;eccesso.</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;">Quando il desiderio, la brama, supera l&#8217;effettivo bisogno. E nella nostra società, dove &#8220;andare oltre&#8221; è diventata una parola d&#8217;ordine, è spesso difficile distinguere la differenza tra un legittimo desiderio e un pigro capriccio. In questo senso, anche i più atletici e tonici tra noi possono essere dei ghiottoni. Ognuno di noi lo può essere.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Tutto il desiderio per l&#8217;eccesso nasce dalla mancanza di soddisfazione. Non sono soddisfatto da ciò che ho nel piatto, del mio matrimonio, del mio conto in banca. <strong>Non mi basta, quindi voglio di più.</strong> Ma ogni porzione è una parte finita di qualcosa di finito, quindi sarò alla ricerca di qualcosa che non potrà mai appagare i miei appetiti.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
<strong>Questa è la storia di Genesi 3. </strong>Il primo peccato in Eden non è stato altro che un desiderio di qualcosa di più. Adamo ed Eva avevano ogni cosa a disposizione, non provavano né tristezza né vergogna, ma non era questo ciò che rendeva quel giardino un paradiso. Era tale perché Dio camminava &#8220;sul far della sera&#8221; con loro. Eppure, la caduta di Adamo ed Eva fu causata dalla convinzione che tutto questo non fosse abbastanza. Non erano contenti della loro porzione di paradiso: un&#8217;insoddisfazione che portò al disastro.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Proprio come loro, siamo esseri rapaci. In noi rinchiudiamo voglie spasmodiche che ci spingono alla prossima novità, in un vortice senza fine.<br />
<em>&#8220;Insaziabili sono gli occhi degli uomini&#8221;</em> afferma Proverbi 27:20. Sempre alla ricerca di qualcosa che possa appagare una sete mai doma. Questa spinta costante è il motore della ghiottoneria, il propellente verso l&#8217;eccesso. Eppure, questo desiderio per &#8220;qualcosa di più&#8221; può volgersi al bene. </p>
<blockquote><p>Ciò di cui abbiamo bisogno è un insaziabile appetito per il divino.<br />
 Abbiamo bisogno di una &#8220;santa voracità&#8221;.</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;">Le nostre anime assetate possono essere placate dalle delizie che troviamo alla presenza di un Dio glorioso. Esiste un&#8217;unica infinita fonte di soddisfazione che può davvero appagarci.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Un assaggio della grazia suprema è abbastanza per saziare un&#8217;anima che ha trangugiato per troppo tempo le misere porzioni del peccato. Se i piaceri del mondo hanno viziato il palato senza soddisfarlo, il pane della vita lo appagherà con un cibo eterno.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
E c&#8217;è pure uno strano effetto collaterale: più ci ciberemo dell&#8217;amore sconfinato dell&#8217;Eterno, più i nostri gusti cambieranno. La gustosa polpa della grazia placherà anche gli appetiti più insaziabili.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Il Salmo 34 ci sfida a provare la differenza in prima persona: </p>
<blockquote><p>&#8220;Provate e vedrete quanto il Signore è buono&#8221;.</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;">Paolo conosceva perfettamente questo versetto quando disse al popolo di Listra che è Dio che provvede ai nostri bisogni in modo da farci volgere dalle vanità alla completa soddisfazione, fisica e spirituale (Atti 14:15-17).<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
<strong>Ti senti insoddisfatto? Vuoi &#8220;qualcosa di più&#8221;?<br />
Vai a Colui che può fare &#8221; infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo&#8221;.</strong><br />
(Efesini 3:20)</p>
<p><span style="color: #000000;font-size:14px">Preghiamo che questo articolo ti si stato utile&#8230; se vuoi metterti in contatto con noi scrivici a <span style="color: #800000"><em><strong>info@evangelo.it</strong><br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
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		<title>Saggia Discriminante</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/saggia-discriminante/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 21:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sprazzi di Luce]]></category>
		<category><![CDATA[compromesso]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“… ‘Che cosa ho io piú da fare con gli idoli? Io [Dio] lo esaudirò e veglierò su di lui; io, che sono come un verdeggiante cipresso; da me verrà il tuo frutto’. Chi è saggio ponga mente a queste cose! Chi è intelligente le riconosca! Poiché le vie del Signore sono rette; i giusti cammineranno per esse, ma i trasgressori vi cadranno” (Osea 14:8, 9) &#160; Ci sono idoli di ogni tipo: di legno, di marmo, di gesso, statue e dipinti; come pure in carne ed ossa: idoli dello sport, del cinema, della musica. E poi ci siamo noi che siamo spesso idoli a noi stessi: ci adoriamo, ci veneriamo, siamo il centro stesso del nostro piccolo universo. Ma nel momento in cui, come Efraim, dichiariamo di non volerci avere più niente a che fare, allora scopriamo che Dio opera davvero! Egli ci esaudisce, veglia su di noi e ci fa portare frutto. Infatti, dobbiamo prendere le distanze da tutto ciò che per noi può costituire un “idolo”: il lavoro, il denaro, la casa… tutto ciò che prende, in altre parole, il posto del Signore. Non vale neppure tentare di mescolare le cose, del tipo “Dio e…”, cercando compromessi, perché sappiamo bene che non si può servire a due padroni! Sii saggio, pensaci, la verità è semplice da afferrare, meno da vivere; ma se ti sganci davvero da tutto ciò che impedisce una vera consacrazione allora sarai un cristiano vero. Se vuoi sapere di più sulla salvezza in Cristo, scrivici: info@evangelo.it LEGGI TUTTI GLI &#8220;SPRAZZI DI LUCE&#8221;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color:#808080; font-family: pt serif; font-weight:normal">“… ‘Che cosa ho io piú da fare con gli idoli? Io [Dio] lo esaudirò e veglierò su di lui; io, che sono come un verdeggiante cipresso; da me verrà il tuo frutto’. Chi è saggio ponga mente a queste cose! Chi è intelligente le riconosca! Poiché le vie del Signore sono rette; i giusti cammineranno per esse, ma i trasgressori vi cadranno” (Osea 14:8, 9)</span></em></h2>
<hr />
<p>&nbsp;<br />
Ci sono idoli di ogni tipo: di legno, di marmo, di gesso, statue e dipinti; come pure in carne ed ossa: idoli dello sport, del cinema, della musica. E poi ci siamo noi che siamo spesso idoli a noi stessi: ci adoriamo, ci veneriamo, siamo il centro stesso del nostro piccolo universo. Ma nel momento in cui, come Efraim, dichiariamo di non volerci avere più niente a che fare, allora scopriamo che Dio opera davvero! Egli ci esaudisce, veglia su di noi e ci fa portare frutto. Infatti, dobbiamo prendere le distanze da tutto ciò che per noi può costituire un “idolo”: il lavoro, il denaro, la casa… tutto ciò che prende, in altre parole, il posto del Signore. Non vale neppure tentare di mescolare le cose, del tipo “Dio e…”, cercando compromessi, perché sappiamo bene che non si può servire a due padroni!</p>
<p>Sii saggio, pensaci, la verità è semplice da afferrare, meno da vivere; ma se ti sganci davvero da tutto ciò che impedisce una vera consacrazione allora sarai un cristiano vero.</p>
<p>Se vuoi  sapere di più sulla salvezza in Cristo, scrivici: <strong><a href="mailto:info@evangelo.it">info@evangelo.it</a></strong></p>
<p><a href="http://www.evangelo.it/wp/?cat=40"><strong>LEGGI TUTTI GLI &#8220;SPRAZZI DI LUCE&#8221;</strong></a></p>
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		<title>Bestemmia: sempre peccato o da contestualizzare?</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/bestemmia-sempre-peccato-o-da-contestualizzare/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 16:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo & Fede]]></category>
		<category><![CDATA[bestemmia]]></category>
		<category><![CDATA[compromesso]]></category>
		<category><![CDATA[volgarit]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I dizionari la definiscono come un’offesa a Dio con espressioni ingiuriose, nel suo significato il termine denota maldicenza e calunnia, nel senso scritturale, indica un detto irriverente e ingiurioso, concernente Dio, il Suo amore o i Suoi attributi.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>I dizionari la definiscono come un’offesa a Dio con espressioni ingiuriose, nel suo significato il termine denota maldicenza e calunnia, nel senso scritturale, indica un detto irriverente e ingiurioso, concernente Dio, il Suo amore o i Suoi attributi. </strong></span></p>
<p>L’argomento si ripropone quando a pronunciare la bestemmia è un personaggio pubblico.<br />
In realtà è la normalità di tanti che la credono innocua.<br />
Alcuni, anche religiosi, ritengono che bisogna contestualizzarla, altri che spesso è sbagliato pronunciarla: la Bibbia la condanna sempre.<br />
Il cambiamento è palese nei vari aspetti della vita.<br />
Evidentemente il deteriorarsi di certi valori anche nelle istituzioni e norme di comportamento tradizionale hanno il loro peso.<br />
Molti credono che sia un bene per l’uomo bestemmiare e così sfogare il proprio nervosismo.<br />
La bestemmia non aiuta a liberare dall’ira, che invece mette radici più profonde e si alimenta da sola, come ricorda la Bibbia: “La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira”<br />
Fin dall’antichita’ il paziente Giobbe diceva: “Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia, la grandezza del riscatto non ti spinga a deviare!”<br />
I dizionari la definiscono come un’offesa della divinità con espressioni ingiuriose.<br />
Nel suo significato primitivo il termine bestemmia denota ogni genere di maldicenza e calunnia. Nel senso ristretto scritturale, e anche nell’uso comune, indica un detto irriverente e ingiurioso, concernente Dio, il Suo amore o i Suoi attributi.<br />
In Israele la Legge di Mosè comandava: “Non bestemmierai contro Dio e non maledirai il principe del tuo popolo” e ai tempi del libro dell’Esodo un bestemmiatore fu lapidato.<br />
Nel Nuovo Testamento resta l’avversione divina: “Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca… Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!”.<br />
Con la venuta di Gesù, l’accento si è però spostato dalla repressione alla responsabilizzazione.<br />
Gli stessi credenti sono invitati a non dare occasione di bestemmia ai non credenti: “Il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra gli stranieri” (Lettera di Paolo ai Romani 2:24).<br />
L’escalation della bestemmia è stata anticipata dalla Bibbia: “…negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili. Poiché gli uomini saranno … bestemmiatori…” (Seconda lettera di Paolo a Timoteo 3:1,2).<br />
In ogni caso è vicino il giorno in cui si dira’: “&#8230;Il Signore e’ venuto con le sue sante miriadi per far giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno ampiamente commesse, e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno proferito contro di lui”.<br />
A quanti vorrebbero non bestemmiare ma non riescono, Gesù ricorda: “Dall’abbondanza del cuore la bocca parla”.<br />
Occorre quindi invitare il Salvatore nella propria vita: Egli cambierà e trasformerà l’esistenza, e quindi il linguaggio, di chi Lo invoca.</p>
<p style="text-align: right;">Articolo tratto da <a href="http://www.assembleedidio.org/cristianioggi.php" target="_blank"><em>Cristiani Oggi</em></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cibare le pecore o divertire le capre?</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/cibare-le-pecore-o-divertire-le-capre/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 11:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Pagliuzza & La Trave]]></category>
		<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[compromesso]]></category>
		<category><![CDATA[evangelica]]></category>
		<category><![CDATA[evangelici]]></category>
		<category><![CDATA[mode]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La chiesa oggi è di fronte ad una scelta: predicare un Vangelo sano, dottrinale e profondo o un vangelo fatto di intrattenimento e mode?</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/cibare-le-pecore-o-divertire-le-capre/">Cibare le pecore o divertire le capre?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>&#8220;E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri&#8221; (Matteo 25:32)</strong></span><br />
<em><br />
Originariamente attribuito a C.H. Spurgeon, questo scritto appare essere la versione redatta del sermone di uno dei suoi studenti, Archibald G. Brown, pubblicato nel 1889; a nostro avviso è un testo di estrema attualità:</em></p>
<p>Del male sta infestando il campo del Signore; la cosa è talmente chiara che perfino un credente miope se ne accorgerebbe. Negli ultimi anni, questo genere di male si è diffuso in modo davvero impressionante. Si è propagato come un lievito che ha fatto fermentare tutta la pasta.<br />
Il diavolo ha, in un certo senso, cambiato tattica: affinando le sue astuzie, ha fatto credere alla chiesa che parte della sua missione sia quella di divertire e intrattenere la gente, conquistandola così a sé. Seppure abbia iniziato il suo mandato annunciando l’Evangelo, la chiesa ha lentamente abbassato i toni della propria testimonianza per poi strizzare l’occhio alle frivolezze del momento, giustificandole. Successivamente, ha permesso che queste stanziassero presso i propri confini per poi adottarne l’utilizzo con il pretesto di raggiungere le masse!</p>
<p><strong>1. </strong><strong>Vorrei per prima cosa affermare che in nessuna parte delle Scritture leggiamo che procurare intrattenimento o divertimento sia una delle funzioni della Chiesa del Signore.</strong> Se questo è uno degli aspetti del servizio cristiano, perché Cristo non ne ha parlato? Perché non ha piuttosto comandato ai Suoi: “Andate in tutto il mondo, predicate l’Evangelo e provvedete intrattenimento a quanti non lo gradiscono”? Non troviamo parole del genere; non sembrano proprio accostabili al pensiero del nostro Maestro. Da dove saltano fuori allora questi intrattenitori? Lo Spirito Santo non ne parla per niente. Gli antichi profeti erano perseguitati perché divertivano la gente, oppure perché ne denunciavano il peccato? Gli organizzatori di concerti non rientrano nella lista dei martiri.</p>
<p><strong>2. Inoltre, intrattenere e divertire le persone è in diretta opposizione agli insegnamenti e alla vita stessa di Cristo e dei Suoi apostoli.</strong> Qual era l’identità della chiesa del Nuovo Testamento rispetto al mondo? “Voi siete il sale della terra”, non lo “zuccherino”! Il Signore ha forse introdotto “ad arte” degli elementi piacevoli ed accattivanti nei Suoi insegnamenti? Sarebbe stato sicuramente più popolare. Quando “molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano piú con lui”, Gesù non disse a Pietro: “Corrigli dietro e digli che domani avremo un tipo di culto diverso, qualcosa di breve e attraente, un sermoncino di poche parole per poi passare una bella serata insieme. Convincili che sicuramente apprezzeranno! Sbrigati, Pietro, dobbiamo raccogliere persone in qualche modo!”.</p>
<p>No! Gesù ha mostrato compassione per i peccatori, sospirato e pianto per loro, ma non ha mai pensato di intrattenerli!<br />
Invano si potrebbero scrutare le epistole del Nuovo Testamento per trovare una seppur piccola traccia del “vangelo dell’intrattenimento”. Il loro messaggio è, piuttosto: “… uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d&#8217;impuro …”. Qualsiasi cosa che si avvicina al divertimento o all’intrattenimento è palesemente tale proprio per l’assenza di questo messaggio. La chiesa del Signore è tale, invece, perché ripone assoluta fiducia nella potenza del Vangelo e non usa alcun altro mezzo di conquista.</p>
<p>Dopo che Pietro e Giovanni furono imprigionati a causa della loro predicazione, la Chiesa si mise in preghiera, ma non dissero al Signore: “O Dio, concedi ai tuoi servitori di poter, attraverso un uso saggio e opportuno di un innocente ricreazione, far vedere a questa gente quanto siamo felici”. No! Non cessarono di predicare Cristo. Non avevano letteralmente tempo per organizzare momenti di ricreazione. Dispersi dalla persecuzione, andarono ovunque predicando l’Evangelo. Misero sottosopra il mondo: questa è la sola differenza rispetto alla chiesa di oggi!</p>
<p><strong>3. In ultimo, l’intrattenimento o il divertimento viene meno nel raggiungere l’effetto desiderato.</strong> Vediamo un po’ dove sono tutte quelle persone “stanche e cariche” che hanno trovato riposo alle anime loro attraverso un bel concerto! Facciamo alzare tutti quegli alcolisti che hanno trovato liberazione dalle catene della loro schiavitù grazie a certi teatrini di piazza! Non ci saranno mai tali persone: il vangelo del divertimento non produrrà mai dei veri convertiti!</p>
<p>Il vero bisogno per la chiesa di oggi è quello di sperimentare un’autentica spiritualità, unita alla sana dottrina biblica, tale da infiammare ogni credente di uno zelo celeste.</p>
<p>Signore, netta la Tua chiesa da ogni forma di corruzione e ciarpame che il diavolo ha imposto su di essa, e riportaci ai metodi degli apostoli!</p>
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		<title>Lettera Aperta al Pastore</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Pagliuzza & La Trave]]></category>
		<category><![CDATA[Lente D'Ingrandimento]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Raccogliamo dal web un'ipotetica lettera ad un pastore e la pubblichiamo per ogni opportuna riflessione...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>Raccogliamo dal web un&#8217;ipotetica lettera ad un pastore e la pubblichiamo per ogni opportuna riflessione&#8230;</strong></span></p>
<p><em>Caro Pastore,</em></p>
<p><em>spesso metti in risalto l’importanza di partecipare ai culti della comunità, alle riunioni di studio biblico, di preghiera e alle evangelizzazioni, e ricordi quanto sia importante per un credente mantenere la comunione fraterna e con il Signore, ma io credo che – di tanto in tanto – egli possa anche perdere qualche culto, per esempio…</em></p>
<ul>
<li><em>durante il periodo natalizio</em> (incluso la domenica precedente e/o successiva),</li>
<li> <em>la fine dell’anno e l’inizio del nuovo</em> (come sai si fa sempre tardi)</li>
<li> <em>la settimana bianca</em> (sennò uno muore di lavoro)</li>
<li> <em>a Pasqua</em> (si prende sempre qualche giorno di riposo)</li>
<li> <em>il primo maggio</em> (festa del lavoro, si aggancia sempre qualche giorno di ponte)</li>
<li> <em>il 2 giugno</em> (è festa nazionale e un “fuori porta” con la famiglia ci vuole proprio)</li>
<li> <em>la chiusura delle scuole</em> (i ragazzi d’altronde hanno bisogno di svagarsi, poverini)</li>
<li> <em>le vacanze</em> (almeno un mese di meritato riposo non ce lo toglie nessuno; e poi il mare fa proprio bene, così d’inverno si sta in salute e la montagna disintossica dall’inquinamento della città)</li>
<li> <em>la riapertura delle scuole</em> (soltanto un’altra piccola fuga dalla città prima di affrontare l’anno di studio)</li>
<li> <em>l’influenza, o altre malattie </em>(assenza di tutta la famiglia anche se un solo membro è malato: lo so, più membri più assenze, ma le malattie, purtroppo, non mancano mai; che ci possiamo fare?)</li>
<li> <em>una visita improvvisa di amici</em> (mica li possiamo mandare via)</li>
<li> <em>viaggio di lavoro</em> (un dovere)</li>
<li> <em>anniversario di matrimonio</em> (praticamente, una seconda luna di miele)</li>
<li> <em>lutti tra parenti</em> (anche quelli non mancano, purtroppo)</li>
<li> <em>sabato sera troppo impegnato </em>(la domenica &#8211; tutta &#8211; è il giorno del riposo)</li>
<li> <em>cattivo tempo </em>(neve, vento, pioggia, rischio di pioggia…)</li>
<li> <em>visita ad alcuni familiari </em>(d’altronde non possiamo dare cattiva testimonianza, sembra brutto non farlo)</li>
<li> <em>devo accompagnare i miei figli, rispettivamente: a lezioni di chitarra, piano, in palestra, a calcetto, pallavolo, kick boxing</em> (un po’ di esercizio fisico è necessario, la vita è così sedentaria)</li>
<li> <em>Altri impegni imprevisti.</em></li>
</ul>
<p><em>In ogni caso, puoi contare su di noi.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Fraternamente,</em></p>
<p><em>un tuo fedele membro comunicante</em></p>
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		<title>Confessione di un Pastore Pentito</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 10:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[compromesso]]></category>
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		<category><![CDATA[modernit]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mode, tendenze, strategie di mercato applicate alla chiesa. Come far dilatare in modo sproporzionato la quantità dei membri senza badare alla qualità delle conversioni.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080; font-size: 1.10em;"><strong>La confessione di un pastore pentito: dilatare in modo sproporzionato la quantità dei membri senza badare alla qualità delle conversioni.</strong></span></p>
<p>Nel passato ho assunto massicce dosi di “ormone per la crescita della Chiesa”, una sostanza severamente bandita dalla Bibbia. Durante i miei primi otto anni di ministerio, ho seguito una dieta strettissima fatta di libri e video esclusivamente inerenti alle <strong>ultime mode e tendenze sul come far crescere in fretta la comunità locale</strong>. Mi trovavo sempre all’avanguardia nel ministerio, aggiornato sul pensiero più in voga, imparando sempre di più le <strong>tecniche di mercato applicate alla chiesa</strong> e la <strong>psicologia d’approccio</strong> per intrattenere proficui rapporti interpersonali. <strong><br />
Ho sempre creduto che i numeri equivalessero al successo</strong>, anche se questo poteva significare il cambiamento del nome della comunità, offrire programmi di auto-realizzazione, o implementare ogni altra sorta di metodo pensassi potesse servire ad aumentare il numero dei membri.</p>
<p>Come molti altri pastori, potevo essere paragonato ad un atleta professionista, che cerca di capire come ottenere successo con ogni mezzo. Per un atleta, la matematica è piuttosto semplice: se fai gol, giungi in meta o metti insieme punti … allora capisci che i numeri contano. Più hai successo nel “fare punti”, più sei considerato. <strong>Per i pastori, è il numero di persone che si riescono a raccogliere che sembra misurare il loro successo.</strong> Questo è qualcosa, per quanto fuorviante, che noi pastori ci sforziamo di ottenere ad ogni costo […].</p>
<p>Le notizie di cronaca sportiva negli anni hanno denunciato come molti atleti professionisti, di varie discipline, siano caduti in questa trappola ed abbiano assunto sostanze dopanti, volte ad aumentare la massa muscolare e la forza fisica, per accrescere le proprie prestazioni. Queste persone sono state disposte ad assumere qualsiasi sostanza pur di gonfiare i numeri che, pensavano, potessero servire a dar loro prestigio. A questi atleti, il fine sembra possa giustificare i mezzi, senza dar peso agli effetti collaterali che certi metodi portano con sé. Allo stesso modo, non pochi pastori hanno ormai assunto l’idea che la crescita numerica della chiesa equivalga al successo. Molti hanno partecipato a conferenze su conferenze, letto libri su libri ed hanno ascoltato messaggi sul tema della “crescita della chiesa”. <strong>Proprio come atleti professionisti che s’imbottiscono di steroidi, altrettanti pastori sono stati sorpresi mentre assumevano questi “ormoni per la crescita” della comunità locale</strong>. Molti hanno anche visto dei risultati, velocemente e con successo, e “ci hanno messo la firma”, deglutendo queste pillole pericolose. Hanno migliorato le loro perfomance per attirare le persone. Ma l’ormone della crescita contiene dei componenti molto pericolosi. Diamogli uno sguardo.</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>teologia umano-centrica;</li>
<li>messaggi accattivanti volti a risolvere i problemi della gente offrendo una risposta pronta all’uso;</li>
<li>eventi e programmi speciali, musica contemporanea e intrattenimento.</li>
</ul>
<p>Per ottenere i migliori risultati si consiglia di eliminare i banchi, vestire in modo casual ed installare un bel proiettore da 5000 Watt per gli usi più diversi. Se questo viene assunto regolarmente, ogni settimana, e se si segue una <strong>rigida strategia di mercato</strong> (legge della domanda e offerta. N.d.T.), allora la crescita è garantita. Gli <strong>effetti collaterali</strong> possono includere, tra gli altri, non credenti che occupano incarichi di responsabilità, false conversioni, membri carnali e menti vuote.</p>
<p>Devo dire, da parte mia, che mentre “assumevo queste sostanze” non mi trovavo nella condizione di rendermi conto degli effetti dannosi che esse producevano. Addirittura, ero incoraggiato a peccare in questo modo da molti. Infatti, costoro, quando mi chiedevano come andava la chiesa, <strong>volevano soltanto sapere quanti erano i membri e non come il Signore, in effetti, stesse operando nell’assemblea</strong>. La mia visione generale delle cose era piena di spazzatura ed io ero, di fatto, accecato: la mia “carne” aveva bisogno costantemente di essere gratificata e ciò poteva avvenire soltanto grazie ai numeri e alla crescita, invece di sperimentare una genuina opera da parte del Signore. È corretto, ho detto “carne”, e questo era il mio problema primario. La cosa riguardava proprio il mio ego. Quando sono riuscito a venire fuori da questa squallida equazione (numeri, uguale successo. N.d.T.), la mia visione delle cose cominciò a divenire più chiara. La Parola di Dio doveva davvero ridiventare il mio unico punto di riferimento per tutte le cose.</p>
<p>Dopo alcune analisi più approfondite, cominciai a valutare le cose per quelle che erano. Tutti quei libri acquistati sul tema finirono nella spazzatura e cominciai ad apprezzare il valore dello studio biblico induttivo. Dopo un certo tempo il Signore “spianò e inizializzò nuovamente l’hard disk” della mia mente. Diedi finalmente una svolta a quel modo di pensare in termini di crescita numerica della chiesa e mi concentrai sulla crescita qualitativa del singolo credente.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“C&#8217;è una via che all&#8217;uomo sembra diritta, ma finisce con il condurre alla morte” (Proverbi 16:25).</em></p>
<p><em><strong>Ray Baumann</strong></em><br />
Pastore delle “Assemblies of God” U.S.A.</p>
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