<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Evangelo.it &#124; Chiesa Cristiana Evangelica Roma &#187; insoddisfazione</title>
	<atom:link href="https://www.evangelo.it/wp/tag/insoddisfazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.evangelo.it/wp</link>
	<description>L&#039;Evangelo è il messaggio di Dio per tutti!</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Aug 2026 13:40:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5</generator>
		<item>
		<title>Il peccato accettabile</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/peccato-accettabile/</link>
		<comments>https://www.evangelo.it/wp/peccato-accettabile/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2015 09:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Pagliuzza & La Trave]]></category>
		<category><![CDATA[compromesso]]></category>
		<category><![CDATA[insoddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.evangelo.it/wp/?p=6033</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sì, c&#8217;è un peccato che forse abbiamo imparato ad accettare, e di cui si parla poco Gran parte dei Cristiani oggi afferma tranquillamente che tutti i peccati sono &#8220;uguali&#8221; agli occhi di Dio, che non c&#8217;è una scala gerarchica del peccato, che una bugia bianca o un omicidio sono stati entrambi oggetto della morte di Cristo sulla croce. Passiamo poi dalla teoria alla pratica. C&#8217;è un peccato in particolare che ha pervaso la nostra società e le nostre chiese in maniera subdola tanto che raramente ci pensiamo su, ed è la costante bramosia per &#8220;qualcosa di più&#8221; di ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Un peccato conosciuto, in termini più arcaici, come &#8220;ghiottoneria&#8221;. Quando penso alla ghiottoneria, mi immagino a rimpinzarmi la bocca con una dozzina di ciambelle (naturalmente ben glassate) o, se preferite il salato, di patatine fritte. Molti di noi potrebbero pensare alla ghiottoneria e dire &#8220;No, non credo sia un mio problema&#8221; oppure &#8220;Ma è veramente un peccato? Conosco tanti bravi credenti che mangiano in continuazione, eppure non sono considerati meno spirituali o degli sviati&#8221; Ma la ghiottoneria non è mera dipendenza da cibo. Se guardiamo alla sua originale definizione e nel contesto biblico, la ghiottoneria ci appare molto più vicina di quanto tenderemmo ad ammettere. La ghiottoneria, in poche parole, è la dipendenza dell&#8217;anima all&#8217;eccesso. Quando il desiderio, la brama, supera l&#8217;effettivo bisogno. E nella nostra società, dove &#8220;andare oltre&#8221; è diventata una parola d&#8217;ordine, è spesso difficile distinguere la differenza tra un legittimo desiderio e un pigro capriccio. In questo senso, anche i più atletici e tonici tra noi possono essere dei ghiottoni. Ognuno di noi lo può essere. Tutto il desiderio per l&#8217;eccesso nasce dalla mancanza di soddisfazione. Non sono soddisfatto da ciò che ho nel piatto, del mio matrimonio, del mio conto in banca. Non mi basta, quindi voglio di più. Ma ogni porzione è una parte finita di qualcosa di finito, quindi sarò alla ricerca di qualcosa che non potrà mai appagare i miei appetiti. Questa è la storia di Genesi 3. Il primo peccato in Eden non è stato altro che un desiderio di qualcosa di più. Adamo ed Eva avevano ogni cosa a disposizione, non provavano né tristezza né vergogna, ma non era questo ciò che rendeva quel giardino un paradiso. Era tale perché Dio camminava &#8220;sul far della sera&#8221; con loro. Eppure, la caduta di Adamo ed Eva fu causata dalla convinzione che tutto questo non fosse abbastanza. Non erano contenti della loro porzione di paradiso: un&#8217;insoddisfazione che portò al disastro. Proprio come loro, siamo esseri rapaci. In noi rinchiudiamo voglie spasmodiche che ci spingono alla prossima novità, in un vortice senza fine. &#8220;Insaziabili sono gli occhi degli uomini&#8221; afferma Proverbi 27:20. Sempre alla ricerca di qualcosa che possa appagare una sete mai doma. Questa spinta costante è il motore della ghiottoneria, il propellente verso l&#8217;eccesso. Eppure, questo desiderio per &#8220;qualcosa di più&#8221; può volgersi al bene. Ciò di cui abbiamo bisogno è un insaziabile appetito per il divino. Abbiamo bisogno di una &#8220;santa voracità&#8221;. Le nostre anime assetate possono essere placate dalle delizie che troviamo alla presenza di un Dio glorioso. Esiste un&#8217;unica infinita fonte di soddisfazione che può davvero appagarci. Un assaggio della grazia suprema è abbastanza per saziare un&#8217;anima che ha trangugiato per troppo tempo le misere porzioni del peccato. Se i piaceri del mondo hanno viziato il palato senza soddisfarlo, il pane della vita lo appagherà con un cibo eterno. E c&#8217;è pure uno strano effetto collaterale: più ci ciberemo dell&#8217;amore sconfinato dell&#8217;Eterno, più i nostri gusti cambieranno. La gustosa polpa della grazia placherà anche gli appetiti più insaziabili. Il Salmo 34 ci sfida a provare la differenza in prima persona: &#8220;Provate e vedrete quanto il Signore è buono&#8221;. Paolo conosceva perfettamente questo versetto quando disse al popolo di Listra che è Dio che provvede ai nostri bisogni in modo da farci volgere dalle vanità alla completa soddisfazione, fisica e spirituale (Atti 14:15-17). Ti senti insoddisfatto? Vuoi &#8220;qualcosa di più&#8221;? Vai a Colui che può fare &#8221; infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo&#8221;. (Efesini 3:20) Preghiamo che questo articolo ti si stato utile&#8230; se vuoi metterti in contatto con noi scrivici a info@evangelo.it</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/peccato-accettabile/">Il peccato accettabile</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color: #808080; font-family: pt serif; font-weight: normal;">Sì, c&#8217;è un peccato che forse abbiamo imparato ad accettare, e di cui si parla poco</span></em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6035" alt="peccato-accettabile-post" src="https://www.evangelo.it/wp/wp-content/uploads/2015/07/peccato-accettabile-post.jpg" width="960" height="320" /></p>
<p><span style="font-size: 20px;"><br />
Gran parte dei Cristiani oggi afferma tranquillamente che <strong>tutti i peccati sono &#8220;uguali&#8221; agli occhi di Dio</strong>, che non c&#8217;è una scala gerarchica del peccato, che una bugia bianca o un omicidio sono stati entrambi oggetto della morte di Cristo sulla croce.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Passiamo poi dalla teoria alla pratica. C&#8217;è un peccato in particolare che ha pervaso la nostra società e le nostre chiese in maniera subdola tanto che raramente ci pensiamo su, ed è la costante bramosia per &#8220;qualcosa di più&#8221; di ciò di cui abbiamo realmente bisogno.<br />
Un peccato conosciuto, in termini più arcaici, come <strong>&#8220;ghiottoneria&#8221;</strong>.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Quando penso alla ghiottoneria, mi immagino a rimpinzarmi la bocca con una dozzina di ciambelle (naturalmente ben glassate) o, se preferite il salato, di patatine fritte. Molti di noi potrebbero pensare alla ghiottoneria e dire &#8220;No, non credo sia un mio problema&#8221; oppure &#8220;Ma è veramente un peccato? Conosco tanti bravi credenti che mangiano in continuazione, eppure non sono considerati meno spirituali o degli sviati&#8221;<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
<strong>Ma la ghiottoneria non è mera dipendenza da cibo.</strong> Se guardiamo alla sua originale definizione e nel contesto biblico, la ghiottoneria ci appare molto più vicina di quanto tenderemmo ad ammettere.</p>
<blockquote><p>La ghiottoneria, in poche parole, è la dipendenza dell&#8217;anima all&#8217;eccesso.</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;">Quando il desiderio, la brama, supera l&#8217;effettivo bisogno. E nella nostra società, dove &#8220;andare oltre&#8221; è diventata una parola d&#8217;ordine, è spesso difficile distinguere la differenza tra un legittimo desiderio e un pigro capriccio. In questo senso, anche i più atletici e tonici tra noi possono essere dei ghiottoni. Ognuno di noi lo può essere.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Tutto il desiderio per l&#8217;eccesso nasce dalla mancanza di soddisfazione. Non sono soddisfatto da ciò che ho nel piatto, del mio matrimonio, del mio conto in banca. <strong>Non mi basta, quindi voglio di più.</strong> Ma ogni porzione è una parte finita di qualcosa di finito, quindi sarò alla ricerca di qualcosa che non potrà mai appagare i miei appetiti.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
<strong>Questa è la storia di Genesi 3. </strong>Il primo peccato in Eden non è stato altro che un desiderio di qualcosa di più. Adamo ed Eva avevano ogni cosa a disposizione, non provavano né tristezza né vergogna, ma non era questo ciò che rendeva quel giardino un paradiso. Era tale perché Dio camminava &#8220;sul far della sera&#8221; con loro. Eppure, la caduta di Adamo ed Eva fu causata dalla convinzione che tutto questo non fosse abbastanza. Non erano contenti della loro porzione di paradiso: un&#8217;insoddisfazione che portò al disastro.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Proprio come loro, siamo esseri rapaci. In noi rinchiudiamo voglie spasmodiche che ci spingono alla prossima novità, in un vortice senza fine.<br />
<em>&#8220;Insaziabili sono gli occhi degli uomini&#8221;</em> afferma Proverbi 27:20. Sempre alla ricerca di qualcosa che possa appagare una sete mai doma. Questa spinta costante è il motore della ghiottoneria, il propellente verso l&#8217;eccesso. Eppure, questo desiderio per &#8220;qualcosa di più&#8221; può volgersi al bene. </p>
<blockquote><p>Ciò di cui abbiamo bisogno è un insaziabile appetito per il divino.<br />
 Abbiamo bisogno di una &#8220;santa voracità&#8221;.</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;">Le nostre anime assetate possono essere placate dalle delizie che troviamo alla presenza di un Dio glorioso. Esiste un&#8217;unica infinita fonte di soddisfazione che può davvero appagarci.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Un assaggio della grazia suprema è abbastanza per saziare un&#8217;anima che ha trangugiato per troppo tempo le misere porzioni del peccato. Se i piaceri del mondo hanno viziato il palato senza soddisfarlo, il pane della vita lo appagherà con un cibo eterno.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
E c&#8217;è pure uno strano effetto collaterale: più ci ciberemo dell&#8217;amore sconfinato dell&#8217;Eterno, più i nostri gusti cambieranno. La gustosa polpa della grazia placherà anche gli appetiti più insaziabili.<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
Il Salmo 34 ci sfida a provare la differenza in prima persona: </p>
<blockquote><p>&#8220;Provate e vedrete quanto il Signore è buono&#8221;.</p></blockquote>
<p><span style="font-size: 20px;">Paolo conosceva perfettamente questo versetto quando disse al popolo di Listra che è Dio che provvede ai nostri bisogni in modo da farci volgere dalle vanità alla completa soddisfazione, fisica e spirituale (Atti 14:15-17).<br />
<span style="font-size: 20px;"><br />
<strong>Ti senti insoddisfatto? Vuoi &#8220;qualcosa di più&#8221;?<br />
Vai a Colui che può fare &#8221; infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo&#8221;.</strong><br />
(Efesini 3:20)</p>
<p><span style="color: #000000;font-size:14px">Preghiamo che questo articolo ti si stato utile&#8230; se vuoi metterti in contatto con noi scrivici a <span style="color: #800000"><em><strong>info@evangelo.it</strong><br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/peccato-accettabile/">Il peccato accettabile</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.evangelo.it/wp/peccato-accettabile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Non ero a posto così&#8230;&#8221;</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/matteo-non-ero-a-posto-cosi/</link>
		<comments>https://www.evangelo.it/wp/matteo-non-ero-a-posto-cosi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 11:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[insoddisfazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.evangelo.it/wp/?p=2344</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il Signore sia lodato! Mi chiamo Matteo, ho 25 anni e desidero raccontarti la mia testimonianza, cioè le cose grandi che Gesù ha fatto nella mia vita fino ad oggi.<br />
Sono nato in una famiglia che dal punto di vista umano era ed è tuttora molto unita, ma dal lato spirituale molto “variegata”: mio padre è da sempre ateo, mentre mia madre ha ricevuto fin da piccola gli insegnamenti della Parola di Dio da mia nonna, convertitasi nel lontano 1965 e pioniera della fede nella mia famiglia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/matteo-non-ero-a-posto-cosi/">&#8220;Non ero a posto così&#8230;&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color:#808080; font-family: pt serif; font-weight:normal">La testimonianza di Matteo</span></em></h2>
<hr />
<p>&nbsp;<br />
Il Signore sia lodato! Mi chiamo Matteo, ho 25 anni e desidero raccontarti la mia testimonianza, cioè le cose grandi che Gesù ha fatto nella mia vita fino ad oggi.<br />
Sono nato in una famiglia che dal punto di vista umano era ed è tuttora molto unita, ma dal lato spirituale molto “variegata”: mio padre è da sempre ateo, mentre mia madre ha ricevuto fin da piccola gli insegnamenti della Parola di Dio da mia nonna, convertitasi nel lontano 1965 e pioniera della fede nella mia famiglia. Grazie a Dio tutto ciò ha permesso che anch’io, nella mia infanzia e adolescenza, potessi venire in contatto con la Bibbia, frequentando la chiesa Evangelica e la scuola domenicale (una “scuola” dove si trasmettono ai bambini gli insegnamenti biblici, in un modo a loro comprensibile).<br />
Fu un periodo splendido per me, adoravo ascoltare le storie della Bibbia e non vedevo l’ora di “fare sul serio”, cioè passare dalla scuola domenicale al culto vero e proprio, quello degli “adulti”. </p>
<p>Purtroppo però questo passaggio non ha avuto gli effetti desiderati, perché ho cominciato ad allontanarmi progressivamente dal Signore, oltre che dalla comunità che frequentavo insieme a mia madre, mia nonna e mio fratello. Inoltre, arrivai a pensare che ero “a posto” così, non avevo bisogno di fare altro per il Signore, che non era importante frequentare i culti perché tanto Dio era ovunque, e questo è vero ma con il tempo capii che ero io a non cercarlo, se non quando combinavo qualche disastro e avevo bisogno di una mano per uscirne sano e salvo. Nonostante tutto il Signore ha continuato a guidare la mia vita, anche se più e più volte ho agito di testa mia, cercando nel mondo l’amore e la pace&#8230; cose che soltanto Dio può dare! </p>
<p>Arrivato ad andare in chiesa soltanto una volta ogni due mesi, giusto per far contenta mia madre, all’età di 21 anni il Signore decise che era il momento giusto affinché potessi rendermi conto degli sbagli che stavo facendo non seguendo la Sua volontà: il 9 gennaio 2007 ebbi un piccolo incidente in moto, che mi costrinse a stare per un mese a casa con la mano ingessata. In un primo momento non capivo perché Dio non mi avesse in qualche modo “protetto”, mentre ripensandoci ora mi rendo conto che la Sua mano è stata su di me perché poteva andare molto peggio; ma dato che ero lì fermo in casa, mia madre cominciò a parlarmi nuovamente di Gesù, che era morto per me e che avevo bisogno di accettarlo come mio personale salvatore per essere salvato. Io che credevo di stare “con la coscienza a posto”, avevo invece bisogno di qualcosa che secondo me già possedevo da tempo? </p>
<p>Con questa titubanza, e con mia madre che insisteva, decisi di dedicare un po’ del tempo che avevo ancora da passare in convalescenza per leggere la Bibbia&#8230; e subito il Signore parlò al mio cuore, in particolare con un passo che si trova nel Salmo 145, al versetto 18: “ Il Signore è vicino a tutti quelli che lo invocano, a tutti quelli che lo invocano IN VERITÀ”; ebbene, la parola “IN VERITÀ” mise a nudo tutta la mia condizione, capii in un attimo che fino a quel momento non avevo mai invocato Dio conoscendolo veramente, perché avevo bisogno di fare un’esperienza concreta e personale con Lui, cioè essere salvato! Così lo invocai con tutto il mio cuore, pregai nella mia cameretta gridando “Signore, salvami!” con una consapevolezza del bisogno di essere salvato mai avuta prima: non appena dissi queste parole, sentii come una sensazione di profondo sollievo; come se un peso fosse stato tolto dal mio cuore, gustai una pace mai provata prima nella mia vita e, soprattutto, capii che Gesù aveva risposto alla mia preghiera, mi aveva salvato ed era vicino a me, per non lasciarmi mai più! Così, in una semplice mattina come tante, il 23 febbraio 2007 il Signore mi ha salvato, donandomi in un attimo tutto ciò che avevo cercato affannosamente nel mondo per vent’anni. Da quel giorno glorioso Dio non ha mai mancato di guidarmi e soprattutto di correggere le tante mie mancanze e aiutarmi nelle mie debolezze, benedicendo sia la mia vita spirituale, potendo servirlo sia nella mia comunità che tra le persone a me vicine (amici e familiari non convertiti), donandomi il battesimo nello Spirito Santo il 7 dicembre 2007 e dandomi grazia di testimoniare pubblicamente della Sua opera in me con il battesimo in acqua il 15 giugno 2008, sia quella terrena, permettendomi di conseguire la laurea (mentre a fine 2006 ero in procinto di abbandonare gli studi&#8230;) e dandomi un lavoro che mi permetta di avere tempo per servirlo, meditare la Sua Parola e frequentare i culti.<br />
Amico, tutto questo non è un sogno, ma è la realtà di ciò che Cristo può fare oggi nella tua vita, come ha fatto nella mia. Egli può donarti la Sua pace e il Suo amore, semplicemente se solo riconosci il bisogno che hai di Lui e lo accetti con sincerità nel tuo cuore chiedendogli di salvarti. Mettilo alla prova, e Gesù si lascerà trovare perché sta scritto: “Infatti io so i pensieri che medito per voi&#8221;, dice il SIGNORE: &#8220;pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi m&#8217;invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi&#8221;, dice il SIGNORE” (Geremia 29:11-14).</p>
<p style="text-align: right;"><em>Matteo</em></p>
<p>Se vuoi sapere di più sulla salvezza in Cristo, scrivici: <strong>info@evangelo.it</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/matteo-non-ero-a-posto-cosi/">&#8220;Non ero a posto così&#8230;&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.evangelo.it/wp/matteo-non-ero-a-posto-cosi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Un passo prima del punto di non ritorno&#8221;</title>
		<link>https://www.evangelo.it/wp/andrea-un-passo-prima-del-punto-di-non-ritorno/</link>
		<comments>https://www.evangelo.it/wp/andrea-un-passo-prima-del-punto-di-non-ritorno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evangelo.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[centri sociali]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[insoddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Salvezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.evangelo.it/wp/?p=540</guid>
		<description><![CDATA[<p>Per Andrea la chiesa era per deboli, i centri sociali e la droga la sua nuova vita, ma alla successiva insoddisfazione Dio ha risposto con la vera salvezza.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/andrea-un-passo-prima-del-punto-di-non-ritorno/">&#8220;Un passo prima del punto di non ritorno&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><span style="color:#808080; font-family: pt serif; font-weight:normal">La testimonianza di Andrea&#8230;</span></em></h2>
<hr />
<p>&nbsp;<br />
Mi chiamo Andrea e ho 27 anni. Sebbene non siano poi tanti, mi risulta davvero difficile ripercorrere tutte le esperienze che alla fine mi hanno portato a Gesù. Sono nato in una famiglia cristiana che non mi ha mai fatto mancare i buoni insegnamenti e la frequenza della Scuola Domenicale. Ma ben presto mi trovai costretto a fare i conti con un&#8217;inoppugnabile realtà cioè che la salvezza non si ottiene MAI per eredità. Presto o tardi devi scegliere da che parte vuoi stare. Non è l&#8217;ambiente da cui provieni o le buone opere dei tuoi genitori che possono garantirti un posto in cielo a “buon prezzo”. Purtroppo, questa consapevolezza generò in me una percezione distorta di Dio, a tal punto che Lui non era più il creatore del cielo e della terra che mi conosce fin dal grembo di mia madre e che ha dato il suo unigenito Figlio per la mia salvezza, ma piuttosto un terribile padrone che ti sottomette e che esige le tue lacrime (questo era il significato che attribuivo al pianto di gioia di fratelli e sorelle che con cuore aperto lodavano il Signore e venivano da Lui benedetti).</p>
<p>Da un presupposto sbagliato non poteva che scaturire una convinzione deleteria: “La chiesa è per i deboli, per quelli che si arrendono perché non ce la fanno da soli. Io sono un duro e non ho bisogno di aiuto, tanto meno di Dio”. Con questa idea nel cuore smisi di frequentare la chiesa a 12 anni, e per evidenziare la mia distanza da quell&#8217;ambiente iniziai a fumare. Purtroppo dalla sigaretta allo spinello il passo è breve, infatti, a 14 anni li fumavo già con regolarità.</p>
<p>Quella vita inizialmente mi appagava perché mi sentivo un vero protagonista, uno da annoverare tra la gente che conta. Questo sentimento si è consolidato quando, a 17 anni, ho iniziato a suonare in una band il cui successo sembrava confermarmi che in fondo avevo fatto bene a prendere la mia strada.</p>
<p>Nel giro di pochi anni mi sono addentrato nel circuito dei “centri sociali” dove, imbottito di ideologie infondate, la mia coscienza si anestetizzava sempre di più e droghe di cui mi raccontavano da bambino per mettermi in guardia, ben presto divennero una costante della mia vita, senza che questo mi facesse avvertire rimorsi o sensi di colpa.</p>
<p>Questo cammino verso l&#8217;autodistruzione è continuato per 11 anni durante i quali il Signore mi ha sempre preservato bloccandomi puntualmente un passo prima del punto di non ritorno.</p>
<p>Tuttavia, intorno ai 23 anni, l&#8217;euforia di un tempo e la spensieratezza con cui intrapresi il mio percorso si estinsero per lasciare il posto alla delusione e all&#8217;insoddisfazione. Ciononostante non vedevo più altra scelta e continuavo il mio cammino, ma con un indescrivibile vuoto nel cuore. Una sera, tornando a casa, ancora stordito dagli effetti della droga, ricordo che in un attimo di lucidità realizzai di essere ormai schiavo dei miei vizi e, seppur senza sapere il perché, sentii il bisogno di esternare ad alta voce i miei sentimenti ed esclamai: “Se solo riuscissi a liberarmi dalla droga! Ma come posso farcela?”. Volevo dare un taglio netto, ma la paura che senza droga mi sarei sentito ancora più vuoto mi attanagliava, così il Signore non ha tardato a venirmi in aiuto proprio nel momento opportuno ed il mattino seguente lessi una breve meditazione da un calendario biblico e attraverso quella il Signore ha fatto breccia nel mio cuore. “Io voglio dare un senso alla tua vita”, sono bastate queste parole per mettermi in crisi perché non potevo fare altro che riconoscere lo squallore della mia vita e l&#8217;amore che Gesù era pronto a donarmi. Non capivo bene che cosa stesse succedendo ma, mentre piangevo a dirotto mi tornò alla mente che bastava credere in Gesù e Lui mi avrebbe salvato, così innalzai a Dio una preghiera singhiozzata ma spontanea dicendo: “Se sei veramente quel Gesù vivente di cui mi raccontavano da piccolo e non una teoria tra le tante che ho sentito fino ad oggi, io ti voglio conoscere. Cambia la mia vita”. Da quel momento tutto è cambiato veramente perché avevo appena fatto entrare Gesù nel mio cuore.</p>
<p>Tutti i miei vizi in un istante divennero soltanto un brutto ricordo, infatti, non ho MAI più fatto uso di stupefacenti. Iniziai a leggere la Bibbia perché pensavo che se Gesù era davvero vivente, allora la Sua Parola era veramente efficace. Quella Parola ha modellato il mio cuore fin quando ho deciso di fare pubblica confessione della mia fede scendendo nelle acque battesimali e alcuni mesi dopo il Signore mi ha battezzato con lo Spirito Santo.</p>
<p>Tante sono le opere del Signore di cui potrei ancora testimoniare, ma mi preme di più dirti che se mentre leggi stai pensando che comunque tu sei sceso più in basso di me, o magari la tua vicenda è ancora più ingarbugliata e per te non c&#8217;è speranza perché hai toccato il fondo, sappi che come è scritto nel Salmo 139:7-12, nessun luogo è troppo lontano dalla presenza del Signore e nessuna circostanza è troppo oscura perché Lui non possa illuminarla. Ricorda sempre: C&#8217;è speranza al calvario per te.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Andrea</em></p>
<p>Se vuoi sapere di più sulla salvezza in Cristo, scrivici: <strong>info@evangelo.it</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp/andrea-un-passo-prima-del-punto-di-non-ritorno/">&#8220;Un passo prima del punto di non ritorno&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.evangelo.it/wp">Evangelo.it | Chiesa Cristiana Evangelica Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.evangelo.it/wp/andrea-un-passo-prima-del-punto-di-non-ritorno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
