| Il termine “seguitando” potrebbe essere tradotto meglio con “trattenendo”; quindi: “Trattenendo la verità nell’amore”. Nell’originale, la parola utilizzata significa letteralmente “essendo vero, verace”, con suggerimento al fatto che bisogna essere l’incarnazione della verità cristiana che rappresentiamo.
Il contesto richiede tuttavia una parola come “mantenere”, o “seguire la verità”, per rendere meglio il significato della frase.
Dobbiamo essere la verità, o meglio “essere veraci”. Nessun fervore, servizio religioso o buona attitudine può sostituire l’onestà, la genuinità e la sincerità. Siamo pronti a dire “amen” a questa affermazione, ma il nostro comportamento la conferma veramente? La nostra professione di fede vive senza una solida base di sincerità nel carattere? Quanto ne soffrirà, allora, la nostra testimonianza!
Dobbiamo mantenere la verità nell’amore. Persino la verità, senza amore può essere aspra e arida. Ciò che è peggio, persino la verità evangelica può divenire strumento di gretto bigottismo e di animosità denominazionale, se non è conservata nell’amore. Questo, purtroppo, è avvenuto troppo spesso. Dobbiamo pregare che le più forti convinzioni siano impregnate di un genuino amore.
Dobbiamo anche dire la verità con amore. Non possiamo restare muti davanti alle eresie o alle perversioni che mettono a repentaglio la nostra fede cristiana; tuttavia, persino quando denunciamo gli errori che deploriamo dobbiamo dire la verità con amore. Una denuncia al vetriolo può avere effetto nella politica secolare, ma la migliore arma nelle dispute cristiane è la verità accompagnata dalle lacrime di un profondo interesse. Siamo mandati a vincere anime, non dibattiti. Non dimentichiamo che la maggior parte degli eretici sono stati uomini sinceri. Facciamo in modo che la nostra lingua dichiari la verità, con franchezza, fermezza e coraggio, ma, se vogliamo essere come il nostro Maestro, la verità dovrà sempre essere detta con amore, “in carità”.
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