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SPRAZZI
di LUCE
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Abbatti il tuo Gigante...
Dio ha Cura di Te
21-03-2009
La caratteristica vitale
“Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29)
Mai come oggi i credenti hanno bisogno di riascoltare queste parole di Giovanni il battista. Ci rammarichiamo per il fatto che da molti pulpiti ci si stia adoperando in ogni tipo di artificioso sermone tranne che nell’esortare gli uditori a contemplare Gesù come “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. In molti luoghi Gesù è presentato semplicemente come un idealista che ha additato agli uomini nobili norme morali, o, ancor peggio, come un rivoluzionario. La Sua importanza, allora, sarebbe esclusivamente di ordine etico, mentre sarebbe del tutto trascurata la Sua opera redentrice. Lo scopo della morte di Gesù sulla croce è ignorato, la natura del Suo sacrificio è nascosta sotto i drappeggi di un patetico eroismo. La Sua morte diviene quindi più esemplare che espiatoria. La gloria della croce è ignorata perché rifugge dal nostro ideale di gloria. Quella di Gesù nella Chiesa non è, per i più, una presenza reale del Vivente risorto, bensì una realtà mistica, vaga, irraggiungibile. È compito di ogni credente che ha realizzato la presenza di Cristo nella propria vita fare in modo che il vero Gesù sia innalzato come “l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”. Qualunque altro ufficio appartenga a Gesù, Egli è innanzitutto “l’Agnello di Dio”. Non dimentichiamo che Egli è anche il “Leone di Giuda”, la “Stella di Davide”, la “Vera Vite”, il “Consigliere Ammirabile”, ma, prima d’ogni altra cosa, Egli è l’Agnello di Dio. Gesù non si fece uomo per insegnare come profeta, per pregare come sacerdote, o per regnare come re. No, la funzione della Sua venuta non fu etica, ma redentrice (cfr. Mt. 18:11; 20:28; 26:28). Quando nel Vangelo Egli è definito “l’Agnello”, il riferimento è al Suo carattere. In Lui non c’è nulla di altero. Non c’è il minimo difetto nella Sua natura. Quando Gesù è indicato come “l’Agnello di Dio, che toglie…”, l’espressione si riferisce non tanto al Suo carattere, ma al Suo sacrificio sostitutivo. Giovanni il battista pone enfasi sulle parole “che toglie il peccato del mondo”. Questa è la caratteristica suprema: Gesù è il Salvatore. Questo è il motivo per cui Giovanni additò Gesù. Per questo noi dobbiamo parlare di Gesù agli altri. Egli ha portato il peccato per noi, prendendo il nostro posto. “Egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (I Gv. 2:2).
 
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