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20-03-2009
Consacrazione a Cristo
“Allora Maria, presa una libbra d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò co’ suoi capelli; e la casa fu ripiena del profumo dell’olio” (Giovanni 12:3)
Come abbiamo già detto, questo evento illustra in modo straordinario la consacrazione a Cristo. Non dovremmo forse cercare di applicarlo alla nostra vita? La consacrazione deve costituire la preoccupazione principale di tutti coloro che amano il Signore. Essa è l’unica porta d’oro che ci immette alla “pienezza delle benedizioni di Cristo” (Rom. 15:29); è il perno attorno al quale ruota tutto il servizio cristiano, l’unico segreto del riposo interiore e della vittoria sul peccato. Nella misura in cui governiamo noi stessi, il nostro cuore manca di riposo, la vita perde l’esuberanza, e la nostra testimonianza diventa priva di persuasione. La vera consacrazione a Cristo semplifica la vita, perché ne lascia a Lui la direzione. Essa unifica, poiché indirizza tutte le nostre motivazioni verso un unico scopo: quello di piacere a Lui. Essa purifica la vita, perché espelle tutto ciò che Lui disapprova. Amplifica la vita, perché concede alla volontà divina la possibilità di innalzare solamente Lui. Essa glorifica la vita, perché fa di noi una benedizione per gli altri e una lode per Lui. La consacrazione è ciò che il Signore desidera più di ogni altra cosa: molto più del nostro servizio, del nostro denaro, del nostro tempo e persino delle nostre preghiere. Egli non potrà mai vedere il “frutto del tormento dell’anima sua”, fin quando la nostra conversione non giungerà ad una totale dedizione a Lui. Quanto è importante la consacrazione a Cristo quando rivolgiamo il nostro sguardo alle persone non salvate, al livello spirituale di molti credenti e al ritorno del Signore! Perché sono pochi ad essere veramente consacrati? Perché la consacrazione è la più difficile fra tutte le capitolazioni! È relativamente facile astenersi da questo o da quel peccato, ma rinunciare a gestire la propria vita è inconcepibile per la nostra natura, incoraggiata, nella propria resistenza, da Satana e dal mondo. La consacrazione a Dio comporta una rinuncia alla pretesa dei meriti, alla realizzazione dei propri desideri, se necessario, al raggiungimento dei propri piani per il futuro, alla rivendicazione su ogni centesimo che si possiede, e al mantenimento delle proprie idee. Uno dei deterrenti più influenti alla consacrazione è spesso il timore di essere frainteso dalle persone amate, o la solitudine che ne può conseguire. C’è una cosa sola che può rendere più facile questa resa completa: avere per Gesù un amore fiducioso, riconoscente, riverente. Una simile consacrazione è la porta di accesso alla “pienezza delle benedizioni”, ma anche la prova suprema del nostro amore per Lui. Soltanto quando ci arrendiamo, Gesù vede in noi “il frutto del tormento dell’anima Sua” e ne è saziato (cfr. Isaia 53:11).
 
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