| Questo episodio illustra il significato della consacrazione in modo toccante. L’olio odorifero di Maria non pervase soltanto quella casa di Betania; il suo profumo salì fino agli angeli in cielo e, anche oggi, la sua fragranza riaffiora ovunque sia predicato l’Evangelo. I primi due evangelisti raccontano semplicemente che quell’alabastro era “di gran prezzo”, mentre Giovanni aggiunge che esso pesava una libbra (340 gr). Non sappiamo se Maria l’avesse comprato da un mercante o se l’avesse ereditato, custodendolo per sé per un periodo più o meno lungo; fatto sta che esso poteva essere prezioso anche per motivi sentimentali, oltreché materiali.
Maria si era trovata di fronte a quattro possibilità. Avrebbe potuto usare quell’alabastro interamente per sé (e questo è ciò che preferiscono fare molte persone con il “vaso d’alabastro della propria vita”); avrebbe potuto versarlo su una persona a lei cara; oppure avrebbe potuto dividerlo tra sé stessa e altri, forse includendo pure Gesù. La quarta possibilità, quella che lei scelse, fu quella di offrire quel bene così prezioso esclusivamente a Gesù, il suo Signore. Spargendolo sul Suo capo e sui Suoi piedi, ella riversò anche l’amore supremo e la devozione profonda del proprio cuore.
Erano quattro le motivazioni che sostenevano l’impulso amorevole di Maria. Per prima cosa, la riverenza. La sua non era la mera adorazione di un idolo. In quell’Uomo sublime Maria aveva riconosciuto la Deità incarnata, e voleva adorarLo. C’era gratitudine nel suo gesto. Mentre altri sembravano rimanere ciechi e insensibili a quanto stava avvenendo in quella casa, gli occhi di Maria avevano visto che la via per il trono passava dalla croce (v. 7). C’era fede; ella era piena di fiducia in Lui come al Figlio di Dio e al Salvatore. Infine c’era amore, un affetto che era diventato più forte d’ogni altra cosa.
In questo episodio evangelico scorgiamo quattro caratteristiche che illustrano la vera consacrazione a Cristo. L’adorazione a parole non era sufficiente; ella doveva donare. Le cose di poco valore non bastavano; Maria doveva donare un bene che fosse di gran prezzo. Una parte non bastava, ella doveva dare tutto. Non era sufficiente che ella Gli offrisse un dono prezioso lasciandolo intatto; esso doveva essere rotto e versato sui piedi di Gesù, dinanzi ai quali Maria doveva chinarsi, rimanendo lì come la più umile delle serve!
Le stesse scelte si presentano ad ognuno di noi, riguardo ai vasi di alabastro della nostra vita. Se scegliamo la devozione a noi stessi, la gratificazione del nostro io trasforma sempre la fragranza in asprezza. Facciamo anche noi la scelta più nobile, quella di riversare il nostro meglio ai piedi di Cristo!
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