| Quando leggiamo il capitolo diciassette di Giovanni è come se stessimo camminando su un suolo sacro. Come Mosè davanti al pruno in fiamme, anche noi dobbiamo togliere i calzari, poiché quel luogo è santo. Ascoltiamo la preghiera del Figlio di Dio.
Considerandola nel suo insieme, scopriremo che essa ci parla almeno in tre modi: 1. Mediante il conforto che fornisce; 2. Nello scopo che rivela; 3. Nel modello che stabilisce.
Il conforto sta nel fatto stesso che il Signore pregava per i Suoi. Questa preghiera di Gesù dimostra che i Suoi erano cari al proprio cuore nel momento in cui Egli stava per lasciarli. Non ci saremmo certo stupiti se Gesù fosse stato troppo preso dal pensiero della propria morte per pregare per altri! Ma non fu così.
Dall’inizio alla fine, questa preghiera esprime una tenera preoccupazione e un profondo affetto per tutti i discepoli. Essa si protrae nel tempo; il v. 20, infatti, afferma: “Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola”.
Il massimo conforto lo traiamo ricordando che questa preghiera è rivolta al Padre alla fine del ministerio di Gesù, poco prima di salire sulla croce. È la stessa che il Signore eleva ora in cielo per noi.
È di conforto sapere che altri fratelli stanno pregando per noi, ma la consolazione più dolce viene dalla consapevolezza che il Signore stesso prega per noi ora, e per sempre, alla presenza del Padre!
Consideriamo lo scopo della preghiera di Gesù. Nei vv. 11 e 15, Egli prega per la nostra preservazione, al v. 17 per la santificazione, nel v. 21 per l’unificazione e al 24 per la glorificazione. Pensiamo a tutte le cose che Gesù avrebbe potuto chiedere per noi, e capiremo allora quale ordine d’importanza Egli abbia seguito nelle Sue richieste al Padre! La preservazione che Gesù chiede è una salvaguardia dal male morale. La santificazione che vuole per noi è una separazione in funzione del servizio divino (v. 18). L’unificazione che Gesù desidera non è una mera forma di aggregazione esteriore, ma un’unità spirituale, in vista della glorificazione.
Guardiamo ora al modello che questa preghiera stabilisce per noi. Se essa è un esempio delle preghiere che il Signore eleva per noi in cielo, quale modello deve costituire per tutti noi! Il Suo ministerio attuale in cielo è d’intercedere per noi.
Quanto altruismo c’è nelle mie preghiere? Sono veramente un sacerdote e un intercessore? Anche in questo dobbiamo assomigliare di più a Cristo: nell’intercessione. |