| Le narrazioni della trasfigurazione pongono enfasi non tanto sul privilegio dei tre discepoli, e neppure sulla testimonianza dei due personaggi dell’Antico Testamento, ma sulla supremazia di quell’Uno! Il sole sorge, le stelle scompaiono: noi vediamo “Gesù solo” e nessun altro.
Quando Pietro affermò: “Signore, egli è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende...”, i due personaggi dell’Antico Testamento si trassero indietro, e una nuvola avvolse i tre discepoli. Neppure Mosè ed Elia potevano essere posti allo stesso livello di Gesù.
La supremazia del Signore risiede nelle Sue finalità. Innanzitutto, Egli primeggia come Insegnante. La voce dalla nuvola dichiarò: “Questo è il mio diletto Figliuolo, … ascoltatelo”. Non sono più la legge e i profeti dell’Antico Testamento ad avere l’ultima parola. C’è Qualcuno che è maggiore dei profeti. Egli coronò i loro discorsi con parole che essi non erano in grado di pronunciare. Il Suo “…ma io vi dico…” è il culmine della rivelazione. Il Suo solenne “…in verità…” è insindacabile. Tutta la legge e i profeti devono essere letti alla luce della Sua parola.
Gesù è supremo come Salvatore. Mosè ed Elia additarono il Suo “esodo”. Che cosa furono il Sinai e il Carmel in confronto al Calvario? Mosè ed Elia sapevano che tutti i sacrifici e le aspettative della vecchia dispensazione si sarebbero adempiute nella prima e nella seconda venuta di Gesù, come Agnello di Dio: “La legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede” (Gal. 3:24). Tutte le voci dei profeti trovano il loro punto focale nel grido di Malachia: “Ecco egli viene” (Mal. 3:1). La legge poteva ordinare, ma non salvare. I profeti potevano riformare, ma non redimere. La risposta di Dio al grido che si eleva nei secoli è qui: Gesù è il Salvatore.
Infine, vediamo la preminenza di Gesù come Figlio divino. Leggiamo di nuovo cosa dice quella voce solenne dalla nuvola: “Questo è il mio diletto Figliuolo”.
Il racconto evangelico termina con le parole “Ed essi, alzati gli occhi, non videro alcuno, se non Gesù tutto solo”.
Caro amico, se tu non sei ancora salvato, distogli lo sguardo da tutti, e fissalo soltanto su Gesù. Anche quando avrai fatto del tuo meglio, sarai sempre un peccatore. Tu hai bisogno di un Salvatore. Mosè ed Elia additarono “Gesù solo”. Soltanto in Lui c’è il perdono per gli errori del passato, una nuova vita per il presente, e la garanzia del cielo per il futuro. Soltanto Gesù deve rimanere nella nostra vita e nel nostro servizio, fin quando Lo vedremo in una gloria analoga a quella che si manifestò su quel monte santo. |