Stai Navigando sulla vecchia versione di Evangelo.it, Clicca qui per visitare il nuovo sito!
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
SPRAZZI
di LUCE
Sei Connesso con il Cielo?
Hai argomenti?
Cosa ti aspetti da Dio?
La Cosa Necessaria
Guarda le Mani
Saggia Discriminante
Credere senza Vedere
L'Inganno delle Apparenze
Qual è la tua Ricchezza?
Il Secondo Violino
Non Mollare!
Non è Colpa Mia!
La Scelta del Servizio
Vera Ricchezza
Tornare a Dio
Sentimenti Contrastanti
Rocca Inespugnabile
Seguire Dio
Giuste Motivazioni
Adrenalina Spirituale
Sei Abbattuto?
Reazioni
Provvidenza Divina
Lasciati Trovare
La Pietra Angolare
Abbatti il tuo Gigante...
Dio ha Cura di Te
13-03-2009
La testimonianza dei due
“Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che stavan conversando con lui” (Matteo 17:3)
Pietro, Giacomo e Giovanni devono essere stati colti da uno stupore inesprimibile ad una simile visione! Fin dalla loro infanzia avevano sentito parlare di quelle due figure straordinarie: Mosè, il venerabile legislatore, ed Elia, l’audace profeta e riformatore. Se qualcuno avesse detto loro che avrebbero visto Mosè ed Elia sarebbe stato sicuramente deriso, dal momento che Mosè era morto 1400 anni prima, ed Elia 900. Quegli antichi personaggi vennero in quel luogo per attirare l’attenzione su loro stessi? No, essi apparvero per testimoniare la divinità di Gesù. Tramite questi due uomini sono la legge e i profeti che porgono omaggio al Signore, indicandoLo come il compimento di entrambe. Egli aveva adempiuto tutto ciò che la legge aveva richiesto e tutto quello che i profeti avevano promesso. “Poiché il termine della legge è Cristo, per esser giustizia a ognuno che crede” (Rom. 10:4). “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione de’ peccati mediante il suo nome” (At. 10:43). Luca ci riferisce che Mosè ed Elia parlarono con Gesù “della dipartenza ch’egli stava per compiere in Gerusalemme”. Nel greco la parola tradotta con “dipartenza” è éxodos, per questo motivo essa è insolitamente accompagnata dal verbo “compiere”; il significato che noi generalmente attribuiamo al termine “dipartenza” mal si accorderebbe, infatti, con il suddetto predicato verbale. Il Signore Gesù stava per morire e ascendere al cielo e, in questo modo, avrebbe tracciato una via d’uscita, un “esodo”, per il Suo popolo. Mosè aveva guidato l’esodo del popolo d’Israele dall’Egitto; Elia aveva profetizzato un esodo dall’apostasia. Gesù stava per “compiere” l’esodo dalla schiavitù del peccato e della morte. A questa continuità vennero a rendere testimonianza Mosè ed Elia. La loro presenza su quel monte non soltanto testimonia che c’è una vita oltre la morte, ma attesta anche la permanenza in loro di un profondo interesse per le cose che stavano accadendo sulla terra, per Gesù e per la salvezza che Egli stava compiendo. Mosè non pronunciò una sola parola su di sé; anche Elia non disse nulla di sé stesso. L’unico argomento fu “Cristo e Lui crocifisso”. Tramite questi due “visitatori” comprendiamo come l’Antico Testamento intero e il mondo ultraterreno fossero concentrati su Gesù. Questo è ciò che Pietro, Giacomo e Giovanni dovevano comprendere. Questo è quanto anche noi dobbiamo ricordare: è importante che rimaniamo costantemente dei “cartelli indicatori” di Gesù.
 
Vai a tutte le meditazioni
 
spacer