| Fissiamo il nostro sguardo sul gruppo di sei persone presenti in quella gloriosa circostanza, e consideriamo questo triplice aspetto: il privilegio dei tre (Pietro, Giacomo e Giovanni), la testimonianza dei due (Mosè ed Elia) e la supremazia dell’Uno (Gesù Cristo).
Riflettiamo sul privilegio dei tre. La Scrittura ci dice che Gesù fu trasfigurato davanti a loro. Quei discepoli furono condotti sul monte perché fossero presenti a quell’avvenimento. Essi avevano visto molti miracoli, udito l’insegnamento di Gesù, osservato il loro Maestro operare in pubblico e in privato. Avevano quindi potuto conoscere il Suo carattere, e confessare: “Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente” (Mt. 16:16). Ora, quando il ministerio di Gesù in Galilea volgeva ormai al termine, fu loro concesso di vedere la gloria di Colui del Quale avevano confessato la divinità. Fino a questo punto la Sua deità era stata oscurata dalla Sua umanità, mentre ora quest’ultima è illuminata dalla natura divina.
Sappiamo che la visione della trasfigurazione lasciò un’impressione indelebile nella mente di quei discepoli (cfr. II Pt. 1:16-18; Gv. 1:14). Fu così concessa loro un’anticipazione del ritorno di Gesù e del Suo regno (cfr. Mt. 16:28). Il Signore apparve davanti a loro con un corpo glorificato; là i tre discepoli, sulla cima del monte, stanno a rappresentare il popolo di Dio che viene portato in alto, per incontrarLo; lassù erano presenti anche Mosè ed Elia, a simboleggiare i salvati dell’Israele terreno, che saranno il centro del regno.
Mosè ed Elia erano “tipi” di qualcos’altro? La Scrittura richiama l’attenzione sul fatto che Mosè morì, e fu sepolto da Dio stesso (cfr. Deut. 34:5, 6). Elia si distingue per essere stato rapito in cielo, sfuggendo alla fossa (cfr. II Re 2:11). Mosè anticipa, forse, la figura di quei santi che si sono “addormentati in Cristo” e che saranno risvegliati quando il suono delle trombe farà aprire le sepolture, mentre Elia rappresenta, più probabilmente, i santi che vivranno sulla terra, e che saranno rapiti per incontrare il Signore nell’aria. Il Rapimento e il Regno furono visti in anticipo e in miniatura su quella vetta illuminata dalla gloria di Dio!
Quei tre discepoli videro Gesù come Lo vedremo noi, quando ritornerà. Sicuramente Giovanni pensava al monte della trasfigurazione, quando scrisse: “Quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è” (I Gv. 3:2). Quale stimolo alla santificazione, nella prospettiva che anche noi presto Lo vedremo come Egli è, il Re in tutta la Sua bellezza! |