| Marta non immaginava che le sue parole avessero una portata più ampia di quella del contesto in cui furono pronunciate. Esse sono vaste quanto il mondo; proclamiamolo a tutta l’umanità, gridiamolo nei secoli: il Maestro è qui!
Queste parole possono spronare anche noi, sebbene vòlte a risvegliare Maria dai suoi tristi pensieri. Quale sollievo sapere che Gesù fosse finalmente arrivato a Betania. Quanto è importante che Egli sia venuto nella nostra vita!
Marta e Maria pensavano che Gesù fosse arrivato in ritardo. Lazzaro era ormai morto da quattro giorni. Ebbene, erano passati quattro millenni di peccato e di morte prima che Gesù portasse la vita eterna mediante l’Evangelo!
Questo ritardo apparente era motivato: soltanto così il Signore poteva compiere il miracolo che avrebbe dimostrato che Egli era il Messia, il Salvatore. Soltanto così poteva confermare profondamente la fede delle due sorelle, e rendere Lazzaro a loro ancora più caro. Lo stesso vale per quelli che noi riteniamo “ritardi divini”: essi sono forieri di benedizioni che superano anche le nostre preghiere più audaci.
“Il Maestro è qui e ti chiama”. Sì, Gesù è il Maestro per eccellenza. Purtroppo molti che si professano cristiani Lo chiamano Salvatore senza riconoscerLo effettivamente come loro Maestro! Quanti Lo chiamano “Signore, Signore…”, ripudiando con il proprio comportamento la Sua signoria! Chi pensano d’essere, quando sminuiscono, ad esempio, alcune parti dell’Antico Testamento, la cui ispirazione divina Gesù stesso avalla? Questi falsi credenti non hanno alcun diritto di chiamare Gesù il Signore, se Lo ripudiano come “Maestro”.
Per il vero credente il Signore Gesù è Maestro nelle questioni morali. La Sua etica, il Suo operato e i Suoi ideali rappresenteranno per lui la regola di vita.
Gesù deve essere il nostro Maestro anche in campo teologico. Se Gesù accetta il racconto di Giona come un fatto realmente accaduto, devo farlo anch’io. Se Egli crede nell’efficacia della preghiera in un mondo controllato dalle leggi naturali, devo crederci anch’io.
Gesù deve essere Maestro anche nella sfera emotiva. Il nostro amore è secondo, per importanza, soltanto alla conversione. Se siamo veri discepoli di Cristo dobbiamo riconoscerLo come nostro Maestro nelle decisioni che riguardano la scelta di un compagno, delle amicizie e di tutti i rapporti sociali.
Riflettiamo ancora su questo: “Il Maestro è qui”, Egli è venuto per restare, e ti chiama! |